N. 1

Gennaio 2007

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Caso EASP

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07faustocambiotti.jpg (18826 byte)LE PROBLEMATICHE DELL'EASP NELLA RELAZIONE DI FAUSTO CAMBIOTTI

"Un bilancio risanabile solo con interventi esterni"

 

Al Sindaco del Comune di Gualdo Tadino
Alla Giunta del Comune di Gualdo Tadino
Al Presidente del Consiglio del Comune di Gualdo Tadino
Ai Consiglieri del Comune di Gualdo Tadino

 

Come Presidente e Legale Rappresentante dell’EASP (Ente per l’Assistenza ed i Servizi alla Persona) di Gualdo Tadino, mi correva l’obbligo, insieme al Consiglio di Amministrazione, così come imposto dalla legislazione in materia, di predisporre entro il 31/12/2006 la Discussione ed eventuale Approvazione del Preventivo di Bilancio per l’anno 2007.
Nella stesura dei lavori di preparazione di tale Preventivo, lavori che hanno coinvolto ovviamente pure il Direttore Amministrativo dell’Ente e Tutti coloro che in qualche maniera potevano apportare un contributo tecnico e culturale, lavori che avrebbero dovuto culminare nel Consiglio di Amministrazione, convocato dal sottoscritto per il giorno 28/12/2006, sono emerse difficoltà di ordine economico – amministrativo, praticamente insormontabili.

 

L’ultimo Consuntivo di Bilancio approvato lascia emergere un disavanzo di Bilancio pari a 386.281 euro; a questo disavanzo va aggiunto un debito che l’Ente ha contratto assumendo, in due operazioni distinte, un mutuo "interno" ventennale di 1 milione di euro, a cui dobbiamo sommare ciò che l’Ente deve alla Cooperativa di Servizi ASAD, per i Servizi, appunto, forniti, che ad oggi ammonta a 980.000 euro.

 

Da una verifica più dettagliata, possiamo evincere, pur trattandosi di freddi ma necessari dati amministrativi che nulla hanno a che vedere con le umanissime esigenze degli Ospiti della Struttura, che un Ospite, ogni giorno, costa alla Struttura 109 euro, per un ricavo pari a 86 euro. Essendo il numero di giornate di ricovero in un anno, sotto varie forme, di circa 25.000, è facile calcolare un disavanzo superiore a 500.000 euro. E’ evidente che che l’Ente, stando così i fatti, non può che continuare ad accumulare debiti. Pertanto s’impongono profonde riflessioni sulla validità delle scelte amministrative ed di indirizzo gestionale dell’Ente avvenute negli ultimi anni, che hanno portato ad un dissesto economico-finanziario insanabile con le sole forze economiche dell’Ente stesso; vista la capacità mutuabile dell’Ente praticamente nulla, vista l’esigua portata dei beni immobili di proprietà dell’Ente, ampiamente insufficienti per tentare una qualsiasi operazione di risanamento proporzionata al dissesto economico in atto, soltanto un intervento esterno dell’Amministrazione Comunale (ad esempio, alla stessa maniera di ciò che è avvenuto per l’ESA), o di altre istituzioni Pubbliche o Private, che ad oggi comunque non è possibile vedere all’orizzonte, potrebbero risanare un Bilancio, altrimenti insanabile.
Crediamo doveroso l’intervento dell’Amministrazione Comunale di Gualdo Tadino, perché anche in questo caso, così come per l’ESA, si tratta di un Servizio da cui non si può prescindere, che vede coinvolti, tra l’altro, più di 60 Operatori ed un Indotto piuttosto consistente.

 

Le iniziative di carattere gestionale – amministrativo e culturale,insieme ai progetti già redatti e realizzabili intraprese dal Consiglio di Amministrazione, presieduto dal sottoscritto, avrebbero potuto condurre in tempi relativamente brevi, ad un attivo della "gestione ordinaria", ma sarà comunque impossibile in periodi amministrativamente accettabili, colmare il baratro economico sin qui scavato.

 

Ricordiamo alcune delle scelte già effettuate, che molto possono sul versante di un nuovo modo di gestire l’Ente, ma che purtroppo poco influiranno, a breve, dal punto di vista economico:

  • la scelta del Geriatra a tempo pieno, che ricopre anche il ruolo di Direttore Sanitario della Struttura

  • verifica accurata dei vari ruoli degli Operatori formando e qualificando il Personale

  • lotta al precariato, tramite un percorso già condiviso con il Sindacato

  • riconoscimento agli Operatori della qualifica per cui svolgono effettivamente il servizio

  • nuove figure quali il Logopedista, il Nutrizionista e l’Animatore, necessari per un miglioramento delle condizioni psico-fisiche degli Ospiti

  • miglioramento dell’Informazione e della Comunicazione (Convegnistica, Sito Internet, Pubblicazione dei Racconti degli Ospiti, ecc.)

