|
N. 2 - Febbraio 2007 |
|||||
Largo! Arrivano i quad! Una volta la chiamavano Valsorda e il perché lo si capisce solamente inoltrandosi a piedi per il sentiero che conduce direttamente alleremo, inoltrandosi fra i prati e la faggeta. Lì, infatti, i già pochi rumori che giungono dal sottostante piano, quel lieve brusio frutto della frenesia del mondo contemporaneo, svaniscono del tutto e ci si può veramente godere, specie dinverno, il piacere quasi opprimente di un silenzio assoluto. O meglio: ci si poteva godere. Già, perché, da qualche tempo in qua, la modernità e la tecnologia hanno invaso con il proprio baccano anche questultimo lembo di paradiso in terra. Un tempo, infatti, potevi inoltrarti sui piani innevati ed avere lonore di porre la prima orma su distese immacolate di neve; potevi scivolare tranquillo sui tuoi sci da fondo per decine di chilometri, allinterno dei binari che, di giorno in giorno, i pochi appassionati di questa disciplina lasciavano impressi nella neve o potevi anche tracciarne di nuovi, sicuro di ritrovarli nei giorni successivi; potevi godere lincanto di paesaggi alpini a poca distanza da casa, in compagnia di appassionati che arrivavano da ogni parte dellUmbria a godere delle bellezze naturali che a Gualdo neppure si sa di avere dietro casa.
Ora no. Ora, sono arrivati i quad. Per chi non li conoscesse, si tratta di veicoli a metà strada fra una motocicletta e una piccola decappottabile; sorta di trattoretti chiassosi e rombanti, spesso dai motori elaborati allo scopo di aumentarne la potenza e il rumore e con pneumatici scolpiti, in modo da aderire su ogni superficie. Sono di gran moda a Gualdo, dove si vendono in numero quasi superiore a quello degli scooter, e nelle zone circostanti (Gubbio, Valfabbrica, Nocera Umbra). Sì, perché lappuntamento, da qualunque parte arrivino i possessori, nella quasi totalità dei casi giovanissimi, è sempre a Valsorda. Dal venerdì pomeriggio alla domenica a tarda ora, Valsorda è tutto un rombare di motori e di urla da rodeo! Con i quad si va praticamente ovunque: in mezzo ai prati, dove te li vedi sbucare a tutta velocità da ogni dove; sui sentieri, dal castagneto fino a Serrasanta, persino nei tratti con pendenze impossibili anche per un escursionista esperto. Dalle tracce che lasciano, uno ha anche limpressione che riescano ad arrampicarsi in verticale sui muri e, poco tempo fa, ho notato tracce di quad persino dentro leremo del Serrasanta. Avete capito bene: allinterno dellatrio, dove un buontempone aveva tentato di entrare e, non essendoci spazio, ha poi scagliato una discreta quantità di pietrisco e neve, sgommando furiosamente con il suo quad. Insomma: ovunque vi giriate, ecco sbucare un quad. Non è una questione di semplice galateo: è vietato dalla legge, che impedisce ai mezzi a motore lingresso ai prati e a tutti i sentieri. Molto probabilmente, lappuntamento a Valsorda deriva dalla convinzione che, tanto, nessuno controlli né commini sanzioni.
I più costernati, oltre agli escursionisti, sono ovviamente i fondisti. Tracciare i binari nella neve, per praticare questo bello sport, non è operazione che costi poca fatica e, spesso, la presenza di binari è lunico modo per garantire unandatura accettabile e un discreto grado di sicurezza. I "quaddisti" non solo non hanno nessun riguardo per i binari per lo sci da fondo, ma si divertono a devastarli. E se non sono loro, ci pensano i fuoristrada. La strada che conduce da Valsorda a Chiavellara sarebbe unottima pista da sci da fondo: discendendo, poi, per il Serrasanta e per la strada asfaltata pochi anni fa, si creerebbe un circuito di una decina di km. Ma i quaddisti devastano ogni minimo tentativo di circuito. Se, con unintesa fra Comuni di Gualdo Tadino e Fabriano e Comunanza Agraria, si mettesse una sbarra agli accessi e si facesse pagare un biglietto dingresso simbolico ai fondisti, diventerebbe il circuito da sci da fondo più bello dellAppennino umbro-marchigiano. Ma no: deve diventare una pista da quad. Ecco una delle tante occasioni perdute di questa città! Una delle tante circostanze per cui lincuria e il disinteresse azzerano di fatto le sue attrattive.
Pierluigi Gioia |
Costume e società
|
|||||
| Accademia dei Romiti | Prima pagina | Edizioni | Sommario | |||
![]() |
|
Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione