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N. 3 - Marzo 2007

Accademia dei Romiti

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Panella: "L'obiettivo primario è l'apertura di Branca"

Il direttore generale della Asl n. 1 delinea il quadro generale del nuovo ospedale di Branca. Potenziati anche i servizi sul territorio

 

Riccardo Serroni


08ospedale.jpg (7111 byte)Dicono che sia un personaggio non molto malleabile, senza chiaroscuri: per lui le cose o sono bianche o sono nere, non esiste via di mezzo. Ha in mente un progetto e tutto deve ricondursi a quel progetto.

 

Il Dr Vincenzo Panella, direttore amminisrativo della Asl n. 1 di Città di Castello, sta gestendo questa fase di transizione verso l’apertura del nuovo ospedale di Branca con molta fermezza e determinazione. Il consiglio comunale aperto di Gualdo Tadino è l’ultimo degli appuntamenti pubblici ai quali è stato chiamato a partecipare per spiegare e chiarire il futuro della sanità che sta delineando nel nostro comprensorio.

 

Il protocollo d'intesa

 

Il punto di partenza è il protocollo d’intesa firmato nel febbraio 2005 dai comuni di Gualdo Tadino e Gubbio, dall’assessore alla sanità Maurizio Rosi e dallo stesso Panella. Il direttore amministrativo non lo rinnega, ma nemmeno è disposto a risposarlo in toto: "Nella sostanza lo abbiamo rispettato e lo rispettiamo - dice - Ma non dobbiamo nasconderci che nel frattempo ci sono state delle leggi finanziarie che hanno imposto dei vincoli. Quindi siamo nella condizione di dover rispettare gli impegni presi ma rispettando i vincoli. Quindi occorre trovare un punto di mediazione".

 

Ergo? "Gli ospedali di Gualdo e di Gubbio avranno una vita sempre più difficile in questi mesi che ci separano dall’apertura di Branca perché noi siamo concentrati esclusivamente su quel traguardo". Quindi pazienza se qualcuno soffre più del dovuto, anche se certe polemiche e reazioni sono più che altro "il frutto di malintesi per il modo con cui sono state prese certe decisioni".

 

L'ospedale di Branca

 

"L’INAIL mi marca stretto perché vuole firmare il contratto di affitto. Tra la consegna all’INAIL da parte dell’impresa Marinelli e le necessarie verifiche passeranno circa 3 mesi, ma poi il contratto bisognerà firmarlo". Tempi ristretti, dunque, che implicano la necessità di aprire le porte del nuovo ospedale di Branca al più presto per una serie di motivi:

 

"a) Perché si comincerà a pagare l’affitto e non vogliamo gettare dalla finestra i soldi pagando per una struttura che non viene utilizzata;

b) perché il servizio ospedaliero vive attualmente una situazione di precarietà per i motivi suddetti e per tornare ad essere ottimale è indispensabile che cominci a funzionare la nuova struttura ospedaliera".

 

Tempi ristretti, dunque, ma necessità di risorse finanziarie immediate:

 

"Per dotare l’ospedale di Branca di tutte le attrezzature e suppellettili necessarie occorrono 12 milioni e mezzo di euro. Abbiamo previsto 29 gare d’appalto. 26 sono già state pubblicate e di queste 5 sono già state aggiudicate e 9 hanno completato l’iter burocratico, quindi sono aggiudicabili entro il mese di marzo, ma servono i fondi". Dove reperire i 12 milioni e mezzo? Dalle vendite patrimoniali degli ospedali di Gualdo e di Gubbio e dei terreni sul territorio di Gubbio: "Su questo, al momento, ci stiamo concentrando perché bisogna fare in fretta".

 

Quale ospedale?

 

Che tipo di ospedale avremo? Quali saranno i reparti fondamentali ed i servizi? Panella ha fissato una data: "Entro il mese di marzo - ha detto - presenterò il Piano Sanitario dell’ospedale di Branca alla conferenza dei sindaci". Top secret, quindi? Non proprio, qualcosina in più ha detto:

 

"La buona medicina la fanno i medici bravi, non noi. Noi possiamo creare le condizioni affinché ciò avvenga e ci stiamo adoperando per questo".

 

L’interrogativo al quale risponde immediatamente per sgombrare il campo da qualsiasi equivoco riguarda i primariati. Correvano voci inquietanti sulla possibilità che gli ospedali di Branca e Città di Castello potessero avere primari a scavalco (cioè un primario per ambedue i reparti ospedalieri). Pannella ha smentito, almeno in parte, queste preoccupazioni:

 

"I reparti fondamentali avranno i loro primari. Alcune specialità, come otorino, oculistica, urologia, devono essere aziendali (quindi un primario unico per la Asl) anche perché, per funzionare al meglio, devono poter contare su un’utenza molto ampia".

 

Altra certezza riguarda le doti che gli ospedali di Gualdo e Gubbio si porteranno dietro:

 

"Gubbio porterà l’emergenza, Gualdo la cardiologia e la fibrosi cistica. L’ospedale di Branca dovrà avere un’eccellenza in tutto. Quello che i due ospedali si porteranno in dote dovrà essere migliorato e valorizzato. Quello che attualmente ancora non c’è va creato".

 

L'assistenza sul territorio

 

L’assistenza extraospedaliera sul territorio andrà potenziata e migliorata con risorse adeguate e consolidate ricorrendo il meno possibile ai precari che dovranno essere stabilizzati. Risorse che potranno venire anche dagli attuali servizi ospedalieri. Ci saranno degli esuberi, ad esempio: "Gli esuberi - ha detto chiatamente Panella - verranno riconvertiti per l’altra metà dei nostri servizi, cioè i servizi non ospedalieri sul territorio". Quanti? Difficile quantificarli a priori. Su 460 operatori (100 medici + infermieri e tecnici) attualmente in servizio a Branca ne dovrebbero servire circa 410. Il personale in eccedenza in parte verrà assorbito dai pensionamenti (alcuni medici dell’ospedale di Gualdo se ne sono già andati, altri stanno per andarsene), in parte verrà riconvertito per altri servizi.

 

L'opinione della Cisl

 

Per il sindacato Cisl, anche secondo i dipendenti le difficoltà attuali verranno superate con l’apertura di Branca. Sul problema degli esuberi scrivono: "Ragionando sui numeri l’ipotesi esuberi crediamo sia infondata, soprattutto tra il personale infermieristico. Tra pensionamenti non ricoperti, apertura o potenziamento di servizi e recupero ferie servirà altro personale e bisognerà assumere logopedisti, dietisti e fisioterapisti".

Sanità

 

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