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N. 2 - Febbraio 2007

Accademia dei Romiti

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I SINDACI DI GUALDO TADINO

Angelo Maria Ottoni (21 maggio - 20 luglio 1864)


12piazza.jpg (33079 byte)Dopo le dimissioni del primo sindaco Domenico Onofri, presentate il 14 novembre 1863, la guida politica della città rimase vacante per un certo periodo durante il quale si acuirono con particolare incisività le posizioni di progressisti, liberali e anticlericali verso coloro che credevano ancora nel ritorno ai pieni poteri della Chiesa.

 

Il Palazzo Comunale alla fine dell'800 (clicca sull'immagine per ingrandirla)

 

Per avvalorare questa tesi basta osservare la composizione del consiglio comunale dell’epoca: Raffaele Vincenzo Angeletti, possidente; Giuseppe Anitori, possidente; Francesco Maria Berardi, possidente originario di Pieve di Compresseto; Giovanni Caiani, avvocato; Enrico Calai Marioni (Fabriano 1812 - Gualdo Tadino 1871), possidente e industriale; Francesco Farabi, possidente; Francesco Granella, possidente; Eugenio Guerrieri, possidente e commerciante; Vincenzo Lucantoni, ceramista; Pompeo Mattioli, possidente e cavaliere; Domenico Onofri, possidente; Angelo Ottoni, possidente e già presidente del governo pontificio; Liborio Pericoli, indoratore; Giovanni Santi, possidente di Rigali; Antonio Scassellati, possidente; Vincenzo Sergiacomi, ceramista e fabbricatore di stoviglie; Angelo Sinibaldi, notaio; Pietro Teodori operaio; Raffaele Travaglia, possidente; Raffaele Vecchiarelli, farmacista.

 

Lo scontro tra conservatori e progressisti, anche se ancora limitato e circoscritto, acuito in particolar modo dalle scarse risorse del bilancio comunale che gravavano su una popolazione di poco superiore ai 7.000 abitanti, creò un periodo di "stallo" durante il quale l’elezione fu rinviata più volte. Come facenti funzioni si alternarono i consiglieri Francesco Farabi (conservatore) dal 19 dicembre 1863 al 27 febbraio 1864 e Vincenzo Lucantoni (progressista) dal 25 marzo 1864 al 18 maggio 1864. Pochi risultano gli atti della Giunta comunale in questo periodo di "interregno" ma vale ricordare in modo particolare lo stanziamento di fondi per la costruzione della nuova strada di collegamento tra il centro e la stazione, vista la celerità con cui proseguono i lavori per la costruzione della ferrovia Roma-Ancona.

 

Finalmente il Consiglio comunale riuscì a trovare una specie di "larga intesa" convergendo i suoi consensi verso la figura del quasi ottantenne Angelo Maria Ottoni (1786-1864), figlio di Antonio e di Maria Florida Ronca che entrò in carica il 21 maggio 1864. L’Ottoni godeva di grande rispetto e considerazione da parte di tutta la popolazione gualdese avendo ricoperto con grande dignità e autorevolezza importanti cariche pubbliche: esponente del Governo pontificio provvisorio nel 1814 insieme a Orazio Coppari (1781-1849) (presidente) e a Giuseppe Cappelletti (1748-1817); gonfaloniere (1 marzo 1849) e membro della commissione municipale della Repubblica romana. Proprio durante il suo governo come gonfaloniere, Gualdo assistette con rammarico alla rinuncia da parte di Enrico Calai Marioni (Fabriano 1812 - Gualdo Tadino 1871) a deputato provinciale per la Costituente romana e alla nomina al suo posto con 660 suffragi del bevanate Agostino Mattoli. L’opera amministrativa di Angelo Ottoni fu poco rilevante in quanto la morte lo colse improvvisamente il 20 luglio 1684 lasciando di nuovo nel caos l’eterogeneo e litigioso consiglio comunale.

 

Aveva sposato il 20 marzo 1818 Orsola Berardi di Gabriele e Teresa Biagioli dalla quale erani nati tre figli: Domenico (1819-1922), Enrico (1822-1888) e Achille (1825-1859); sposò in seconde nozze il 26 novembre 1826 la nobile Barbara Teresa Mattioli (1781-1853), figlia di Francesco Mattioli Benvenuti e di Anna Lucrezia Nuti di Assisi, dalla quale non ebbe eredi. Suo figlio Enrico sposò il 12 novembre 1865 la possidente Maria Anna Vitiani (Perugia 1840 – Gualdo Tadino 1866) con la quale si trasferì per un breve periodo a Perugia. Nello stesso anno si verificarono in famiglia due eventi luttuosi: la morte della moglie Maria Anna per parto (22 dicembre) e del primogenito Angelo (26 dicembre) di appena otto giorni; Enrico si trasferì in Turchia, presso suo zio Odoardo (Gualdo Tadino 1788 - Costantinopoli 1870), dove morì il 14 luglio 1888.

 

Daniele Amoni

La storia

 

 

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