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N. 4 - Aprile 2007

Accademia dei Romiti

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La riconciliazione nella Confraternita

 

di Alberto Cecconi


11confrat.jpg (15042 byte)Riconciliati. I Confratelli della Santissima Trinità non sono più "separati", appartengono tutti ad un'unica Confraternita. Con la santa benedizione del vescovo e dei parroci. E con un sospiro di sollievo da parte di tutti, dei protagonisti in primis, ma anche di tanti Gualdesi: avevano vissuto con   sofferenza e non senza disagio la diatriba che aveva portato alla separazione tra l'antico sodalizio religioso e le autorità ecclesiastiche.

 

Dopo i numerosi tentativi di mediazione che non erano approdati al traguardo tanto voluto da ambedue le parti, col braccio di ferro che aveva avuto momenti caldi e duri finiti addirittura di fronte alla magistratura ordinaria, sembrava quasi impossibile arrivare ad una composizione della intricata vicenda. Ciascuno marciava per conto proprio: da una parte cresceva il numero degli aderenti; dall'altra sorgeva una "nuova" Confraternita col pieno placet dell'autorità ecclesiastica.

 

Particolarmente penose e sofferte le conseguenze: i membri della vecchia Confraternita non potevano più partecipare alle cerimonie religiose in forma ufficiale, interrompendo una tradizione secolare; la suggestiva chiesetta in vetta al Serrasanta non più officiata, nemmeno per l'Ascensione e per la festa della SS. Trinità, con profondo sconcerto e delusione dei fedeli e degli escursionisti estivi, che raggiungevano la vetta perché amanti della natura e delle sue bellezze, ma anche per motivi religiosi. Poi il provvidenziale auspicio del vescovo mons. Domenico Sorrentino, che, in occasione della festa del patrono Beato Angelo, aveva annunciato la sua linea, quella di favorire la fioritura di altri "biancospini". Sono seguiti incontri chiarificatori e di preghiera. Ed il "miracolo" c'è stato.

 

I Confratelli della SS. Trinità hanno firmato lo Statuto concordato, si sono recati con un pullman e con le auto private presso l'Episcopio di Assisi: non con lo spirito di "Canossa", perché c'è stato l'abbraccio fraterno, profondamente voluto, preparato e condiviso. I Codici sono stati archiviati, in nome della fraterna appartenenza alla comunità cristiana. Chi ha vinto? Sicuramente tutti. S'è realizzato quello che ciascuno voleva con sincerità: appartenere ad un'associazione laicale che sta nella Chiesa, perseguendo insieme serie finalità comuni.

Gualdesità

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