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N. 4 - Aprile 2007

Accademia dei Romiti

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QUAD, il barbaro

(XXI Secolo)


Com'è possibile che si possa additare il quad, questo lento e pacioccone mezzo meccanico, come vandalo demolitore? Eppure nel suo serbatoio non vi é nitroglicerina o t.n.t. ma semplice, comunissima benzina la cui combustione viene depurata dai veleni con costosi e sofisticati dispositivi dell' ultimissima generazione di cui questo veicolo, di recente concezione, dispone.

 

Benché, di massima, l' articolo "Largo ! Arrivano i quad !", sia apprezzabile e condivisibile nei suoi contenuti, è nostro parere che non si possa demonizzare una macchina, un oggetto come fosse un’ arma con la pallottola in canna. A cagionare danni non sono evidentemente i quad, i fuoristrada, le moto da cross e quant' altro diavolaccio riesca a rotolare o strisciare sulla superficie della terra, bensì i Goti, gli Ostrogoti ed i Visigoti che li montano e li guidano. Sono questi ultimi, non solo con il quad, a sconvolgere i prati, a spaccare le recinzioni, a divellere i segnali stradali, imbrattare i muri, ad inquinare l' ambiente, a smarmittare i loro mezzi e percorrere i centri abitati, possibilmente di notte quando il fastidio raggiunge il prossimo a colpo sicuro ed ottiene il maggior risultato.

 

Sono loro, impenetrabili da norme e dettati morali, la maggior causa dei morti sulle strade e delle centinaia di feriti con postumi invalidanti permanenti, definitivamente rovinati nel fisico.

 

Tenendo conto, allora, che trattasi di individui che comunque delinquerebbero anche a piedi scalzi ed a mani nude, occorre convincerci che solo l' azione di forza, in parole povere la repressione, può essere da loro recepita con una certa efficacia. Sarebbe auspicabile, di conseguenza, che si intervenga decisamente e si aumentino tutte le forme possibili di controllo, specialmente nei luoghi dove la Natura può essere gravemente ferita.

 

I quad, nonostante l’ apparenza lievemente inquietante ed aggressiva, sono macchine semplici ed inoffensive la cui prestazione massima raggiunge, orrore, la spaventosa velocità di cinquanta chilometri l'ora su strada aperta e meno che a passo d' uomo su percorsi accidentati.

 

Portano gente giovane e non più giovane, tra cui chi scrive, in posti dove si può godere della Natura e percorrono tracciati loro consentiti dalla legge e dalle comuni norme comportamentali.

 

E' noto che in Alto Adige, dove nessuno può trovare da ridire sulla civile compostezza di quella comunità e sull’ amore ed il rispetto, quasi maniacali, verso l’ambiente in cui vive, numerose Baite-Alberghi si sono dotate di quad con i quali si raggiungono, attraverso percorsi ben individuati, luoghi che avrebbero richiesto giornate di cammino difficilmente proponibili a persone appassionate ma in là con gli anni.

 

L'anno scorso abbiamo incrociato, sui picchi alpini, due famiglie di gualdesi che ne stavano gioiosamente usufruendo, guidate da un maestro! Numerosi appassionati e non più giovani motociclisti, la cui correttezza è stata posta in essere senza soluzione di continuità nella loro vita sportiva, hanno scoperto, nella sicurezza del quad, la chiave della ritrovata libertà dopo avere avuto la responsabile sensazione che la moto stava loro sfuggendo di mano.

 

Non meritano, ora, di avere una seconda ma sgradita sensazione: quella di essere additati.

 

Luigi Gaudenzi

Costume e società

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