"Sono anni che dico sempre le stesse cose ed
ancora oggi devo ribadire ldentico concetto: lassoluta esigenza
dellaggregazione. Per difendere le fette di mercato che abbiamo e per andare a
conquistare nuove fette di mercato unazienda piccola da sola non ce la fa. Tutti i
giorni tocchiamo con mano che per essere al passo dei tempi occorrono, allinterno
delle aziende, delle professionalità che singolarmente non possiamo permetterci.
Oggi intercettare il mercato, cogliere unesigenza in quel momento ed in
quella situazione è una condizione essenziale. Bisogna andare a cercare nicchie di
mercato che non possono essere raggiunti dai paesi dellEst europeo o
dellOriente che hanno delle strozzature nei loro percorsi. Poi naturalmente bisogna
puntare alla qualità dei prodotti e dei servizi, alla competitività dei prezzi. E non
parlo soltanto della ceramica. Anche altri settori, come ledile ad esempio, hanno
questa esigenza".
Le
aziende che si mettono insieme andrebbero premiate
L'artigiano gualdese Stefano Zenobi (a ds.), qui con il
prof. Enzo Storelli in occasione dell'inaugurazione dello splendido pannello "La
battaglia di Tagina" in via Storelli
Claudio Carini, imprenditore e presidente della sezione gualdese della
Confartigianato, è sempre un fiume in piena quando si tratta di parlare delle
problematiche del nostro mondo produttivo.
Perché non si riesce a raggiungere questo obiettivo?
"Purtroppo non cè ancora la cultura del mettersi insieme e non
cè la premialità, non conviene. Quindi a livello istituzionale andrebbero favorite
queste aggregazioni prevedendo delle agevolazioni, degli incentivi per chi si associa.
Per noi, poi, è una necessità vitale perché Gualdo è una realtà atipica. Noi
siamo ai margini o addirittura fuori dai giochi regionali. E non riusciamo ad intercettare
risorse e fondi importanti, come quelli destinati allUniversità. I 2 milioni di
euro destinati allUniversità per la ricerca meccanica ed elettronica da chi vengono
intercettati? Dove andranno a finire?
La finanziaria, al di là delle critiche che abbiamo avanzato anche noi come
Confartigianato, ha delle potenzialità per le piccole imprese? Dovremo andare a cercarle.
Ma da soli non ce la fai perché se stai dietro alla ricerca del lavoro ed alla produzione
non puoi fare il resto.
Quindi occorre una struttura che conosce il territorio e le esigenze omogenee
delle aziende del territorio, ricercandole anche al di fuori dei confini regionali, come
le zone limitrofe marchigiane".
Il ruolo del SIS
A Gualdo è stata creato il SIS. Può assolvere a questa funzione?
"Certamente, ma il SIS non deve essere soltanto gualdese, ma deve
abbracciare tutto il territorio, da Scheggia a Nocera Umbra. E non deve essere un nuovo
carrozzone sprecasoldi. In Umbria cè già una frammentazione delle risorse
spaventosa. Ti faccio tutto un elenco di enti che rientrano, in Umbria, in qualche modo
nello sviluppo: Sviluppumbria, Tucep, Gepafin, Isrim, Cofire, Futuro, Federconsorzio,
Parco tecnologico, Agroalimentare, Umbria Innovazione, Sviluppo Italia, Bic, Centro
Impiego
e ce ne sono sicuramente altri. Troppi soldi pubblici dispersi. Il SIS,
quindi, dovrebbe utilizzare le figure professionali già esistenti allinterno di
quegli enti. E naturalmente deve avere le risorse minime per camminare e deve avere dietro
un retroterra attivo".
In che senso?
"Avevo lanciato lidea della consulta economica costituita da una
quarantina di persone come insieme di associazioni di categoria, banche, parti sociali che
dovevano insieme iniziare ad intercettare le criticità esistenti sul territorio e le
esigenze progettuali. E nato, poi, un nucleo operativo di 6 persone. Ma il processo
di è fermato. Abbiamo approvato il bando per la promozione della ceramica che è un
progetto importante, ma poi più nulla. Da tempo stiamo parlando del progetto di arredo
urbano che poteva essere un filone interessante anche per creare delle opportunità di
lavoro".
