Bisogna salvare le piante che fioriscono in luoghi diversi
dalla "via del Biancospino". Lauspicio, espresso qualche decennio fa dal
compianto presidente della Pro Tadino, cav. uff. Giovanni Pascucci, si concretizzò nel
rivelare al sottoscritto i luoghi dove le piantine fioriscono "miracolosamente"
a metà gennaio. Una sorta di mandato fiduciario. Ma ad una condizione: "Quei luoghi
falli conoscere soltanto a chi ti garantisce la sicura salvaguardia". Ci ho provato
con qualche assessore comunale, ho avuto promesse. Ma nulla è accaduto, se non che
ultimamente unintera siepe lunga una diecina di metri è stata tagliata
dallignaro proprietario ed una delle residue piantine è scomparsa, vittima del
cemento. Come era successo negli anni precedenti a tante altre anche con lavanzata
dellasfalto. Il compianto presidente Pascucci ricordava come, nella prima metà del
1900, erano ancora molte le siepi vive in varie zone gualdesi: e citava lutilizzo di
ramoscelli fioriti per i funerali che avvenivano in gennaio, quando ancora il mercato di
importazione floreale non funzionava nella nostra zona; ricordava come la fioritura
avvenisse anche con temperature impossibili: tolta la neve che copriva il gelo, più
volte, lui stesso aveva trovato lì sotto i petali fioriti. Un bene religioso, ambientale,
caratteristico, legato alla cultura gualdese. Straordinario, anche se umile, pieno di
significati.
Un momento importante nella secolare storia del
biancospino del Beato Angelo si ebbe nel gennaio del 1985. Avevo scritto un articolo sul
"miracolo" della fioritura invernale, arrivò anche in pagina nazionale, il
caporedattore mi chiese la cortesia di fargliene avere un ramoscello. Gliene portai.
Commentò: "Una cosa bella e significativa come questa deve assolutamente essere
valorizzata. Perché voi Gualdesi non promuovete qualche iniziativa per far conoscere tale
prodigio?" Ne parlai con Pascucci ed il Sindaco, decidemmo di portarne al Papa ed al
Presidente Pertini come simbolo di pace, che può fiorire anche quando sembra impossibile.
Con laiuto del Vescovo mons. Goretti e di mons. Peri, una delegazione venne ricevuta
da Giovanni Paolo II, che ringraziò "per il dono gradito di biancospino fiorito,
legato al celeste Patrono Beato Angelo". Una bella giornata, arricchita
dallemozionante incontro e dal dialogo personale col Papa. Ne parlarono i mass media
a livello non solo nazionale. I ramoscelli fioriti vennero portati pure al Quirinale.
Arrivarono a Gualdo inviati di testate giornalistiche nazionali. Entusiasmo grande. E
propositi impegnativi. Come quello di un gemellaggio con Bra, dove in pieno inverno si
verifica un fenomeno analogo nel Santuario della "Madonna dei fiori". Poi la
quotidianità ha prevalso, labitudine, la miseria delle beghe, lindifferenza,
il nulla.
Il tema della salvaguardia delle piantine è stato
proposto di recente al Sindaco Angelo Scassellati. Ha promesso che prenderà a cuore il
problema.
Il Beato Angelo ci ha fatto un bel regalo, nel segno della
semplicità e dellumiltà. Nel suo stile. Riusciremo a trasmetterlo ai posteri?
Alberto Cecconi
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