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Riparliamo della farmacia
Torniamo a parlare con serenità e ponderazione della
Farmacia Calai. A distanza di tempo, dopo accesi dibattiti giornalistici e avvicinandoci
verso la fine della ricostruzione post terremoto perché non riconsideriamo su certe
affrettate decisioni amministrative prese nel 1998 ed in particolare modo della
"Farmacia Calai"? Vediamo insieme di studiare e di risolvere nel migliore dei
modi questo annoso problema tenendo presente la rivalutazione del centro storico, dato,
dalla maggior parte della popolazione, per morto. A suo tempo, a nostro parere, fu presa
una decisione politica affrettata. Infatti la base, il popolo, non l'ha condivisa e
tuttora non la condivide vedendo le conseguenze di un centro desertificato. II centro si
è svuotato, vi regna uno spettrale degrado, privo di vita con la conseguente chiusura di
molti negozi e pertanto anche di una grande crisi economica per i pochi rimasti. Possibile
che non si capisca che una diversificata distribuzione di attività commerciali anima e
movimenta il flusso delle persone tanto da rendere vivo il centro? Non portiamo quale
esempio di beneficio per il pubblico gli ambulatori medici che dovrebbero essere istituiti
sopra la posta con sotto annessa la farmacia della quale a tutt'oggi non è stata posta
alcuna pietra. NO. Questo è errato. Concentrare il tutto è far morire il centro.
La Farmacia
Calai va lasciata dove era per i motivi suddetti, ma anche perché era ed è il simbolo
della città, per non parlare ancora della persona che la istituì e la donò al popolo di
Gualdo.
Il Centro
Storico aveva due farmacie, ora privarlo del tutto non è una scelta saggia.
Nell'interesse della città, invitiamo le autorità a riconsiderare questa errata
decisione.
Italo Giubilei |
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Gualdo Tadino
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