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N. 2 - Febbraio 2007 |
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Meteo & Co. Rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia Gennaio come marzo Il mese di gennaio più mite degli ultimi decenni risveglia anticipatamente le specie vegetali. Ad un inverno primaverile seguirà una primavera invernale: così dicono i modelli a lunga scadenza. Alberi in fiore, siepi con germogli teneri di un colore verde chiaro; prati già rigogliosi, con nontiscordardimè e tarassaci già fioriti. E qua e là qualche tenera margherita che sorride fra gli steli derba già alti. Bambini in maniche corte che giocano allaperto, giovani in tenuta estiva che corrono tranquilli. Insomma, diresti che è già primavera e che il lungo sonno della stagione invernale è ormai finito. Via i cappotti, fuori le felpe e le maglie leggere!
Un inverno mai arrivato
Ma non è così: è appena trascorso solo il mese di gennaio. Sì, certo: la parte più cruda e rigida dellinverno se nè andata. Anzi, no: questanno non sè neppure vista. Già, perché il mese di gennaio che abbiamo appena archiviato non ha davvero precedenti in fatto di temperature: se vogliamo eccettuare i mesi di gennaio del 1988 e del 1989, che ebbero temperature alte quasi come quello del 2007, questo mese si è confermato come il più mite degli ultimi 50-60 anni. I dati sono evidenti. Una temperatura media di 6,9°C (contro i 4,3°C della norma) lo rende più simile al mese di marzo che a quello di gennaio: 11,4°C la media delle massime con un picco di ben 12,5°C nella seconda decade, con quasi 6°C in più della media! Esattamente quello che dovrebbe succedere due mesi dopo.
Tornano le piogge ma non la neve
Anche a livello di precipitazioni, dopo un periodo lungamente siccitoso, la pioggia è tornata, con ben 109 mm cumulati (di contro ai 92 della norma). Certo, viste le temperature particolarmente miti, questo è stato più di danno che di vantaggio, poiché ha favorito il proliferare di muffe e parassiti in molte varietà vegetali. Di freddo, infatti, se ne è sofferto ben poco. Solo una spruzzata di neve (niente di più) fra il 24 e il 27 gennaio, quando si è chiaramente verificata ancora la circostanza che vede il Piano di Gualdo restare allasciutto in occasione di irruzioni di aria fredda dal Tirreno, che imbiancano quasi tutta lUmbria (Perugia compresa), ma tagliano completamente fuori Gualdo Tadino e le zone limitrofe. Più abbondante la nevicata in quota, specie sopra i 1.100 metri, ma con spessori di poco superiori ai 20 cm, di molto inferiori agli accumuli che si sono avuti negli ultimi due inverni, quando il manto nevoso era stato persistente fino a primavera inoltrata.
Concomitanza di anomalie
Come già osservato nello scorso numero, il responsabile principale di questanomalia è stato il Vortice polare, questanno particolarmente vivace, tanto da favorire il permanere di alte pressioni subtropicali a latitudini particolarmente alte. La dice lunga il dato della pressione media (ridotta la livello del mare) di Gualdo Tadino durante lo scorso mese: 1021,4! Si tratta di un dato notevole, superiore persino a quelli normalmente registrati durante la stagione estiva. Tra laltro, il concomitante verificarsi de "El Nino" nel Pacifico orientale e unanomala persistenza di correnti occidentali particolarmente forti nella stratosfera, ha di fatto annullato gli scambi termici fra polo e zone tropicali. Tali scambi, prima o poi, dovranno avvenire. Secondo i modelli a lungo termine, sarà la primavera il periodo in cui, finalmente, il Vortice polare si indebolirà, lasciando spazio a qualche discesa di aria fredda. Insomma, rischiamo davvero che ad un inverno primaverile segua poi una primavera invernale, con un freddo fuori stagione particolarmente dannoso.
Pierluigi Gioia
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