Nacque
a Bettona nel 1817 da Emidio e Michela Ottoni e morì a Gualdo Tadino nella sua casa posta
nel quartiere di San Facondino il 23 agosto 1871. Il padre Emidio, già residente a
Gualdo, morì il 10 dicembre 1838 alletà di 56 anni. La madre Michela Ottoni, di
origini gualdesi, era nata il 9 maggio 1786 da Luigi Ottoni e Chiara Vagni di Gubbio.
Domenico aveva anche un sorella Zenobia Onofri (Bettona 1824 Gualdo Tadino 1884)
sposata con il gualdese Liborio Pericoli (1807-1884), uno dei personaggi politici più
influenti tra gli anni 60 e gli anni 80 dellOttocento.
Di
agiata e ricca famiglia - discendente probabilmente da quel Giuseppe Onofri che ricoprì
la carica di commissario apostolico dal 1718 al 1724, fu il primo sindaco di Gualdo Tadino
dopo loccupazione delle Marche e dellUmbria da parte dellesercito sardo
comandato dai generali Enrico Cialdini e Raffaele Cadorna e la conseguente annessione al
Regno dItalia avvenuta dopo l11 settembre 1860. Le operazioni militari vennero
condotte con un notevole spiegamento di forze.
Al
Cialdini era affidato il comando del IV Corpo dArmata che operava sul confine nord
delle Marche, mentre il generale Enrico Morozzo Della Rocca dirigeva le operazioni in
Umbria e la XIIIª Divisione del Cadorna occupava Urbino: un accerchiamento in piena
regola che preoccupava non poco il generale Christophe Louis Léon Juchault de
Lamoricière, comandante delle milizie pontificie di stanza a Spoleto. La mattina del 14
settembre 1860 Raffaele Cadorna al comando della XIIIª Divisione Sarda, composta da 7.000
soldati di fanteria piemontesi e 1.000 cavalieri, arrivò a Gualdo da Gubbio, dove la sera
prima aveva messo le tende "nella Piazza del Mercato, il resto bivaccò fuori la
Porta di San Pietro, intorno alla Peschiera, ove vendemmiarono avanti tempo".
Il
17 settembre 1860 fu costituita la Giunta Provvisoria del Governo con a capo Domenico
Onofri (1817-1871) e composta da Francesco Farabi (1831-1878), Liborio Pericoli
(1807-1884) e Andrea Venturi (1810-1884), avvocato di Fossato. Si abolirono le
Corporazione Religiose, furono annesse le frazioni di Pieve di Compresseto e Poggio
SantErcolano e si riorganizzò la Guardia Nazionale al comando del capitano
Francesco Farabi, dei tenenti Antonio Scassellati (1821-1886) e Angelo Sinibaldi
(1810-1871) e del sottotenente Vincenzo Sergiacomi (1829-1909); era composta da 270
soldati in servizio attivo, 73 di riserva e 156 mobilitati.
Uno
dei primi atti del nuovo governo cittadino fu la votazione del plebiscito del 4 novembre
1860 per lannessione al Piemonte. In Umbria su 123.000 aventi diritto al voto, i
votanti furono 97.708 (79,4%), i voti favorevoli 97.040 e quelli contrari 308 e il
risultato fu solennemente presentato a Vittorio Emanuele II a Napoli il 22 novembre 1860
tra lovazione generale. Il 5 dicembre il commissario straordinario per le Province
dellUmbria Gioacchino Napoleone Pepoli (Bologna 1825-1881) decretò la costituzione
della Provincia dellUmbria "suddividendola in sei distinti circondari facenti
capo alle città di Perugia, Spoleto, Rieti, Foligno, Terni e Orvieto. In tale occasione
viene stabilito che i comuni componenti il Mandamento di Gualdo Tadino (Fossato di Vico,
Sigillo e lappodiato Pieve di Compresseto) facciano parte del Circondario di
Foligno, retto da un sottoprefetto". Con il nuovo assetto territoriale lUmbria
- che poteva contare su una superficie di 9.709 kmq, acquisì anche i comuni di Gubbio,
Scheggia, Costacciaro e Pascelupo, che furono staccati dalla provincia di Urbino e Pesaro.
Il
primo Consiglio Comunale sinsediò ufficialmente il giorno dopo il decreto Pepoli
mentre il 17 dicembre 1860 si scioglieva la Camera dei deputati del Regno di Sardegna per
consentire lelezione di un parlamento che rappresenti i nuovi territori annessi
(Umbria e Marche) col plebiscito. I votanti per il primo Consiglio Comunale furono 99 su
una popolazione di quasi 7.000 anime, espressione della piccola borghesia imprenditoriale
e dei ricchi latifondisti. Per esercitare il diritto di voto bisognava avere più di 25
anni, pagare annualmente le imposte sopra le 40 lire ed appartenere alle seguenti
categorie: procuratori, impiegati, geometri, medici, professori, farmacisti, notai,
ragionieri, veterinari, ecc.
La
proclamazione ufficiale del Regno dItalia avvenne il 17 marzo 1861, mentre Gualdo
diventava capo di Mandamento con competenza su Fossato di Vico e Sigillo, nellambito
del circondario di Foligno.
