N. 1

Gennaio 2007

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Attualità

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"Salvate i biancospini"

 

Bisogna salvare le piante che fioriscono in luoghi diversi dalla "via del Biancospino". L’auspicio, espresso qualche decennio fa dal compianto presidente della Pro Tadino, cav. uff. Giovanni Pascucci, si concretizzò nel rivelare al sottoscritto i luoghi dove le piantine fioriscono "miracolosamente" a metà gennaio. Una sorta di mandato fiduciario. Ma ad una condizione: "Quei luoghi falli conoscere soltanto a chi ti garantisce la sicura salvaguardia". Ci ho provato con qualche assessore comunale, ho avuto promesse. Ma nulla è accaduto, se non che ultimamente un’intera siepe lunga una diecina di metri è stata tagliata dall’ignaro proprietario ed una delle residue piantine è scomparsa, vittima del cemento. Come era successo negli anni precedenti a tante altre anche con l’avanzata dell’asfalto. Il compianto presidente Pascucci ricordava come, nella prima metà del 1900, erano ancora molte le siepi vive in varie zone gualdesi: e citava l’utilizzo di ramoscelli fioriti per i funerali che avvenivano in gennaio, quando ancora il mercato di importazione floreale non funzionava nella nostra zona; ricordava come la fioritura avvenisse anche con temperature impossibili: tolta la neve che copriva il gelo, più volte, lui stesso aveva trovato lì sotto i petali fioriti. Un bene religioso, ambientale, caratteristico, legato alla cultura gualdese. Straordinario, anche se umile, pieno di significati.

 

Un momento importante nella secolare storia del biancospino del Beato Angelo si ebbe nel gennaio del 1985. Avevo scritto un articolo sul "miracolo" della fioritura invernale, arrivò anche in pagina nazionale, il caporedattore mi chiese la cortesia di fargliene avere un ramoscello. Gliene portai. Commentò: "Una cosa bella e significativa come questa deve assolutamente essere valorizzata. Perché voi Gualdesi non promuovete qualche iniziativa per far conoscere tale prodigio?" Ne parlai con Pascucci ed il Sindaco, decidemmo di portarne al Papa ed al Presidente Pertini come simbolo di pace, che può fiorire anche quando sembra impossibile. Con l’aiuto del Vescovo mons. Goretti e di mons. Peri, una delegazione venne ricevuta da Giovanni Paolo II, che ringraziò "per il dono gradito di biancospino fiorito, legato al celeste Patrono Beato Angelo". Una bella giornata, arricchita dall’emozionante incontro e dal dialogo personale col Papa. Ne parlarono i mass media a livello non solo nazionale. I ramoscelli fioriti vennero portati pure al Quirinale. Arrivarono a Gualdo inviati di testate giornalistiche nazionali. Entusiasmo grande. E propositi impegnativi. Come quello di un gemellaggio con Bra, dove in pieno inverno si verifica un fenomeno analogo nel Santuario della "Madonna dei fiori". Poi la quotidianità ha prevalso, l’abitudine, la miseria delle beghe, l’indifferenza, il nulla.

 

Il tema della salvaguardia delle piantine è stato proposto di recente al Sindaco Angelo Scassellati. Ha promesso che prenderà a cuore il problema.

 

Il Beato Angelo ci ha fatto un bel regalo, nel segno della semplicità e dell’umiltà. Nel suo stile. Riusciremo a trasmetterlo ai posteri?

 

Alberto Cecconi

 

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