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N. 4 - Aprile 2007

Accademia dei Romiti

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  I SINDACI DI GUALDO TADINO 

Il quarto della serie: Alessandro Sinibaldi

Di temperamento sanguigno e nervoso, abbandonò l'incarico per protesta


16palsinibaldi.jpg (22651 byte)Figlio del notaio Angelo e della ricca possidente Francesca Coppari, primogenito di 6 fratelli ed erede di una lunga dinastia gualdese già documentata a partire dalla fine del ‘500, nasce a Gualdo Tadino il 10 luglio 1847. Dopo l’annessione dell’Umbria al Regno d’Italia, culminato con l’avvento del commissario generale straordinario marchese Gioacchino Napoleone Pepoli, che poneva termine alle varie "giunte provvisorie" ed avviava concretamente la fusione dell’Umbria con il Regno di Sardegna, Alessandro fu chiamato a far parte come tenente della Guardia Nazionale comandata dal capitano Francesco Farabi (1831-1878). La compagnia gualdese era composta da 270 soldati in servizio attivo, 73 di riserva e 156 mobilizzati, un numero impressionante per una popolazione di appena 7.192 anime.

 

Il palazzo Sinibaldi in piazza Martiri

 

Appassionato alla politica, entrò appena venticinquenne nel Consiglio comunale restandovi, a fasi alterne, quasi 10 anni. Dopo Pompeo Mattioli, dimessosi il 23 agosto 1882, fu eletto sindaco di Gualdo Tadino (31 agosto) a capo di una giunta composta da Eugenio Vecchiarelli, Pompeo Mattioli, Giulio Guerrieri e Eugenio Pignani assessore esterno, espressione di un consiglio comunale ricco di elementi dell’alta borghesia, di valenti artigiani e di sacerdoti: Francesco Caiani, ricco possidente e colonnello di cavalleria; mons. Roberto il benefattore di Gualdo; Angelo Depretis, possidente terriero; Paolo Giovagnoli (1846-1916), possidente di Rigali; Francesco Granella (1816-1895), nobile; Eugenio Guerrieri commerciante; Giulio avvocato e notaio; Ugo Guerrieri, commerciante; Vincenzo Morroni, industriale; Giuseppe Pachini, farmacista; Onorato Ribacchi, industriale; Angelo Sergiacomi, ceramista; Gabriele Sergiacomi, droghiere; Raffaele, perito agrimensore; Giuseppe Sinibaldi, perito e giornalista; Michele Tomassini, sacerdote; Raffaele Vecchierelli, farmacista.

 

Durante il suo mandato avvennero in Italia profondi cambiamenti sul piano politico tanto da ripercuotersi anche sul Consiglio comunale gualdese. Il 22 ottobre 1882 si svolsero le prime elezioni a suffragio allargato con l’affluenza del 60,7% degli aventi diritto e l’affermazione del "trasformismo", cioè l’invito del ministro Agostino Depretis ai candidati conservatori di "trasformare" i propri ideali legati al Risorgimento e convergere verso la sinistra moderata per formare maggioranze parlamentari più solide e compatte. L’estrema sinistra, invece, guidata dai radicali, raddoppiò i suoi deputati ottenendo quasi 40 seggi mentre a Milano si era costituito in vista delle elezioni il nucleo originario del Partito operaio italiano che, insieme ai socialisti evoluzionisti, aveva formato l’Unione Operaia radicale.

 

Il nuovo Consiglio comunale affrontò subito il problema del riscatto della montagna dalla famiglia Bachettoni di Spoleto, subentrata per ragioni ereditarie alla famiglia Rossi Vaccari che nel 1805 aveva acquistato dal governo pontificio i 2.151 ettari dei pascoli e dei boschi gualdesi da Monte Maggio al Serrasanta per la somma di oltre 13 mila scudi romani. Mentre l’apparato burocratico del Comune e degli enti collegati era alle prese con i rinnovi delle cariche amministrative che, o per scadenza o per dimissioni, provocavano un rallentamento inevitabile nell’efficienza del sistema, il sindaco Sinibaldi fece approvare il 4 maggio 1883 la ricostituzione del "Concerto Cittadino" che diventerà poi la Banda Comunale di Gualdo Tadino. Alessandro Sinibaldi si dimise dalla carica di sindaco il 9 giugno 1883 per protesta contro il commissariamento del Comune che, secondo il Regio Prefetto di Perugia, non aveva inviato in tempo la lista elettorale politica. Gli subentrerà come facente funzione Eugenio Pignani (1823-1893).

 

Descritto di temperamento "sanguigno e nervoso", Alessandro Sinibaldi è stato uno dei soci fondatori nel 1885 della Banca Popolare di Gualdo Tadino dalla quale fu poi assunto. Nel 1887, insieme a Giuseppe Guerrieri (1861-1944) fondò la Banca Popolare Cooperativa di Palmi in Calabria. Per la sua lungimirante azione a favore della creazione di un Consorzio idraulico, ebbe la croce di Cavaliere dal Ministero dell’Agricoltura, Industria e Commercio.

 

L’11 febbraio 1874 sposò Fidalma Boccali, figlia di Gaetano Boccali, ingegnere e dirigente dell’ufficio tecnico comunale, e di Caterina Santucci Fibbietti (Matelica 1818 - Gualdo Tadino 1875) dalla quale avrà 7 figli tra cui Emanuele (1887-1964), medico condotto e poeta dialettale di argute rime. Alessandro Sinibaldi morì a Gualdo il 25 ottobre 1919 ereditando per intero tutto il palazzo Coppari (poi Palazzo Sinibaldi, oggi demolito) in Piazza del Popolo, poi diventata Piazza Garibaldi.

 

Daniele Amoni

La Storia

 

 

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