  • Progetti già redatti e pienamente condivisi con l’A.S.L. competente per territorio e con la Cooperativa erogatrice dei servizi, su 1) reale attivazione del Centro Diurno 2) organizzazione dell’Assistenza Domiciliare 3) attività residenziale permanente per Disabili Adulti.

  • Approntamento di un piano di risanamento che vede due versanti: da un lato tentare di raggiungere nel più breve tempo possibile l’attivo nella gestione, rinegoziando la convenzione con l’ASAD, uscendo dalle anomalie gestionali che riguardano la cucina e la lavanderia, attribuendo le vari utenze al Comune, modificando l’Offerta ( ridimensionamento o annullamento dell’RSA, attuazione del Centro Diurno, realizzazione dell’Assistenza Domiciliare, Residenza per Disabili Adulti, ecc.), dall’altro, coinvolgimento a pieno delle Istituzioni, del Comune in particolare, dell’ASAD o di altre Cooperative di Servizio che oggi già operano nell’Ente, per formare una società di Capitali; non secondario il fatto che siamo in attesa della legge regionale che regoli l’intera disciplina.

Ad oggi però, in attesa che l’attuale gestione ed impostazione avrebbe potuto portare i suoi frutti, con l’obbiettivo, ripetiamo, di non accumulare altri debiti, affermato anche dal Direttore Amministrativo, siamo nell’impossibilità di formulare ed approvare un Preventivo di Bilancio, che la Legge ci dice dover essere in pareggio.

 

Noi, in considerazione anche di residui attivi trascinati negli anni per alcuni dei quali vi era l’assoluta certezza della non riscossione da parte dell’Ente e che hanno però reso il disavanzo di bilancio più "leggero" di quanto fosse in realtà (contributo promesso e mai dato della Farmacia Comunale pari a 3800 euro, un residuo di 60.000 euro di cui ad oggi non è stata ancora ben spiegata l’origine, un residuo di 68.000 euro dall’ASL n° 3 Regione dell’Umbria su cui esiste un contenzioso ma su cui il Direttore Generale dell’ASL n°3 ha già scritto argomentando dettagliatamente, che nulla deve) e che ora , anche perché divenuta improrogabile l’esigenza di giungere ad una gestione da finanziaria ad economica del Bilancio, dovremo per forza di cose "risolvere", arretrati dovuti al Personale dipendente dell’En te così come previsto dal Contratto Sanitario Nazionale, non onorati nei tempi previsti che invece ci ritroviamo necessariamente ad erogare ora, ecc.), tutto ciò ci permette sin da ora di conoscere la portata del disavanzo a consuntivo finale. E non perché ci attribuiamo qualità di veggenza, ma semplicemente perché sappiamo che le spese sono determinate all’83% dal Personale e che le entrate derivano quasi esclusivamente dalle Rette; è facile quindi ipotizzare la situazione finanziaria, come è altrettanto facile comprendere che è impossibile ipotizzare e preventivare un Bilancio a pareggio a meno di interventi straordinari che derivino dall’esterno. Per quanto capacità e fantasia possa avere chi amministra, non potrà certo fornire ricette miracolose.
Semmai c’è da chiedersi come mai si sia giunti ad un punto di non ritorno, accumulando debiti su debiti, in un contesto di assoluto isolamento ed autoreferenzialità, senza che nessun Organismo Ufficiale abbia controllato e fermato in tempo il percorso che ha portato a questo completo dissesto. Ad onor del vero, un componente del precedente Consiglio di Amministrazione, l’allarme lo ha lanciato in più occasioni.

 

L’avere dato un taglio di carattere fortemente sanitario alla struttura, l’averne voluto fare un mini Ospedale, ha comportato una organizzazione, soprattutto in termini di Personale, sproporzionata rispetto alle capacità economiche dell’Ente. Oggi ci ritroviamo con Operatori sia a tempo indeterminato che determinato, che in un progetto serio di risanamento economico-finanziario della Struttura, si troverebbero in una situazione di disagio totale. Si dovrebbe pensare ad un processo di Mobilitazione verso l’A.S.L. ad esempio, se esistenti le possibilità, che ad oggi non intravediamo, visti i probabili esuberi di Personale derivanti dall’apertura dell’Ospedale di Branca.

