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N. 4 - Aprile 2007

Accademia dei Romiti

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Il neo dott. Michele Fumanti ci parla della sua tesi di laurea

Il silenzio di Santa Cecilia


07scecilia.jpg (11497 byte)Il silenzio di Santa Cecilia è il silenzio espresso dalla patrona della musica nell'opera di Raffaello L'Estasi di Santa Cecilia. Nel dipinto infatti la santa, in preda ad un'estasi con lo sguardo rivolto verso una schiera di angeli, lascia cadere a terra gli strumenti, interrompendone quindi il suono. Proprio il paradosso della protettrice della musica che chiede invece il silenzio è stato ciò che mi ha spinto a interessarmi dell'argomento. Per comprendere e per scioglere il paradosso ho dovuto pormi delle domande sulla figura di santa Cecilia e cosa significasse il silenzio e cosa musica nel rinascimento e quindi come spiegare la raffigurazione raffaelliana. Innanzitutto mi sono concentrato sulla vita-leggenda di Cecilia stessa, scoprendo che la sua figura non fu da subito legata alla musica, ma fu un’attribuzione piuttosto tardiva. In seguito ho scelto di raccogliere informazioni sull’iconografia della santa e su come veniva rappresentata nella pittura e nella scultura prima di Raffaello.

 

Quindi ho centrato il discorso sull’Estasi di Santa Cecilia, sulla sua descrizione e sulla storia della sua commissione, per calare il dipinto nel suo tempo, ed ho rintracciato interessanti collegamenti con la vita culturale dell’epoca. Secondo gli uoinini rinascimentali il mondo era stato creato e si basava su rapporti musicali, grazie ai quali Dio aveva creato ordine dal caos. Questa idea sarà alla base della cultura da Pitagora fino alla rivoluzione scientifica del ’600. La Musica in questo universo era l’unica disciplina che accoglieva in sé naturalmente quei rapporti ai quali ogni arte doveva rifarsi per rispecchiare la bellezza e la perfezione divina. Da qui la sua natura tripartita, descritta nel De Istitutione Musica di Boezio: musica strumentale, musica umana e musica celeste. La musica suonata era dunque solo un modo possibile di intendere la disciplina, che poteva, oltre che risuonare sensibilmente, anche essere pensata come Armonia umana o celeste. Tale tripartizione è visibile anche nella composizione del dipinto stesso. Tuttavia non ci si può fermare ad una analisi di temi pitagorico-platonici, ma bisogna anche tener conto dell’avvento del Cristianesimo e della lettura che di tali opere si diede nell’epoca del dipinto. A tal proposito le mie ricerche si sono indirizzate verso due grandi pensatori e filosofi cristiani che si sono occupati di musica, teorie platoniche seppur in epoche e modalità diverse ma che sono in rapporto con il dipinto: Agostino, raffigurato nell’opera, e Marsilio Ficino. Del primo ho studiato il De Musica e del secondo alcune teorie e la Theologia platonica, testi che, insieme con quello boeziano, sono stati alla base dello studio della musica anche per tutto il Rinascimento. Da tale percorso sono giunto a sciogliere il paradosso che mi aveva inizialmente colpito e a comprendere che il silenzio di Cecilia riguarda solo un silenzio sensibile, non assoluto: la santa non "sente" la musica che risuona negli strumenti ma la musica umana e celeste che la mette in contatto con Dio, attraverso un rapimento estatico. Gli strumenti sono solo uno dei passaggi che le permettono di raggiungere poi la vera essenza della perfezione divina mentre nell’attimo ritratto nel dipinto il silenzio, non per le orecchie ma per quelle mentali di Cecilia, si trasforma in magnifica sinfonia che ha come direttore Dio.

Michele Fumanti

Cultura

 

 

Complimenti Michele!

 

Venerdì 23 marzo, presso il Dipartimento Arti Musicali e Spettacolo (DAMS) della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna, con voto 110, si è laureato il nostro concittadino Michele Fumanti, discutendo una tesi di laurea dal titolo Il silenzio di santa Cecilia. Relatore, il prof. Paolo Gozza. A Michele, conosciutissimo a Gualdo Tadino perché impegnato in attività di volontariato presso l'oratorio salesiano, il CGS, membro del coro CAI "Raffaele Casimiri" e brillante musicista, nonché studioso, i complimenti più vivi ed affettuosi dei suoi amici, familiari e, unanimemente, di tutta la redazione de Il Nuovo Serrasanta.

 

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