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N. 2 - Febbraio 2007

Accademia dei Romiti

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I mali dell'ESA? Il suo lavoro è sottostimato

E' troppo bassa la convenzione stipulata con il comune di Gualdo Tadino per i servizi resi

Guardare anche verso Fabriano per concordare iniziative comuni

 

Riccardo Serroni


06esa.jpg (19977 byte)L’ESA? Un’azienda che fa bene il lavoro per il quale è stata creata (raccolta dei rifiuti) ma che soffre tremendamente sul piano finanziario perché il lavoro che fa è sottopagato dal comune. Ancora oggi perde all’incirca 1000 euro al mese. E’ questa l’immagine che ne abbiamo potuto ricavare dopo l’acquisizione di una serie di dati. Cerchiamo di capirne il perché seguendone la storia sin dalla sua fondazione.

 

L’azienda viveva (e vive) con i finanziamenti del comune (il comune di Gualdo ed, in misura minore, il comune di Fossato) stabilito in convenzione per l’espletamento dei servizi di raccolta dei rifiuti. In pratica il comune riscuote le tasse che i cittadini pagano per i rifiuti e poi paga l’ESA per il servizio espletato.

 

La prima convenzione (1997) aveva fissato il rimborso del comune in 621 milioni netti (684 con l’IVA) per il servizio RSU (raccolta dei rifiuti solidi urbani dei cassonetti) e lo spazzamento del centro storico.

 

Successivamente (fine 2003) è stata firmata una seconda convenzione. Il contributo del comune è stato elevato a 777 mila euro (855 mila con IVA) ma con l’aggiunta del servizio della raccolta differenziata e dell’isola ecologica.

 

Lo spazzino di quartiere

 

Nel 2004, per rispondere alle esigenze delle frazioni, è stata introdotta la figura dello spazzino di quartiere che ha richiesto nuove assunzioni. In via sperimentale il comune di Gualdo ha pagato, per questo nuovo servizio, 120 mila euro per il primo semestre; nel secondo semestre il contributo è stato dimezzato; nel 2005 è stato ridotto a 7 mila euro al mese e nel 2006 è stato tolto del tutto perché, secondo una certa interpretazione degli uffici comunali, la pulizia delle frazioni era ricompresa nella prima convenzione e, quindi, non andava pagata con un finanziamento supplettivo. Nel frattempo si è aggiunta anche la stazione di trasferenza che viene utilizzata dai comuni di tutta la fascia appenninica (Scheggia, Costacciaro, Sigillo, Fossato e Gualdo) e per la gestione della quale non è stato ancora fatto un accordo con i comuni stessi. Quindi, pur essendo aumentati i servizi da svolgere (che necessitano di più operatori) ed essendo anche aumentata la quantità di lavoro per gli stessi servizi (dai 140 cassonetti del 1997 siamo arrivati, oggi, a circa 500), il rimborso del comune di Gualdo è fermo ai 777 euro netti della seconda convenzione (ai quali vanno aggiunti i 60 mila euro pagati dal comune di Fossato). Una cifra insufficiente perché ben 720 mila euro servono per pagare il personale. Con restanti 57 mila l’ESA deve pagare il trasporto dei rifiuti alle varie aziende che li prelevano (GESENU ed altre), il management, il parco macchine, le spese per il funzionamento dell’ufficio, e così via.

 

Il costante indebitamento

 

Fatto conseguente è l’indebitamento costante dell’azienda.

 

ANNO 1997 PERDITA euro 40.275,41
ANNO 1998 PERDITA euro 62.172,64
ANNO 1999 PERDITA euro 32.519,50
ANNO 2000 PERDITA euro 76.090,27
ANNO 2001 PERDITA euro 4.865,95
ANNO 2002 UTILE euro 1.711,25
ANNO 2003 PERDITA euro 18.260,80
ANNO 2004 PERDITA euro 83.862,97
ANNO 2005 PERDITA euro 338.734,73

 

E’ evidente, quindi, che esiste un peccato originale. La convenzione iniziale era sottostimata. Si è cercato, cioè, di fare le nozze con i fichi secchi. Il servizio reso costava molto di più rispetto al prezzo pagato dal comune. E l’esposizione debitoria è aumentata considerevolmente allorché, a fronte dei maggiori costi per 1’introduzione dello spazzino di quartiere (e la conseguente assunzione di nuovi operatori) il contributo del comune, come spiegato, è stato gradualmente azzerato. Quindi maggiori servizi e costi ed identici introiti. Uno studio tecnico specializzato ha valutato che 1’ESA, per i servizi che rende alla città, dovrebbe avere un introito di 1 milione e 250 mila euro, quindi 473 mila euro in più di quelli che prende.

 

Ecco perché l’azienda a tutt’oggi, come detto, perde circa 1000 euro al giorno. Il comune è intervenuto per appianare il bilancio con il trasferimento all’azienda stessa del capitale della stazione di trasferenza, ma è solo la tamponatura momentanea di un buco. Perché la causa non è stata rimossa e giorno dopo giorno il disavanzo galoppa.

