N. 1

Gennaio 2007

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Gualdesità

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Ciao, Ulden

 

05uldericomorosi.jpg (9474 byte)La mattina del primo dell’anno è scomparso Ulderico Morosi, Ulden per gli amici. Ulderico era una persona eccezionale. Io l’ho conosciuto nel Cai, in quella casa comune dove ci si ritrovano a meraviglia tutti coloro che, a prescindere da ogni altra condizione personale, amano la montagna e l’andare per i sentieri. Ulderico era l’amico più caro di Carlo Paoletti e con lui ha condiviso, insieme a sua moglie Maria, quelle meravigliose esperienze estive quando accompagnavano decine e decine di bambini e adolescenti (insieme anche a diversi genitori) sui sentieri della nostra montagna in passeggiate salutari ed educative che si concludevano spesso con allegri pranzetti presso il rifugio M. Maggio. Ulderico l’ho conosciuto allora e ne ho apprezzato l’animo semplice e sensibile, la disponibilità e serenità, la maestria nel confezionare bastoni, l’amore per la natura e per i bambini ed il senso profondo dell’amicizia. Ulderico era anche un uomo sempre giovane, aperto al futuro (ha cominciato a sciare a 70 anni) ed entusiasta delle cose nuove che la vita gli proponeva. Insomma, una di quelle persone che sei contento di aver conosciuto ed orgoglioso di esserne stato amico.

 

Ulderico era anche un affezionato lettore dell’Eco (abitava a Roma durante l’inverno e l’Eco era il cordone ombelicale che lo teneva unito alla nostra città, dove tornava a vivere e respirare aria pura nel periodo estivo) ed oggi che abbiamo ripreso questo cammino ne sarebbe stato particolarmente felice perché spesso mi ha confessato che ne sentiva la mancanza.

 

Peccato che non abbia avuto il tempo di vedere la nascita di questo nuovo giornale.

 

Riccardo Serroni

 

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