N. 1

Gennaio 2007

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Caso EASP

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Una legge assurda ed ingiusta

 

L’ho detto e scritto in epoca non sospetta, perché era facile prevederne le conseguenze. La legge che impone ai consiglieri comunali di dimettersi una volta nominati assessori è ingiusta perché dà ai sindaci un potere di vita o di morte (politica) sulle persone.

 

Prendiamo l’esempio di Fausto Cambiotti.

 

E’ stato eletto democraticamente dalla gente con più di 100 voti di preferenza. Si è dimesso da consigliere comunale perché nominato assessore. Si è dimesso da assessore perché nominato presidente dell’EASP. E’ completamente tagliato fuori a livello istituzionale perché dimissionato, contro la sua volontà, da Presidente dell’EASP. Non mi sembra un percorso molto democratico. Bisognerebbe apportare un correttivo. Il consigliere comunale, una volta diventato assessore, non si dimette, ma si autosospende dalla carica di consigliere per tutto il periodo in cui persiste il mandato da assessore. Nel frattempo viene sostituito (pro tempore) dal primo dei non eletti. Quando non farà più l’assessore tornerà a ricoprire lo scanno da consigliere, quel ruolo, cioè, per il quale è stato votato democraticamente dalla gente. Il primo dei non eletti tornerà a fare il primo dei non eletti, salvo subentrare ad un nuovo eventuale assessore pescato dalla sua lista.

 

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