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N. 3 - Marzo 2007 |
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Un futuro sostenibile Incontro con gli Amici di Beppe Grillo di Perugia sul tema delle energie alternative Domenica 5 marzo, presso la Mediateca Museo dellEmigrazione, ha avuto luogo lincontro al quale è seguito un dibattito molto partecipato dal titolo Un futuro sostenibile organizzato dalla sinistra giovanile di Gualdo Tadino in collaborazione con il gruppo Amici di Beppe Grillo di Perugia coordinato da Michele Pietrelli.
Allassemblea hanno partecipato anche le autorità, il sindaco prof. Angelo Scassellati, lassessore allo sviluppo economico, Gilberto Garofoli, lassessore Diego Pascolini e Ermanno Rosi. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare leggendo il nome degli organizzatori, nellassolato pomeriggio domenicale non si è parlato di politica, né di partiti, bensì di una tematica che riguarda tutti e che dovrebbe andare ben oltre i colori e gli schieramenti politici, vale a dire il problema dello smaltimentc dei rifiuti, per i quali è stato proposto il nome di Materiali Post Consumo (MPC). Sono state proiettate diapositive estratte dal DVD realizzato dal prof. Federico Valleri sulle modalità di smaltimento a caldo e a freddo degli MPC.
Il gruppo Amici di Beppe Grillo si batte contro lo smaltimento a caldo, vale a dire lincenerimento con lalibi della produzione di energia elettrica, mentre sostiene le tecniche di smaltimento a freddo, quali il compostaggio, la biossidazione e la biostabilizzazione. Si promuove in sostanza il riciclo degli MPC, contro lincenerimento che non fa sparire i rifiuti ma li trasforma in ceneri e fumi.
Il discorso è poi inevitabilmente scivolato sulle fonti di energie alternative nel momento in cui è stato proiettato il video Intervista col futuro - Un Grillo per la Testa. Il video risalente al 1993, ma sempre attuale per le tematiche trattate, intervallato da spezzoni di trasmissioni in cui Grillo con le armi del comico denunciava già nei primi anni Novanta la situazione ambientale italiana e leccessiva dipendenza del nostro paese dal petrolio, ha riportato allattenzione di tutti limportanza di questa tematica e delle tematiche ad essa collegate, dimostrando, sullesempio della Germania e della Svizzera, come sia possibile l'attuazione del binomio ecologia-economia. Lindipendenza energetica e lutilizzo delle fonti di energia pulita tuttavia appare ancora oggi un mito irraggiungibile per la nostra civiltà, che, nonostante gli studi avanzati nel settore, non riesce a decollare anche a causa dei costi troppo elevati e dei diverbi tra sostenitori del fotovoltaico e sostenitori delleolico.
La questione, nonostante i progetti presentati anche dalla nostra amministrazione comunale, pare non essere di facile soluzione, poiché, a detta degli ambientalisti, gli impianti per lenergia eolica - che sarebbe una delle maggiori risorse del nostro territorio, data la presenza di cime appenniniche molto colpite dai venti - non risultano gradevoli dal punto di vista dellimpatto visivo ambientale. Il punto della situazione rimane comunque lo stesso: le fonti tradizionali si stanno esaurendo e il costo del petrolio avrà la tendenza a salire sempre di più, perché si è giunti a estrarre anche la sabbia e pertanto i processi di raffinazione diventano più lunghi e costosi, continuando ad alimentare il circolo vizioso in cui il costo di ogni prodotto è strettamente legato all'andamento del petrolio.
Nel nostro paese, purtroppo, nonostante gli sforzi della scienza, non è presente ancora la mentalità dellenergia pulita, né tantomeno quella della raccolta differenziata, nonostante gli sforzi fatti per diffonderla. Nella nostra città così come in altre città italiane, manca il metodo della raccolta porta a porta, perché si è convinti del fatto che differenziare abbia un costo, mentre si dovrebbe diffondere lidea che chi differenzia risparmia, poiché il prodotto che al momento non serve più, può rinascere a nuova vita. La cultura del riciclo e delle energie alternative nasce con una specifica educazione civico-ambientale, in cui il prodotto usato non diventa rifiuto, ma bene prezioso e per il bene di tutti. Tuttavia, è difficile convincere i nostri coevi che lambiente sia un bene di tutti e per tutti, pertanto va rispettato e salvaguardato, perché troppo spesso nel nostro paese ciò che è di tutti non è di nessuno e per questo si decide di non rispettarlo e finché sarà cosi sarà difficile che qualcosa cambi davvero. Quanti di noi sarebbero disposti a fare un passo indietro e a rinunciare allaria condizionata o al riscaldamento?
Alessandra Artedia |
Attualità
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