Quale dovrebbe essere il ruolo del SIS in tale contesto?
"Il Sis deve sostenere le esigenze, le criticità ed i progetti emersi,
intercettando anche le risorse disponibili a livello comunitario, nazionale o regionale.
La consulta economica dovrebbe riunirsi almeno una volta ogni sei mesi, il nucleo
operativo dovrebbe riunirsi almeno una volta al mese e nel frattempo i progetti devono
concretizzarsi, essere resi visibili ed operativi perché altrimenti nessuno ti dà
niente".
Ma se non cè la mentalità giusta da parte delle aziende, non si
rischia di vanificare ancora una volta il tutto, semmai riesca a produrre qualcosa di
positivo?
"Le aziende non possono continuare così, devono assumersi le loro
responsabilità.Come centro ho realizzato un progetto elettronico che dovrebbe aiutare le
aziende dellartistico tradizionale. Abbiamo fatto numerosi incontri, abbiamo
specificato bene comera il progetto, abbiamo stabilito i percorsi, le procedure, gli
spazi per ognuno, i costi
15 aziende hanno sottoscritto laccordo con
lassessore Garofoli ed i tecnici informatici. Il progetto è stato approvato a
livello regionale ma quando sono andato a chiamare le aziende, di 15 ne sono rimaste 6. Le
15 aziende avrebbero dovuto contribuire con 10 mila euro. Con le sole 6 rimaste come
faccio a pagare i 10 mila euro? Manca il senso della responsabilità dellimpresa,
che invece deve essere assoluto. Una volta accolto ed approvato un percorso va portato
fino in fondo. Quindi ritorniamo al punto di partenza. Andrebbero premiate quelle che non
si tirano indietro. Io posso capire quelli che vogliono rimanere da soli perché dicono di
non avere bisogno di niente. Però, poi, non devono andare a piangere sul comune o sulle
associazioni".
A Gualdo cè una debolezza generale
Comè landamento attuale dellattività produttiva a Gualdo?
Abbiamo ascoltato qualcosa sulla Noemi?
"La Noemi si sta trasformando. Aveva 50 dipendenti: ne tiene 15, 32 ne ha
licenziati ma verranno riassorbiti da unaltra struttura e 3 o 4 andranno in
pensione"
In generale come vanno le cose?
"Cè una debolezza generale. Basta che ci prende un raffreddore e
succede il finimondo.
A Gualdo Tadino questanno è aumentato il 34% dei protesti: tra assegni e
cambiali nel 2005 ci sono stati 880 protesti, più di 2 al giorno Vuol dire che tra
commercio, artigiani, piccole imprese cè un tessuto produttivo in grossa
difficoltà. Con Basilea 2,
poi, che scatterà dal gennaio 2008, il 60% delle nostre imprese rischiano di non
rientrarci. Unazienda che sta male starà sempre più male.
Perché tra unazienda che sta bene ed una in difficoltà si passa dal 4-5%
di interessi al 14-15%..
Faccio unipotesi. Questanno sono andato abbastanza bene e pago il
6-7% di interessi. Il prossimo anno qualcuno non mi paga, non ho molto lavoro e quindi non
ho un fatturato alto
pagherò il 15% di interessi. Ed in alcune situazioni già oggi
alcune aziende pagano il 14-15%. Più sei a rischio e più le banche ti massacrano, invece
di aiutarti. La logica è spietata. Se unazienda non ha reddito sufficiente la
chiudi.
I rapporti con il comune come sono?
"Debbo ringraziare lassessore Gilberto Garofoli per la sua
collaborazione, è un punto di riferimento importante. Ma si devono fare scelte mirate,
individuare un progetto e puntare decisamente su quello per il tempo necessario, senza
disperdersi. Certo, Garofoli ha delle difficoltà operative. Un assessore allo sviluppo
economico che non ha nemmeno il segretario quale potenzialità operativa può avere?
Invece di tenere quaranta persone al terremoto ne possono mettere una allo sviluppo
economico, che è un settore trainante per la nostra realtà. Dalla loro costituzione sia
la consulta che il nucleo operativo si sono riuniti una sola volta. Così non si va da
nessuna parte".
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