Allinizio
dello scorso mese di aprile, un gruppo di circa venti gualdesi, che da tempo discuteva su
come dare una smossa al sonnacchioso ambiente culturale gualdese, ha deciso di rifondare
lAccademia dei Romiti, che, fra XVI e XVII secolo, fu una gloriosa istituzione
culturale per la città di Gualdo. Certo, a parte un tentativo di ricostituzione poi
esauritosi a metà degli anni Ottanta, il cenacolo di intellettuali che sorse attorno a
Castore Durante non è stato attivo per secoli. Rifondarlo potrebbe quindi, da un lato
costituire un nostalgico e sterile revival dei bei "vecchi tempi";
dallaltro, potrebbe ancora di più sottolineare lincapacità creativa del
nostro ambiente culturale, che non riesce ad elaborare nulla di nuovo e si volge ancora indietro
piuttosto che avanti; un ambiente il cui "ristagno culturale" è
sottolineato pure dal fatto che le poche associazioni in grado di operare per creare
occasioni ed eventi di educazione e formazione sono costituite, in pratica, dalle medesime
persone. Mentirebbe chi, infatti, negasse che la maggior parte dei venti rifondatori
dellAccademia sia estranea ad altri "enti culturali" locali, primi fra
tutti la Pro Tadino e LEco del Serrasanta. Mentirebbe anche chi affermasse
che fra le motivazioni iniziali, che hanno indotto questi venti a rispolverare Castore
Durante e il suo cenacolo, non ci sia stata la delusione per lingloriosa fine della
Pro Tadino. Tutto questo era, infatti, ben presente nella mente degli accademici al
momento della ratifica dellatto costitutivo. Ma non far nulla, non creare nulla di
nuovo era forse più sbagliato.
Per
questo lAccademia è risorta. Non per dar vita una ad una "santa alleanza"
dei reduci della Pro Tadino contro le ingerenze della politica e delle ideologie nella
vita culturale, ma per creare occasioni concrete di dibattito formativo, che possano
vedere protagonisti tutti i cittadini, di ogni estrazione sociale e di ogni sentimento
politico o religioso. È risorta non contro qualcuno o a dispetto di qualcuno, ma
per tutti. Come recita il suo motto haud multi pro omnibus pur
essendo numericamente composta da pochi, lavora per il bene collettivo. È risorta per il
mutuo scambio di differenti formazioni umane e culturali fra i suoi membri: giornalisti,
impiegati della pubblica amministrazione, insegnanti, ricercatori universitari, giuristi,
liberi professionisti, artigiani hanno ciascuno esperienze preziose di cui è bene fare
tesoro.
È
risorta, poi, per aprire questo patrimonio alla comunità gualdese, non nella presunzione
di aver qualcosa da insegnare a chicchessia, ma per far sì che questo iniziale e
ristretto "circolo di idee" possa allargarsi e far crescere, di conseguenza, il
numero delle persone che possano mettere a disposizione dellintera comunità
gualdese la propria formazione culturale, il proprio entusiasmo e il proprio tempo libero.
È risorta, quindi, per rompere il circolo vizioso della cultura gualdese e per crearne,
al contrario, uno "virtuoso": non quindi per chiudersi in sé, ma per aprirsi,
per comunicare.
Da
qui lesigenza irrinunciabile di un "periodico informativo", in cui, al
contempo, si dibattano i temi forti della vita accademica che piano piano, e con
gran fatica comincia a mettersi in moto e i principali eventi della cultura e
dellattualità di Gualdo Tadino. Non un Alter Eco, un Anti-Eco. Il nuovo
Serrasanta non è difatti un quindicinale ma un mensile. E, si sa, nei mensili
laspetto di approfondimento è prevalente. E la redazione non è costituita solo da
ex redattori dellEco, ma anche da nuovi collaboratori, alcuni dei quali già
occasionalmente presenti nelle colonne del vecchio quindicinale che per definizione
ospitava gli interventi di tutti senza nessuna censura. Insomma, ci sarà molto
"nuovo" nelle colonne del nostro mensile. Ma prima di ogni altra cosa, ci sarà
la risorta accademia dei Romiti, anchessa aperta alla comunità gualdese e alla
ricerca dellimpegno e della collaborazione di tutti. LAccademia con i suoi
appuntamenti, le sue iniziative e le sue battaglie culturali.
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