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N. 4 - Aprile 2007

Accademia dei Romiti

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CECILIA CIABILLI

Le barche con la sua griffe

 

di Alberto Cecconi


05cciabilli.jpg (15762 byte)Le barche servono al mare o nel lago o nei grandi fiumi; ed è in quelle zone che ci sono i cantieri per costruirle. Ma i progetti delle stesse si fanno anche tra i monti.

 

E' il caso di una giovane professionista gualdese, che vive alle falde dell'Appennino, lavora come professionista in uno studio collettivo a Gualdo Tadino, ma rivolge molto del suo impegno al mare, perché progetta il restauro di barche d'epoca. Cecilia Ciabilli, che di professione fa l'architetto, da sempre appassionata di barche, s'è laureata all'Università di Firenze discutendo una tesi sull'argomento del restauro di imbarcazioni d'epoca. Ed è così entrata in contatto con la Crie, la Cooperativa di Chiavari per il restauro delle imbarcazioni che hanno più di 30-40 anni di vita. Ora è diventata socia dello stesso gruppo, dedica molto tempo, unendo cultura, fantasia, creatività coniugata al buon gusto, proprio per progettare il restauro di barche. Un mondo pressochè sconosciuto a molti "montanari".

 

Quando un armatore, cioè il proprietario di una barca, cerca di riportare le linee originarie, ha bisogno di un progetto specifico. Allora l'architetto Ciabilli inizia ad operare: consulta l'archivio nautico per trovare il disegno iniziale, fa il rilievo sull'esistente, elimina il superfluo per recuperare le linee d'origine, dotando però la barca di tutto quello che serve, come i servizi igienici adeguati alle esigenze di oggi, la cucina, i vari automatismi utili come gli impianti elettrici, il radar, il gps, le infrastrutture per la sicurezza; riprogetta l'intera distribuzione interna, prevedendo tutto su misura, per ogni singolo elemento, con l'uso di specifici materiali come le essenze particolari di legno per l'uso marinaro, togliendo per esempio l'alluminio e riproponendo l'ottone. Quindi il progetto passa alla fase esecutiva: lei stessa dirige i lavori nei cantieri di Chiavari. Parecchie barche dai 7 metri in su, da regata o di altro tipo, portano così la griffe di una che vive tra i monti.

 

L'esperienza della Ciabilli lancia anche un messaggio positivo ai giovani in cerca di occupazione: con la conoscenza e la competenza unite alla "passione", si possono raggiungere traguardi che potrebbero sembrare negati dall'ambiente di provenienza o da altre particolari situazioni.

Gualdesi che si fanno onore

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