N. 1

Gennaio 2007

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Caso EASP

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Come va letta la vicenda dell'EASP?

Analisi e retroscena di una diatriba che ha sconvolto la vita politica della città di Gualdo nel mese di dicembre

 

di Riccardo Serroni

 

Squallido, assurdo, inconcepibile…ne abbiamo ascoltati e letti (sul blog dell’Allegracombriccola) di commenti a margine di una vicenda che terrà banco ancora per qualche tempo. Sarebbe fin troppo facile, quindi, accodarsi ricorrendo alla fantasia per allungare l’elenco degli aggettivi. Ma non credo che ciò serva a capirne un po’ di più. Cercherò di fare uno sforzo, quindi, razionale per inquadrare il tutto in un quadro di riferimento il più possibile logico.

 

Tre sono gli aspetti da evidenziare: la vicenda politica di Cambiotti, le prospettive dell’EASP ed il ruolo sacrificale degli ignari consiglieri che sono stati invitati a farsi da parte per consentire il ribaltone.

 

La vicenda politica

 

La vicenda politica di Cambiotti si inserisce nel contesto di politica nazionale. I DS stanno cercando di fare il Partito Democratico con la Margherita, alcuni non sono d’accordo e stanno costituendo la Sinistra Europea con Rifondazione. A Gualdo i DS hanno annunciato che seguiranno le sorti del partito nazionale: se sarà Partito Democratico aderiranno, altrimenti non ne faranno un dramma anche perché la prospettiva, a quanto è dato di capire, non a tutti piace. Fausto Cambiotti non condivide questo percorso e decide di aderire alla Sinistra Europea, pur rimanendo iscritto ai DS.

 

I DS non apprezzano e gli chiedono immediatamente di dimettersi da Presidente dell’EASP perché di fatto, per loro, aderendo alla Sinistra Europea, Fausto Cambiotti è entrato nell’area di Rifondazione. I democratici di sinistra perderebbero quindi il controllo dell’EASP non essendo più il presidente un loro interlocutore diretto e, questo, a loro dire, sconvolgerebbe gli equilibri politici nella città, consegnando tutta l’area dell’assistenza sanitaria e sociale nelle mani di Rifondazione. Si può condividere o meno questo modo di vedere le cose ma tale è. Qualcuno si è stupito che tra i firmatari per l’azzeramento del consiglio ci sia stata anche Rifondazione Comunista (al momento della presentazione della Sinistra Europea c’erano sia Graciolini che Cambiotti), ma ci sono stati momenti piuttosto concitati all’interno della maggioranza con situazioni di fibrillazioni intense, anche quando il sindaco ha deciso di rinnovare il consiglio pescando al di fuori dei partiti.

 

Insomma, non siamo nel momento di maggiore affettività all’interno della maggioranza.

 

Le prospettive dell’Ente

 

Parallela alla vicenda politica è anche la questione, questa sì di fondamentale importanza, delle prospettive future dell’Ente. Nella lettera che ha inviato agli amministratori gualdesi Fausto Cambiotti ha messo in luce quelle che appaiono come divergenze profonde di strategia sul futuro dell’EASP.

 

Il vecchio Presidente Virgilio Castellani e l’amministrazione comunale hanno puntato sulla Residenza Sanitaria Assistenziale. Attualmente il servizio viene offerto con 10 posti ed una struttura sanitaria (infermieri, fisioterapisti) adeguata per 10 pazienti. La spesa per il personale viene coperta se i 10 posti sono occupati al completo. Questo, fino ad ora, non è avvenuto perché l’ASL ha inviato malati con il contagocce non essendoci la copertura finanziaria (qualche medico ci ha confermato che le richieste di ricovero presso la RSA non venivano autorizzate dalla Asl per mancanza di fondi). Funzionando a regime ridotto l’EASP non ha avuto gli introiti indispensabili e si è indebitata. Nella sua relazione Cambiotti stima un debito di 500 mila euro, in gran parte dovuto proprio ai costi della RSA. Sia Castellani che l’amministrazione comunale hanno sempre ritenuto che tale problema fosse superabile facendo pressioni sul direttore generale Vincenzo Panella, invitandolo a rispettare il protocollo d’intesa firmato all’atto del passaggio di Gualdo alla Asl nr 1 di Ciuttà di Castello. Nel protocollo si parla proprio della RSA come uno dei servizi da potenziare presso il CALAI una volta trasferita la struttura ospedaliera. Fausto Cambiotti, in quanto dipendente Asl e quindi dipendente di Vincenzo Panella, non avrebbe potuto instaurare un braccio di ferro con il suo datore di lavoro per ottenere quanto stabilito.

 

Cambiotti, al contrario, nella sua dettagliata relazione, dimostra di pensarla in maniera diametralmente opposta. Sostiene, infatti, che l’EASP non può sopportare il peso finanziario della RSA e che tale servizio, pur importante, andrebbe gestito direttamente dalla Asl nelle sue strutture ospedaliere e nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale. Una prospettiva diametralmente opposta a quella tracciata dall’Amministrazione comunale e con cui va, inevitabilmente, ad entrare in conflitto.

 

Sulla possibilità che lo stabile del Calai, una volta trasferito l’ospedale, possa essere utilizzato anhe in futuro per la riabilitazione (cardiologica, RSA) credo che non si possa che essere tutti d’accordo. Sarebbe un modo per continuare ad avere ancora qualcosa all’interno della città (importante in termini economici e di occupazione). Su chi e come debba essere gestito il tutto sembra ancora una questione aperta. Ed è una questione di vitale importanza.

 

Il ruolo sacrificale dei consiglieri dimissionari

 

Vittime sacrificali di questa bufera sono stati i consiglieri dimissionari (Maria Conti, Emanuele Moriconi, e Valery Minelli) che, decidendo di farsi da parte dopo la richiesta di azzeramento avanzata dai partiti di maggioranza, hanno agevolato il compito dell’azzeramento del consiglio. Sono stati nominati senza che nessuno di essi avesse manifestato desideri di poltrone e sono stati invitati poco elegantemente ad andarsene, quando ancora cercavano di capire in quale realtà fossero stati catapultati, senza alcuna colpa, soltanto per agevolare il defenestramento di Cambiotti.

 

Avrebbero almeno avuto il diritto a due parole di pubbliche scuse e ringraziamenti. Non si sono meritati nemmeno questo.

 

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