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N. 3 - Marzo 2007

Accademia dei Romiti

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La lezione delle "Ceneri"


C’è un malessere che caratterizza la vita pubblica nella città di Gualdo Tadino; è inutile nascondere la testa sotto la sabbia: ne sono testimonianza i difficili rapporti all’interno del Consiglio Comunale, dove il gruppo della Margherita, pur impegnato a livello nazionale nella costruzione del Partito Democratico, non riesce a dialogare con l’amministrazione di sinistra e dove un gruppo di minoranza si arrocca sull’Aventino dell’autosospensione, con un duro documento di denunzia di certi metodi amministrativi; ne sono testimonianza i difficili rapporti fra le varie sezioni di quello che era il più forte partito organizzato impegnato nella scelta di una nuova leadership; ne sono testimonianza le scabrose vicende relative alla gestione dell’EASP e dell’ESA e quanto connesso; ne sono espressione i nodi che vengono al pettine nella complessa vicenda dell'ospedale, i ricorrenti episodi di teppismo gratuito e la sempre più larga diffusione della droga, fatti sui quali non si può far finta che non esistano solo perchè si inseriscono in fenomeni di portata nazionale. E il tutto inquadrato in una situazione economica difficile con le fibrillazioni occupazionali legate alle vicende della Merloni, agli ultimi scampoli dei finanziamenti per la ricostruzione postsismica e ad un biennio amministrativo dai risultati non esaltanti.

 

Anche se, quando uscirà questo giornale, si dirà che quanto accaduto il mercoledì delle Ceneri è acqua passata con la fiducia riconfermata al governo Prodi, riteniamo tuttavia di proporre un motivo di riflessione a chi di dovere poiché da tutto si può trarre insegnamento.

 

All'indomani della sfiducia al governo, l'autorevole senatore DS, Angius, partecipando ad un dibattito televisivo ha espresso l'opinione da lui stesso definita "non ortodossa" rispetto alla linea politica del suo partito, che "è stato un errore pretendere di governare il paese con una maggioranza dello 0,06% ".

 

Riesaminando i risultati delle elezioni amministrative del 2004 a Gualdo Tadino risulta evidente che la coalizione di sinistra, nonostante la vittoria complessiva riportata con l'elezione a sindaco di Angelo Scassellati, in realtà ha raccolto solo il 48,5% dei consensi, quindi un risultato tutt'altro che plebiscitario, come quello da cui è nato il governo.

 

Anche se il sindaco dichiarò a suo tempo di voler essere il sindaco di tutti, i comportamenti non sempre sono stati conseguenti e la maggioranza ha forse commesso un errore, pretendendo di considerare il risultato elettorale una approvazione in "toto" del suo programma; per gli interessi della collettività forse non sarebbe male che il gruppo di maggioranza, mettendo da parte evidenti condizionamenti che risultano tutt'altro che proficui, dia qualche ritocco ad una linea politica ormai superata ed ad un esecutivo la cui composizione non è l'optimum che la città si merita.

 

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