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N. 4 - Aprile 2007 |
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Meteo & Co. Rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia Marzo non smentisce la tendenza Non c'inganni l'inizio stentato della primavera: in realtà ci troviamo in un semestre anomalo, più caldo e più arido della norma. Fino ad ora. Lultima immagine del mese di marzo appena trascorso che ci è rimasta impressa non è quella di prati ed alberi in fiore, di foglie verdissime e di aria tiepida ma quella, tipicamente invernale, di montagne imbacuccate di neve, vento freddo sferzante e cielo plumbeo; lultima decade di marzo ha avuto un aspetto tuttaltro che primaverile: temperature minime fino a -2,1°C a valle, ben 4 giorni con pressione barometrica, ridotta al livello del mare, inferiore ai 1.000 hPa, con un minimo di 983 hPa il 20 marzo - era da anni che la pressione non scendeva a livelli così bassi! -, freddo, neve fino a valle, pioggia, vento. Un assaggio dellinverno che cè mai stato proprio nel giorno in cui aveva inizio la primavera astronomica: beffarda dimostrazione che il vecchio proverbio Acqua e gelo non resta in cielo ha qualche fondamento. Ma questo, sommato alle altre due decadi più calde del solito, dà come risultato un mese di marzo più caldo della norma. Non si smentisce, cioè, quella che, da ormai sei mesi, è la tendenza tipica di questo periodo: temperature al di sopra della norma e relativa siccità. E, infatti, da ottobre dello scorso anno che le medie mensili, da un minimo di qualche decimo di grado ad un massimo di tre gradi, risultano al di sopra delle medie normali. Autunno e inverno più caldi e più secchi, dunque.
Temperature miti ed aridità
I dati parlano chiaro: temperature minime e massime di marzo sono risultate circa un grado superiori al normale, con una forte differenza fra la prima decade - normale per aprile - e lultima - più simile alla seconda gennaio; le precipitazioni, invece, sono in difetto con circa 20 mm in meno del normale (77 anziché 96.9). Se consideriamo che sia gennaio sia febbraio sono risultati leggermente più piovosi del normale, questo dato potrebbe sembrare insignificante, ma se facciamo un calcolo dellacqua caduta negli ultimi sei mesi troviamo che dei 655,6 mm che ci saremmo dovuti aspettare sono caduti solo 435, con ben 220 mancanti allappello: il che significa una diminuzione della piovosità di circa il 33%. E questa, in genere, la diminuzione di piovosità che ha registrato tutta lItalia centrale in questo stesso periodo.
Un assaggio di clima tropicale
Ma facciamo unaltra osservazione: marzo ha avuto medie solo di poco superiori a febbraio, che, a sua volta, ha avuto praticamente le stesse medie di dicembre e gennaio; e solo di poco inferiori a novembre. Per più mesi, insomma, le condizioni di temperatura ed umidità si sono mantenute costanti (3-4°C le minime, 11-12°C le massime), con lunica eccezione dellultima decade di marzo, interessata dallunica irruzione fredda del semestre degna di essere definita tale. In pratica, le quattro stagioni tipiche di ogni clima temperato, questanno si sono ridotte a due: un semestre caldo e un semestre fresco. Questo non significa che il nostro clima sia cambiato, così di botto: dà solo unidea di come esso potrebbe cambiare. Con lo scorrimento verso nord delle fasce climatiche, infatti, noi entreremmo di fatto nella zona tropicale, caratterizzata da un clima a due stagioni: una invernale secca e senza gelo, una estiva calda ed umida, con lunghi periodi di siccità nelle annate anomale. Lunica differenza starebbe nel fatto che in questo semestre "fresco" (che andrebbe, allincirca, da novembre ad aprile) potrebbero annidarsi, con cadenza pressappoco mensile, profonde e massicce incursioni di aria fredda artica, con fenomeni piuttosto violenti e periodi di freddo anomalo, anche fuori stagione, come nevicate intense a novembre o ad aprile. Una tendenza che, anche solo ad assaggiarla, non fa certo piacere, anche perché non gioverebbe assolutamente alla salute.
Pierluigi Gioia
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Meteo
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