N. 1

Gennaio 2007

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ACCADEMIA DEI ROMITI

La nostra "rifondazione"

di Pierluigi Gioia

 

All’inizio dello scorso mese di aprile, un gruppo di circa venti gualdesi, che da tempo discuteva su come dare una smossa al sonnacchioso ambiente culturale gualdese, ha deciso di rifondare l’Accademia dei Romiti, che, fra XVI e XVII secolo, fu una gloriosa istituzione culturale per la città di Gualdo. Certo, a parte un tentativo di ricostituzione poi esauritosi a metà degli anni Ottanta, il cenacolo di intellettuali che sorse attorno a Castore Durante non è stato attivo per secoli. Rifondarlo potrebbe quindi, da un lato costituire un nostalgico e sterile revival dei bei "vecchi tempi"; dall’altro, potrebbe ancora di più sottolineare l’incapacità creativa del nostro ambiente culturale, che non riesce ad elaborare nulla di nuovo e si volge ancora indietro piuttosto che avanti; un ambiente il cui "ristagno culturale" è sottolineato pure dal fatto che le poche associazioni in grado di operare per creare occasioni ed eventi di educazione e formazione sono costituite, in pratica, dalle medesime persone. Mentirebbe chi, infatti, negasse che la maggior parte dei venti rifondatori dell’Accademia sia estranea ad altri "enti culturali" locali, primi fra tutti la Pro Tadino e L’Eco del Serrasanta. Mentirebbe anche chi affermasse che fra le motivazioni iniziali, che hanno indotto questi venti a rispolverare Castore Durante e il suo cenacolo, non ci sia stata la delusione per l’ingloriosa fine della Pro Tadino. Tutto questo era, infatti, ben presente nella mente degli accademici al momento della ratifica dell’atto costitutivo. Ma non far nulla, non creare nulla di nuovo era forse più sbagliato.

 

Per questo l’Accademia è risorta. Non per dar vita una ad una "santa alleanza" dei reduci della Pro Tadino contro le ingerenze della politica e delle ideologie nella vita culturale, ma per creare occasioni concrete di dibattito formativo, che possano vedere protagonisti tutti i cittadini, di ogni estrazione sociale e di ogni sentimento politico o religioso. È risorta non contro qualcuno o a dispetto di qualcuno, ma per tutti. Come recita il suo motto – haud multi pro omnibus – pur essendo numericamente composta da pochi, lavora per il bene collettivo. È risorta per il mutuo scambio di differenti formazioni umane e culturali fra i suoi membri: giornalisti, impiegati della pubblica amministrazione, insegnanti, ricercatori universitari, giuristi, liberi professionisti, artigiani hanno ciascuno esperienze preziose di cui è bene fare tesoro.

 

È risorta, poi, per aprire questo patrimonio alla comunità gualdese, non nella presunzione di aver qualcosa da insegnare a chicchessia, ma per far sì che questo iniziale e ristretto "circolo di idee" possa allargarsi e far crescere, di conseguenza, il numero delle persone che possano mettere a disposizione dell’intera comunità gualdese la propria formazione culturale, il proprio entusiasmo e il proprio tempo libero. È risorta, quindi, per rompere il circolo vizioso della cultura gualdese e per crearne, al contrario, uno "virtuoso": non quindi per chiudersi in sé, ma per aprirsi, per comunicare.

 

Da qui l’esigenza irrinunciabile di un "periodico informativo", in cui, al contempo, si dibattano i temi forti della vita accademica – che piano piano, e con gran fatica comincia a mettersi in moto – e i principali eventi della cultura e dell’attualità di Gualdo Tadino. Non un Alter Eco, un Anti-Eco. Il nuovo Serrasanta non è difatti un quindicinale ma un mensile. E, si sa, nei mensili l’aspetto di approfondimento è prevalente. E la redazione non è costituita solo da ex redattori dell’Eco, ma anche da nuovi collaboratori, alcuni dei quali già occasionalmente presenti nelle colonne del vecchio quindicinale – che per definizione ospitava gli interventi di tutti senza nessuna censura. Insomma, ci sarà molto "nuovo" nelle colonne del nostro mensile. Ma prima di ogni altra cosa, ci sarà la risorta accademia dei Romiti, anch’essa aperta alla comunità gualdese e alla ricerca dell’impegno e della collaborazione di tutti. L’Accademia con i suoi appuntamenti, le sue iniziative e le sue battaglie culturali.

 

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