 

Riteniamo giusto, che tutto ciò che ha condotto in maniera chiara ed inconfutabile al dissesto, venga fortemente ridimensionato o per sempre evitato: reputiamo la Residenza Sanitaria Assistenziale e la sua necessaria organizzazione in termini di numero di Operatori e di servizi erogati, la maggior causa di tale dissesto. Pur riconoscendo la qualità del Servizio erogato e la bontà e professionalità di quasi tutti gli Operatori, non possiamo non comprendere l’inadeguatezza del progetto finanziario che accompagna tale Servizio. La R.S.A. deve rientrare nel suo alveo naturale che è quello degli Ospedali e del Servizio Sanitario Nazionale, insistere per avere addirittura assegnati 10 posti in più di R.S.A., significherebbe affossare ancora di più, ammesso che sia possibile, l’Ente. Servizi se vogliamo anche con carattere innovativo e di prestigio come la R.S.A., dovevano prevedere, prima di essere attuati, un programma finanziario e di garanzia che evidentemente non c’era.
L’avere tra l’altro stipulato un contratto "ad orario" e non "a progetto" con la Cooperativa ASAD, è un’altra scelta, dal punto di vista economico, incomprensibile.

 

Pertanto è impossibile preventivare un bilancio in pareggio a meno di "inventare" voci in entrata che mai troveranno riscontro nella realtà e di scrivere falsità. Soltanto un intervento di carattere economico esterno di uno spessore tale da colmare il disavanzo previsto, potrebbe permettere all’Easp un ristabilimento della rotta finanziaria.

 

Gli interventi posti in atto da questa Amministrazione e quelli in predicato, avevano (e sicuramente torneranno ad averlo) come massimo obbiettivo, come detto, quello di giungere al pareggio della gestione ordinaria, cioè di non accumulare, ammesso e non concesso, altri debiti, ma nulla potrebbe in un piano serio di risanamento dell’Ente, vista l’entità dei debiti accumulati.

 

Ribadiamo che l’isolamento dell’Ente e la sua ingiustificata autoreferenzialità, non ha consentito tra l’altro, pur gestendo soldi anche di provenienza pubblica, di comunicare periodicamente la situazione finanziaria e gestionale (non vi è traccia) alla Regione dell’Umbria, all’A.S.L. competente per Territorio, all’Amministrazione Comunale ( ad eccezione di una silenziosa pubblicazione all’albo Pretorio del Comune che non vuol dire certamente azioni condivise e compartecipate) ; non vi è stato, a quanto sembra, nessuna azione di raccordo e nessun percorso partecipato e condiviso con le Istituzioni.

 

Il sottoscritto non intende peraltro avallare situazioni o tacere su questioni che meritano una indagine ed un approfondimento da parte di chi ha competenze, autorità e ruolo istituzionale per farlo.

 

Non siamo certi e pienamente convinti, sull’appropiatezza di alcune scelte amministrative e gestionali fatte; ciò potrebbe dipendere dalla nostra incompetenza, ma anche chi competenze in merito ne ha, e svolge un ruolo appropriato per pronunciarsi, non è riuscito a fugare alcune perplessità, riguardanti, appunto la gestione dell’Ente. Pertanto, nel dubbio, non possiamo che rivolgerci a chi ha il compito istituzionale di fare chiarezza.

 

Restiamo a disposizione per chiarimenti ed approfondimenti dei vari argomenti, alcuni dei quali veramente singolari; chiediamo al Presidente del Consiglio Comunale di Gualdo Tadino di poter riferire di persona all’intero Consiglio, come massima Assise della Città, reputando importante che i Cittadini gualdesi vengano a conoscenza una volta per tutte della reale condizione economica-finanziaria e gestionale dell’Easp.

 

Una curiosità: osservando le generalità degli Operatori, si possono ricostruire interi Alberi Genealogici, ma si sa, a volte il caso è bizzarro.
Siamo pienamente consapevoli dell’importanza storica e sociale di questa Struttura ed abbiamo pieno rispetto e considerazione degli Operatori e degli Ospiti, ma sono lo stesso rispetto e considerazione che nutriamo per i Cittadini gualdesi, gli stessi Cittadini che con il loro consenso ci hanno consentito l’onorato privilegio di amministrare, ed è proprio per questo che intendiamo fare definitiva chiarezza. Riserveremo un linguaggio più consono agli argomenti trattati, argomenti in gran parte tecnici, nei luoghi e nei tempi opportuni, e così per la necessaria documentazione, nella speranza nel frattempo di essere stati chiari ed espliciti.

 

Non faccio commenti sulle revoche attuate dal Sindaco nella giornata di oggi al sottoscritto e a ciò che resta del Consiglio di Amministrazione dell’Easp, li lasceremo fare anche questi nelle sedi dovute.

 

Gualdo Tadino li, 28/12/2006

 

Il Presidente dell’EASP 
Dottor Fausto Cambiotti

 

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