La mattina del primo dellanno è scomparso
Ulderico Morosi, Ulden per gli amici. Ulderico era una persona eccezionale. Io lho
conosciuto nel Cai, in quella casa comune dove ci si ritrovano a meraviglia tutti coloro
che, a prescindere da ogni altra condizione personale, amano la montagna e landare
per i sentieri. Ulderico era lamico più caro di Carlo Paoletti e con lui ha
condiviso, insieme a sua moglie Maria, quelle meravigliose esperienze estive quando
accompagnavano decine e decine di bambini e adolescenti (insieme anche a diversi genitori)
sui sentieri della nostra montagna in passeggiate salutari ed educative che si
concludevano spesso con allegri pranzetti presso il rifugio M. Maggio. Ulderico lho
conosciuto allora e ne ho apprezzato lanimo semplice e sensibile, la disponibilità
e serenità, la maestria nel confezionare bastoni, lamore per la natura e per i
bambini ed il senso profondo dellamicizia. Ulderico era anche un uomo sempre
giovane, aperto al futuro (ha cominciato a sciare a 70 anni) ed entusiasta delle cose
nuove che la vita gli proponeva. Insomma, una di quelle persone che sei contento di aver
conosciuto ed orgoglioso di esserne stato amico.
Ulderico
era anche un affezionato lettore dellEco (abitava a Roma durante linverno e
lEco era il cordone ombelicale che lo teneva unito alla nostra città, dove tornava
a vivere e respirare aria pura nel periodo estivo) ed oggi che abbiamo ripreso questo
cammino ne sarebbe stato particolarmente felice perché spesso mi ha confessato che ne
sentiva la mancanza.
Peccato
che non abbia avuto il tempo di vedere la nascita di questo nuovo giornale.
Riccardo Serroni
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