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N. 4 - Aprile 2007 |
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I commercianti contro il nuovo Centro Commerciale Il 18 aprile il TAR esaminerà il ricorso dei commercianti gualdesi - Il presidente Aurelio Pucci ci spiega i motivi del ricorso
La suddivisione del centro acquisti - Il settore 1 sarà occupato dalla Conad. Gli altri 24 settori saranno occupati dalle seguenti categorie merceologiche: 5% sport; 8% ristoranti e bar; 8% servizi; 14% salute e bellezza; 15% calzature; 20% elettronica; 30% moda.
Mancano le autorizzazioni regionali
"Nel mese di luglio 2005 giungeva allAssociazione Commercianti la segnalazione da parte di alcuni associati che, nei pressi del ponte della stazione ferroviaria stavano per avere inizio i lavori per la costruzione di due strutture di 2.500 mq ciascuna, talmente vicine da far pensare che lintenzione era quella di aggirare la leggere regionale n° 24 del 3 agosto 1999 che vieta ai comuni di rilasciare autorizzazioni per la costruzione di strutture commerciali superiori ai 2.500 mq.
Si temeva che il comune, con lautorizzazione a costruire due stabili coordinati distanti luno dallaltro solo 10 m, avesse sostanzialmente avviato, agevolato e consentito la realizzazione di un Centro Commerciale di grande superficie di vendita (senza la necessaria autorizzazione regionale nonché listituzione di una conferenza di servizi previste allart 9 del Decreto Legislativo n° 114 del 31 marzo 1998 e riprese dallart. 18 della citata Legge regionale, con il coinvolgimento delle associazioni di categoria) dissimulandone la dimensione e le connotazioni effettive.
Un nuovo grande complesso darebbe la spallata finale alle piccole aziende
La preoccupazione dei negozianti, in particolar modo di quelli del centro storico, era (e lo è tuttora) quella che un altro grande complesso commerciale che si aggiunge a quelli già esistenti nel comune di Gualdo e nei comuni vicini per bacino dutenza, rappresentasse la spallata finale ad una categoria di piccole aziende che già fanno fatica ad andare avanti.
Peraltro gli stessi negozianti sostengono che lofferta merceologica aggiuntiva non porterebbe novità apprezzabili, ma si andrebbe a sovrapporre a quella già esistente, turbando prepotentemente il tessuto distributivo di Gualdo: lattuale rete distributiva è già ampiamente sufficiente a soddisfare le esigenze della nostra utenza. Le grandi strutture commerciali a Gualdo Tadino e nei comuni limitrofi sono già presenti ed in alcuni casi soffrono di sovraffollamento.
In considerazione di tutto ciò e della irregolarità, a nostro avviso, della autorizzazione amministrativa, i commercianti gualdesi chiedevano, quindi, allAssociazione Commercianti locale di esaminare la situazione e nel luglio 2005 emergeva, in unassemblea straordinaria dei soci, la volontà della maggioranza degli intervenuti di interpellare un legale che verificasse la regolarità delliter procedurale ed autorizzativo del progetto di cui trattasi.
Il ricorso al Tar
Il mese successivo i commercianti si incontravano con lavvocato incaricato con il quale, durante la disamina della documentazione relativa, emergeva la sussistenza dei presupposti di legge per inoltrare il ricorso al TAR che, successivamente, 14 di loro inoltravano con il sostegno dellAssociazione.
E purtroppo evidente che lapertura di un ennesimo insediamento commerciale di tali dimensioni comporterebbe un radicale sconvolgimento degli equilibri di mercato ed un forte, irrecuperabile allontanamento della clientela dalle attività commerciali esistenti che già si trovano in un precario regime di sopravvivenza nel centro storico cittadino.
Da qualche mese si sono, poi, concretizzate le note cautelative già oggetto del sopra richiamato ricorso al TAR, poiché è stato distribuito in Gualdo un opuscolo pubblicitario riferito alla prossima apertura di un "Centro Acquisti Porta Nova", la cui configurazione secondo legge porta a qualificarlo, inequivocabilmente, come "Centro Commerciale" e, pertanto, privo della necessaria ed inderogabile autorizzazione regionale.
Rifiutate le agevolazioni proposte
Inoltre, in occasione dellassemblea ordinaria dei soci, tenutasi l8 febbraio corrente anno, la Confcommercio ha provveduto a comunicare ai soci le proposte di proprietà del centro commerciale nascente che si traducevano, in buona sintesi, in condizioni privilegiate riservate ai commercianti locali che intendessero aprire o estendere una propria attività allinterno del Centro medesimo, subordinando tali agevolazioni alla rinuncia a proseguire il ricorso. In quella occasione soltanto qualche commerciante sembrava manifestare un certo interesse, perciò lAssociazione, tenuto conto sia della imminenza della decisione del TAR che dello scarso interesse dichiarato dagli associati nei confronti delle proposte avanzate circa gli affitti agevolati, decideva di rimettersi alla decisione del Tribunale Amministrativo Regionale". |
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