Si è svolta lo scorso 16 dicembre a Gubbio presso il Centro Servizi Santo
Spirito la cerimonia di presentazione dellultima "fatica" del prof. Marco
Jacoviello, docente in pensione del Liceo "Casimiri", da anni ormai residente
nel comune di Gualdo Tadino.
Il prof. Marco Jacoviello e il giovane
Alessio Passeri durante la cerimonia di presentazione
Alla cerimonia di presentazione sono intervenuti anche don Angelo Fanucci, in
qualità di uomo chiesa, Lucio Lupini, presidente dellassociazione Maggio Eugubino,
il prof. Giancarlo Pellegrini dellUniversità di Perugia e la prof. Patrizia
Biscarini in qualità di storici. La cerimonia è stata aperta con i saluti della
presidente del consiglio Comunale di Gubbio.
Il volume, intitolato Abramo di Gubbio/La presenza degli ebrei a Gubbio nel
tardo medioevo è stato composto a quatto mani insieme con il giovane Alessio Passeri,
neolaureato in filosofia allUniversità di Urbino. Ed è proprio dalla Tesi di
laurea di questultimo che ha tratto spunto lintera opera.
Il prof. Jacoviello, presente alla cerimonia con il coautore Alessio Passeri, ha
scritto anche lintroduzione al libro. In questa si forniscono interessanti spunti di
riflessione per una tematica sempre attuale: quella della diversità. Significativa è la
citazione di Arthur Rimbaud scelta dagli autori per la prima pagina del libro: Je est
un autre (Io è un altro). La sgrammaticatura volontaria di Rimbaud costituisce
lessenza più profonda del testo, edito dalla casa editrice fiorentina "La
Giuntina", testo in cui si parla della storia di Abramo figlio di Consiglio, il primo
ebreo cittadino di Gubbio. La storia di Abramo è la storia di un ebreo che si svolge in
una vivace Gubbio di fine trecento, cittadina che allepoca vive una fiorente
espansione economica. Sebbene la sua marginalità geografica la collochi al di fuori delle
grandi vie di comunicazione, Gubbio è seconda capitale del ducato di Urbino.
Ma il vero fulcro dellopera non è tanto la storia di Gubbio, quanto la
figura di Abramo, nel suo essere "altro" rispetto al tessuto sociale della
città che lo ospita. Essere ebreo è il suo modo di essere altro. Ebreo
nell"epoca buia" dellalto medioevo, buio rischiarato dal livello di
integrazione socioculturale che riesce a raggiungere il protagonista realmente esistito
del volume.
Quella del popolo ebreo è una storia di migrazione su cui riflettere, storia
che, osando, in quanto a dispersione geografica sul globo è paragonabile a quella degli
Italiani allestero. La vicenda di Abramo di Gubbio costituisce senza dubbio uno
spunto di riflessione e un esempio di integrazione possibile. Linserimento in un
tessuto sociale diverso da quello di origine è una problematica che riguarda anche la
nostra città, visto il crescente numero di "altri" che vi abitano. Benché al
momento non si siano fortunatamente verificati eclatanti episodi di xenofobia, la paura
del diverso è sempre pronta ad emergere dallinconscio di ognuno di noi e lo
straniero è suo malgrado sempre soggetto a divenire il capro espiatorio degli eventuali
malumori delle masse, finché si continuerà a vedere nellaltro il diverso e non il
prossimo. Gli altri sono stranieri, altri da noi, nella misura in cui noi lo siamo a noi
stessi. Gli autori sostengono infatti che se è vero che lio incontrando se stesso
incontra se come laltro, allora è altrettanto vero che lio incontrando
laltro incontra se stesso.
Peccato che la nostra città abbia perduto unoccasione così importante
come quella di ospitare la presentazione del libro del professore ...
Che sia anche questo un spunto di riflessione per tutti i Gualdesi onde evitare
che illustri menti abbandonino il nostro territorio?
Alessandra Artedia
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