Nel
1861 fu indetto il primo censimento industriale e il sindaco Domenico Onofri
rispondendo ai quesiti, fece notare tra le altre cose il pericolo che correvano le faggete
gualdesi a causa dellindiscriminato uso degli alberi "avente la proprietà
per i suoi costitutivi principali di rendere una fiamma brillante, libera di fumo, e non
di soverchio violenta, e così di cuocere felicemente le invetriate maioliche anche allo
scoperto". Sollecitava anche la massima attenzione tra lintensità del
fuoco e il consumo di combustibile nelle fabbriche di maioliche, mattoni, calce e
soprattutto nelle carbonaie, onde evitare incendi devastanti che avrebbero potuto
distruggere interi quartieri. Trainante per tutto il comparto economico era il settore
della ceramica artistica o ad uso domestico che dava occupazione a 42 adulti e 6
fanciulli. I pezzi prodotti ammontavano a 118.000 annui e allinterno delle ceramiche
si trovavano n°22 macinetti, n°14 ruote e n°9 caldaie. Lorario di lavoro era
mediamente di 12 ore e un operaio guadagnava 50 centesimi lora, un garzone 25
centesimi, mentre i fanciulli di età inferiore ai 14 anni 10 centesimi.
Grande
era la vivacità produttiva anche nel settore dei laterizi, forte di ben 8 fornaci da cui
uscivano circa 140.000 pezzi/annui tra mattoni, mezzanelle, pianelle e coppi, impiegando
complessivamente 22 adulti e 9 fanciulli con una rendita globale di 744,80 lire; Gualdo
poteva vantare inoltre una cartiera che produceva carta ordinaria e cartone pari a 1.000
risme annue, impiegando un adulto e due fanciulli. Il laboratorio comprendeva un
trituratore, due torchi e tre pile. Il rendiconto economico era oltremodo positivo in
quanto, a fronte di una spesa di lire 1.596, produceva rendite per lire 532, ben distanti
dalle 131.192 lire di Sigillo.
La
politica locale - passati i primi momenti euforici dellunità nazionale - cominciò
ben presto ad infiammarsi poiché emersero inevitabilmente i diversi orientamenti tra
conservatori e progressisti. I contrasti sorsero soprattutto per labolizione delle
corporazioni religiose e la conseguente immissione sul mercato di vaste proprietà
terriere ed immobiliari. Alcuni furbi latifondisti cercarono di "cogliere la palla al
balzo" ma trovarono una ferma opposizione da parte dei filoclericali più
intransigenti.
Il
nuovo ministro delle finanze, Pietro Bastogi, dovette fare i conti, infatti, con un debito
pubblico già piuttosto alto e per tentare di contenere il deficit - aggravato
dallabolizione di una gran parte dei dazi doganali che vigevano tra gli Stati
preunitari - introdusse tasse e gabelle proprie del Regno di Sardegna. Non essendo stati
ottenuti con questa politica risultati ragguardevoli, nel marzo del 1862 il nuovo ministro
delle finanze Quintino Sella propose un nuovo piano di risanamento del bilancio dello
Stato comprendente la concessione a privati della costruzione e gestione di ferrovie e
canali e la vendita di una grossa fetta di beni demaniali di origine ecclesiastica.
Il
29 dicembre 1862 la nuova Giunta comunale composta dal sindaco Onofri e dagli assessori
Francesco Farabi, Liborio Pericoli, Eugenio Guerrieri (1834-1900) e Vincenzo Sergiacomi
approvò la costituzione della Congregazione di Carità che assunse la gestione
dellospedale di San Lazzaro. La sanità locale era il "fiore
allocchiello" della comunità gualdese, invidiataci anche dalle realtà
confinanti, magari anche più popolose. Infatti già dal maggio 1839 era stato
formalizzato una specie di documento che definiva la realtà sanitaria del comune di
Gualdo Tadino, chiamato Stato nominativo dei Professori Sanitari di Gualdo Tadino che
esercitano la Medicina, la Chirurgia, la Farmacia e lOstetricia con legale
autorizzazione. Il documento, che elencava il personale che in quellanno
gravitava nel settore della medicina in genere, portava la firma di Niccola Panunzi
(1776-1854), facente funzione di gonfaloniere, Bonifazio Ginocchietti (1778-1846),
anziano, Carlo Giovagnoli (1786-1860), anziano, e dal dott. Innocenzo Angelini (segretario
comunale).
Intanto,
partito il segretario comunale, gli era subentrato Antonio Lispi (1813-1879) che
nellagosto 1862 rassegnava le dimissioni mentre il sindaco Onofri individuava il suo
sostituto nella figura di Giovanni Adriani "segretario interino".
Domenico
Onofri lasciò la carica di sindaco il 14 novembre 1863 e non fu semplice trovare chi lo
sostituisse in questo delicato compito; dopo un periodo in cui si alternarono, come
facenti funzione, Francesco Farabi e Vincenzo Lucantoni (1802-1870), finalmente il 21
maggio 1864 fu nominato Angelo Ottoni (1786-1864).
LOnofri
morì scapolo a Gualdo Tadino il 23 agosto 1871, alletà di 54 anni. Testimoni alla
registrazione dellatto furono Girolamo Righi di Francesco di anni 51, calzolaio, e
Giuseppe Maria Travaglia di anni 61, perito.
Daniele Amoni
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