E' trascorso un anno, o poco più, da quando papà e
mamma ti portarono a casa dallospedale, dove è risuonato il tuo primo vagito.
E'
stato un anno duro e meraviglioso ad un tempo: per te che hai dovuto adattarti alle
normali condizioni di vita, per noi che trepidando abbiamo seguito il lento crescere dei
tuoi grammi sulla bilancia ed i centimetri della tua altezza, mentre ci ripagavi con i
tuoi primi sorrisi.
Poi
le tue prime scoperte: le melodie del carillon, il cinguettio degli uccelli sulla terrazza
di casa e il tuo batter le manine sui vetri, labbaiare di un cane, i pulsanti ed i
tasti che fanno brillare le luci e scandiscono i suoni, gli applausi compiaciuti con le
manine aperte, i primi balbettii nel linguaggio sconosciuto della "tata", le tue
piccole dita frugare sul prato lessenza di un filo derba e i colori di un
petalo, il tu-tuu del telefono, le goffe movenze di un ritmico passo di danza, le gote
impiastricciate dalle prime pappine, il tuo lento familiarizzare con la casa, il gattonare
incipiente, il tuo trotterellarmi accanto, attaccata alla mano.
E'
stato bello, oh, come è stato bello!
Poi
infine, nei giorni scorsi, la tua prima parola di senso compiuto ACQUA, una parola dal
suono difficile, che hai scelto per iniziare a decifrare i misteri dellUniverso; ed
oggi il tuo primo passo, da sola: serberò come un ricordo meraviglioso, per sempre, quel
tuo sorriso soddisfatto e malizioso in cui si leggevano la titubanza per la prima sfida e
il trionfo per la tua prima vittoria.
Brava
Laura
Tuo nonno
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