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N. 3 - Marzo 2007

Accademia dei Romiti

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Esce la prima edizione critica del Lezionario di san Facondino

Un Lectionarium con traduzione a fronte


05lezsfac0703.jpg (18859 byte)In occasione del XIV centenario della morte di san Facondino, vescovo di Tadino, protettore della smembrata diocesi di Nocera Umbra, Gualdo Tadino e Sassoferrato e della città di Gualdo Tadino, la parrocchia di San Facondino, grazie all’apposito comitato presieduto da don Fernando Canicula, con il patrocinio dell’Accademia dei Romiti, ha deciso di finanziare la pubblicazione del Lezionario di san Facondino, mai fino ad ora stampato. Si tratta di un antico testo agiografico trecentesco dedicato alla figura del vescovo-eremita che operò nell’antica diocesi di Tadino, in un’epoca ancora non definita esattamente. L’opera, realizzata da Maria Cristina Anderlini per i tipi della "Edizioni Porziuncola", è anche la prima edizione critica del testo, il cui originale è oggi conservato nel codice 7853 della Biblioteca Apostolica Vaticana. Nella pubblicazione, l’autrice ripercorre dapprima le vicende del manoscritto, a lungo conservato presso la pievania di San Facondino e trafugato solamente nella seconda metà del XVII secolo, nonostante la minaccia "di scomunica e maledizione eterna" nei confronti di colui che avesse osato "rubare o vendere il manoscritto" (come figura nello stesso libello pergamenaceo). Quindi, si sofferma sulla questione, ancora aperta, della datazione del Santo. Le tre ipotesi principali, che lo fanno risalire rispettivamente al IV al VI-VII e al IX-X sec, non hanno nessuna prova schiacciante che le possa avvalorare; tuttavia, per una serie di circostanze che vengono ricostruite nella pubblicazione, è prevalsa la datazione del 607, come anno della sua morte, ed è su queste basi che il 2007 verrà festeggiato il centenario. L’autrice passa, quindi, ad esaminare il Lezionario, in realtà costituito da due testi agiografici differenti derivanti da un’ancora più antica leggenda sul Santo, oggi perduta; dopo aver individuato, in base agli stereotipi delle agiografie medievali, la tipologia di santità di Facondino, l’autrice ricostruisce le fonti dell’opera, tramite un puntuale confronto testuale con altre opere storico-agiografiche di ambito francescano (come il cosiddetto Chronicon gualdense e il Leggendario dei Santi), riuscendo se non a definire l’identità dell’autore, almeno a delineare l’ambiente culturale a cui apparteneva.

 

Si passa, a questo punto, al testo. Per favorire una più larga diffusione del Lezionario, anche fra il pubblico dei non specialisti, il testo latino è corredato con una traduzione italiana a fronte, cosa che renderà utilizzabile il Lezionario, per fare un esempio, nella liturgia della festa di San Facondino, anche in vista dei solenni festeggiamenti del prossimo 28 agosto 2007.

 

La presentazione ufficiale dell’opera avrà luogo sabato 17 marzo prossimo, alle ore 18, presso la Sala Sant’Agostino, in corso Piave, a Gualdo Tadino. Alla presentazione, oltre all’autrice, prenderanno parte il prof. Emore Paoli, docente di agiografia presso l’Università Tor Vergata di Roma, e il prof. Antonio Pieretti, docente di filosofia teoretica presso l’Università di Perugia. Oltre alle autorità cittadine, saranno presenti anche il priore della Porta San Facondino, Salvatore Zenobi, e i portaioli, protagonisti insieme agli altri tre quartieri gualdesi, ogni fine settembre, del Palio di San Michele arcangelo.

 


La presentazione del vescovo

"La memoria dà senso al presente"


Il Concilio Vaticano II, nella Costituzione sulla Chiesa, dice dei Santi che "in essi Dio stesso ci rivolge la sua parola" (in is adloquitur, Lumen gentium 50). In effetti la parola di Dio, che ci viene consegnata attraverso la pagina scritta ed ispirata della Sacra scrittura, ci viene illustrata dal vissuto dei Santi.

 

Nella santità la Chiesa realizza in modo pieno la sua figura e il suo ministero. Tutti i battezzati sono in qualche modo "santi" – secondo l’accezione biblica di questa parola – in quanto partecipi della grazia di Cristo. Ma questo dono che viene dall’alto ha poi bisogno di svilupparsi nella concreta corrispondenza di una vita secondo il Vangelo. Quelli che noi chiamiamo normalmente "santi" sono appunto coloro che si distinguono per tale risposta alla divina chiamata. Sono gli "amici" di Dio per eccellenza, ai quali il popolo di Dio naturalmente volge lo sguardo, ammirandone la vita ed invocandone l’intercessione. Ma vanno sentiti anche, e soprattutto, come "modelli di vita", perché alla santità tutti, senza eccezione, siamo chiamati.

 

Questo libro sul Lectionarium sancti Facundini episcopi Tadinensis ci presenta una figura di santità che, pur lontana nel tempo, merita di essere più attentamente esplorata. Maria Cristina Anderlini lo fa con competenza e intelletto di amore, donandoci un saggio che si raccomanda anche all’attenzione dei cultori come uno studio accurato sulle fonti, con un visibile impegno di carattere storico e filologico. Per quanto mi riguarda, il motivo che mi spinge a presentarlo, a prescindere dai meriti scientifici, è il fatto stesso che rimette in luce, con tutti i possibili elementi documentari, un Santo la cui figura continua a segnare la memoria di un popolo.

 

L’interesse del testo è molteplice. Di non poco conto è il fatto che, insieme con le considerazioni critiche, mette a disposizione le fonti, sia in originale che in traduzione, permettendo così al lettore di incontrare san Facondino in una calda prosa agiografica che ne fa risaltare la santità. È vero che l’Autrice stessa mette in guardia da una lettura ingenua, mostrando come il testo presenti il linguaggio tipico ed i luoghi comuni dell’antica agiografia, e non permette di delineare un preciso "identikit" storico-biografico, a partire dalla vexata quaestio dell’epoca in cui san Facondino è vissuto. Emergono tuttavia nitidi i tratti di un pastore che si impose agli occhi del suo gregge per l’intensità della vita contemplativa, per l’impegno nella difesa dell’ortodossia, per la dedizione con cui si spese, in momenti difficili, ed anzi traumatici, della sua terra e del suo popolo.

 

Il mio auspicio è che la pubblicazione possa essere ampiamente conosciuta e apprezzata, e soprattutto la comunità ecclesiale e civile di Gualdo Tadino ne tragga il maggior frutto. Il recupero della memoria, il senso delle radici, è vitale per dare senso al presente e una prospettiva al futuro. Questo libro è un contributo notevole in tal senso.

 

(tratto dalla Presentazione del Lezionario di san Facondino)

 

Domenico Sorrentino

Attualità

 

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