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I SINDACI DI GUALDO TADINO
Angelo Maria Ottoni (21 maggio - 20 luglio 1864)
Dopo
le dimissioni del primo sindaco Domenico Onofri, presentate il 14 novembre 1863, la guida
politica della città rimase vacante per un certo periodo durante il quale si acuirono con
particolare incisività le posizioni di progressisti, liberali e anticlericali verso
coloro che credevano ancora nel ritorno ai pieni poteri della Chiesa.
Il Palazzo Comunale alla fine dell'800 (clicca sull'immagine per ingrandirla)
Per
avvalorare questa tesi basta osservare la composizione del consiglio comunale
dellepoca: Raffaele Vincenzo Angeletti, possidente; Giuseppe Anitori, possidente;
Francesco Maria Berardi, possidente originario di Pieve di Compresseto; Giovanni Caiani,
avvocato; Enrico Calai Marioni (Fabriano 1812 - Gualdo Tadino 1871), possidente e
industriale; Francesco Farabi, possidente; Francesco Granella, possidente; Eugenio
Guerrieri, possidente e commerciante; Vincenzo Lucantoni, ceramista; Pompeo Mattioli,
possidente e cavaliere; Domenico Onofri, possidente; Angelo Ottoni, possidente e già
presidente del governo pontificio; Liborio Pericoli, indoratore; Giovanni Santi,
possidente di Rigali; Antonio Scassellati, possidente; Vincenzo Sergiacomi, ceramista e
fabbricatore di stoviglie; Angelo Sinibaldi, notaio; Pietro Teodori operaio; Raffaele
Travaglia, possidente; Raffaele Vecchiarelli, farmacista.
Lo scontro
tra conservatori e progressisti, anche se ancora limitato e circoscritto, acuito in
particolar modo dalle scarse risorse del bilancio comunale che gravavano su una
popolazione di poco superiore ai 7.000 abitanti, creò un periodo di "stallo"
durante il quale lelezione fu rinviata più volte. Come facenti funzioni si
alternarono i consiglieri Francesco Farabi (conservatore) dal 19 dicembre 1863 al 27
febbraio 1864 e Vincenzo Lucantoni (progressista) dal 25 marzo 1864 al 18 maggio 1864.
Pochi risultano gli atti della Giunta comunale in questo periodo di "interregno"
ma vale ricordare in modo particolare lo stanziamento di fondi per la costruzione della
nuova strada di collegamento tra il centro e la stazione, vista la celerità con cui
proseguono i lavori per la costruzione della ferrovia Roma-Ancona.
Finalmente il
Consiglio comunale riuscì a trovare una specie di "larga intesa" convergendo i
suoi consensi verso la figura del quasi ottantenne Angelo Maria Ottoni (1786-1864), figlio
di Antonio e di Maria Florida Ronca che entrò in carica il 21 maggio 1864. LOttoni
godeva di grande rispetto e considerazione da parte di tutta la popolazione gualdese
avendo ricoperto con grande dignità e autorevolezza importanti cariche pubbliche:
esponente del Governo pontificio provvisorio nel 1814 insieme a Orazio
Coppari (1781-1849) (presidente) e a Giuseppe Cappelletti (1748-1817); gonfaloniere (1
marzo 1849) e membro della commissione municipale della Repubblica romana. Proprio durante il suo governo come gonfaloniere, Gualdo assistette con
rammarico alla rinuncia da parte di Enrico Calai Marioni (Fabriano 1812 - Gualdo
Tadino 1871) a deputato provinciale per la Costituente romana e alla nomina al suo posto
con 660 suffragi del bevanate Agostino Mattoli. Lopera amministrativa di Angelo
Ottoni fu poco rilevante in quanto la morte lo colse improvvisamente il 20 luglio 1684
lasciando di nuovo nel caos leterogeneo e litigioso consiglio comunale.
Aveva sposato
il 20 marzo 1818 Orsola Berardi di Gabriele e Teresa Biagioli dalla quale erani nati tre
figli: Domenico (1819-1922), Enrico (1822-1888) e Achille (1825-1859); sposò in seconde
nozze il 26 novembre 1826 la nobile Barbara Teresa Mattioli (1781-1853), figlia di
Francesco Mattioli Benvenuti e di Anna Lucrezia Nuti di Assisi, dalla quale non ebbe
eredi. Suo figlio Enrico sposò il 12 novembre 1865 la possidente Maria Anna Vitiani
(Perugia 1840 Gualdo Tadino 1866) con la quale si trasferì per un breve periodo a
Perugia. Nello stesso anno si verificarono in famiglia due eventi
luttuosi: la morte della moglie Maria Anna per parto (22 dicembre) e del primogenito
Angelo (26 dicembre) di appena otto giorni; Enrico si trasferì in Turchia, presso suo zio
Odoardo (Gualdo Tadino 1788 - Costantinopoli 1870), dove morì il 14 luglio 1888.
Daniele Amoni |
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La storia
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