 

Macchine vecchie

 

Senza considerare le conseguenze che una simile situazione finanziaria si porta dietro in termini di efficienza:

 

"Ci sono mezzi vecchi che non si possono cambiare perché non ci sono i soldi - ci spiega l’amministratore delegato Gilberto Brunozi - In genere una sana politica aziendale prevede la sostituzione dei mezzi al quarto o quinto anno. Noi superiamo abbondantemente i sette anni con conseguenti costi elevati per la manutenzione perché i mezzi vecchi si rompono più facilmente. Soprattutto mezzi come i compattatori che scaricano circa 200 cassonetti al giorno".

 

Qualcuno si chiederà: "Ma il comune ha aumentato le tariffe per i rifiuti, nel 2005, del 30%". E’ vero, ma i maggiori introiti non si sono tradotti in un incremento della convenzione. L’Esa ha ricevuto sempre i 777 mila euro.

 

"Senza considerare altre questioni - spiega il presidente Giuseppe Pasquarelli - Nella convenzione sono compresi servizi extra che comunque hanno un costo. Siamo obbligati a ripulire le piazze (prima, durante e dopo) in occasione delle feste anche con servizi notturni da pagare con gli straordinari. Quando nevica dobbiamo sgombrare la neve dai cassonetti ed è un costo aggiuntivo. Essendo un’azienda pubblica applichiamo il contratto nazionale di lavoro previsto dall’AUSITRA e siamo obbligati a prevedere squadre di lavoro con certi requisiti minimi con un camion, un autista ed un carichino. Inoltre, con il terremoto, il lavoro si è moltiplicato perché moltissimi cittadini, quando sono rientrati nelle case nuove, hanno smaltito i mobili vecchi".

 

"Ci sono poi da valutare le caratteristiche morfologiche del nostro territorio - aggiunge l’amministratore delegato Brunozzi -. Lo stesso servizio che offriamo noi probabilmente a Bastia, che è una cittadina in pianura raccolta in pochi Km quadrati, costerebbe di meno. Noi serviamo zone impervie e distanti o difficilmente raggiungibili come i vicoli del centro storico. Il tutto fa lievitare inevitabilmente i costi".

 

Un adeguamento della convenzione

 

La soluzione? Un adeguamento della convenzione in linea con i parametri oggettivi degli studi di settore per questo servizio. In altre parole il comune deve pagare di più. Quanto poi ciò debba incidere sulle tasche dei cittadini in termini di maggiorazione delle tasse è un problema politico e di bilancio del comune stesso. Qualcuno sostiene che per essere comparabile (il costo ed il ricavo) le tariffe, dopo il 30%, dovrebbero essere ulteriormente aumentate di un altro 20%.

 

Ci sarebbe anche un’altra soluzione e Gualdo, per la verità, l’ha cercata sin dall’inizio quando (ricordate?) ha tirato per la giacca innumerevoli volte il comune di Gubbio per farlo entrare dentro l’Esa. Aumentando il territorio da servire si spalmano i costi. L’obiettivo è stato mancato, fino ad ora, ma questa è una prospettiva che deve essere ancora perseguita e c’è chi suggerisce di guardare anche oltre i confini regionali, verso Fabriano. Insomma, Gualdo è in una posizione baricentrica interessante ed un’Esa messa in condizione di operare al meglio sul piano finanziano potrebbe catalizzare l’attenzione di una realtà più ampia di quella che serve attualmente. La gestione dei rifiuti potrebbe essere una risorsa economica importante per questa città.

 

Adesso, però, l’ESA soffre per i problemi che abbiamo evidenziato:

 

"Come amministratore - chiude Giuseppe Pasquarelli che ha sostituito Gilberto Garofoli alla guida del consiglio di amministrazione quando quest’ultimo è diventato assessore - dovevo restare in carica per tre o quattro mesi ed invece il mio mandato è durato così a lungo e nel periodo più difficile. Pur non essendo un manager, ho cercato di tirare avanti l’azienda nel miglior modo possibile assicurando tutti i servizi che ci erano stati assegnati dal comune. Con la collaborazione e la disponibilità dei dipendenti abbiamo cercato di dare il massimo secondo le nostre competenze e per il bene dell’azienda e della città e qualcosa di positivo credo che siamo riusciti a fare. Basti pensare che dal 2005 abbiamo ricevuto la visita di tutti gli organismi preposti al controllo come i NOE (Nuclei Operativi Ecologici) o come il Corpo Forestale (con cui c’è una costruttiva collaborazione) e non abbiamo subito censure, anzi abbiamo avuto la soddisfazione di ricevere apprezzamenti. Gli stessi cittadini credo che siano abbastanza soddisfatti del servizio reso perché non ci pervengono particolari segnali di protesta".

 

Ci sono i problemi finanziari, ma quelli, come abbiamo visto, sono un’altra storia.

Questione ESA

 

I mali dell'ESA?

 

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Quanti rifiuti produciamo?

 

Comune: costi e ricavi

 

Personale e servizi ESA

 

L'isola ecologica

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