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N. 5 - Maggio 2007

Accademia dei Romiti

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Dalla scuola media "F. Storelli"

L'importanza dello scoutismo

Una palestra per formare un buon cittadino, una proposta per attenuare il fenomeno del disagio giovanile.


04stemmascout.jpg (16075 byte)Si è sempre pensato che i giovani vivessero meglio nelle piccole città, perché c’è maggiore possibilità di relazione: ci si conosce bene, c’è minor disagio, maggiori controlli perché si è sotto l’occhio vigile di tutti. Ma negli ultimi tempi si è constatato che anche a Gualdo Tadino c’è lo stesso disagio riscontrato nelle grandi città. Conosciamo personalmente ragazzini della nostra età che fumano hashish, sappiamo di altri che fanno uso di cocaina. Abbiamo appreso dai giornali di piccoli furti, di danni arrecati all’ambiente o alle strutture pubbliche.Vediamo personalmente scritte invasive sui muri che deturpano edifici verniciati di recente.

 

"In una festa di compleanno, fumavano tutti e non solo sigarette ... Non sapendo cosa fare, ho provato un grande disagio e mi sono messa a piangere …" (testimonianza)

 

"Conosco un ragazzino che fuma. Ho provato a parlarci, ma mi ha risposto che non c’è niente di male, lo fanno tutti."(testimonianza)

 

Si verificano con una certa frequenza atti di bullismo nelle scuole, nei campetti, persino nell’oratorio salesiano.

 

Ci siamo interrogati, insieme all’assessore alle politiche sociali Gianluca Graciolini, che abbiamo invitato nella nostra scuola, sulle cause che inducono i ragazzi ad avere questi comportamenti:

 

D: "Cosa significa assessore alle politiche sociali?"

 

R: "L’assessore alle politiche sociali si occupa di tutti quei problemi che affliggono varie categorie di persone che, per qualche ragione, si trovano emarginate dalle società"

 

D: "Chi sono gli esclusi?"

 

R: "I disoccupati, i giovani che hanno famiglie disgregate, gli extracomunitari senza un lavoro, gli alcolisti, i drogati, i vecchi non autosufficienti e abbandonati, tutti coloro che, per svariati motivi, si trovano in situazioni di pericolo".

 

L’assessore ci ha sollecitati a riferire sui motivi che possono indurre i giovani ad atti di violenza nei confronti di se stessi o di altri.

 

- Noi abbiamo risposto che la causa fondamentale è la mancanza di fiducia in se stessi; avere a modello gli eccezionali campioni dello sport, dello spettacolo, della cultura e, la consapevolezza di non poterlo raggiungere, crea frustrazione.

 

- Un motivo del disagio può essere anche accumulare molti insuccessi scolastici, pertanto si può cadere in uno stato di depressione.

 

- Un' altra causa è la solitudine, non essere compresi, non avere dialogo soprattutto con i genitori dai quali si riceve spesso questa risposta: "Non ho tempo, devo andare al lavoro, parliamo dopo". La maggior parte delle volte il "dopo" dei genitori è infinito, hanno sempre cose più importanti da fare. Anche se ci ascoltassero non riuscirebbero a comprenderci in modo totale, perché sono troppo presi dai loro problemi.

 

- Talvolta i giovani non hanno ideali cui tendere, non hanno idee, fantasia, pertanto si trovano esclusi dai vari gruppi o associazioni.

 

D: "Perché ultimamente l’uso delle droghe si è accentuato molto nella nostra città, tanto che la Guardia di Finanza ha fatto delle dimostrazioni nelle scuole superiori con i cani antidroga?"

 

R: "Perché la droga è diventata un "bene" di consumo e quindi, come si ha la playstation, il telefonino, il motorino, si può avere anche la droga. Inoltre si pensa che con la sua assunzione possano aumentare le prestazioni nei vari campi.(pensiamo agli sportivi che si dopano)

 

D: "Avete dei progetti particolari per i giovani?"

 

R: " Un progetto significativo è " Largo ai giovani " per offrire ai ragazzi la possibilità di esprimere la loro fantasia e creatività attraverso la danza, il teatro, la pittura ed altre attività culturali."

 

Noi ci siamo lamentati che spesso ci mancano gli spazi per giocare a pallone o per fare qualche altra attività, poiché li troviamo spesso "accaparrati"dai ragazzi più grandi; ci riferiamo ai campetti del Biancospino, di San Rocco, alla piastra polivalente del Cerqueto, persino a quelli dell’oratorio dei Salesiani. Spesso scoppiano delle risse e non solo tra ragazzotti extracomunitari o forestieri, ma anche tra i giovani di Gualdo Tadino.

 

L’ assessore ci ha detto che, purtroppo, manca l’educazione.

 

L’oratorio dei Salesiani è stato sempre frequentato dai nostri genitori e dai nostri nonni ed ha avuto un grande ruolo nella formazione dei giovani.

 

Brilli Damiano - "Dunque Gualdo deve ritornare a forma di cuore?"

 

R: "Gualdo deve ritornare ad avere un grande cuore".

 

A proposito dell’oratorio salesiano, martedì 24 aprile, le nostre insegnanti hanno invitato a scuola tre maturi signori, che, anche se in pensione, dedicano ai giovani il loro tempo libero ogni volta che se ne presenta la necessità. Erano Franco Gentilucci, Franco Fiorentini, Mario Anderlini, operatori nel movimento degli scout fondato da Baden Powell. Si sono presentati con il seguente motto: "Semel scout, sempre scout".

 

Ecco le nostre impressioni e ciò che abbiamo appreso:

 

Miriana Casati: - "Sono rimasta meravigliata, sono sempre allegri e mi hanno trasmesso allegria e simpatia ..."

 

Nicola Ippoliti: - "... lo scoutismo è un’attività educativa, ci fa vivere esperienze di gruppo all’aria aperta, ci insegna ad aiutarci l’un l’altro, a rispettare la natura, a collaborare con chi ci sta intorno. Grazie allo scoutismo ho imparato a vivere in gioia e in allegria, anche nei momenti tristi ..."

 

Saber Amman: - "... ti fa sviluppare una forte adattabilità, ti aiuta a risolvere i problemi, ti aiuta a sopportare il dolore in occasioni estreme e delicate ... E poi non fa distinzione di razza, religione o di livelli sociali; infatti possono far parte del movimento poveri e ricchi, operai o professionisti, cattolici o musulmani; siamo tutti uguali di fronte a Dio e al movimento scout ... Molte persone sono cresciute caratterialmente, spiritualmente e mentalmente, scoprendo in se stessi un hobby a cui dedicarsi con passione o una dote da valorizzare ..."

 

Marianna Palazzo: - "... essere scout ti fa crescere, ti fa dimenticare quel ragazzo che urlava "mamma!!" nel momento del bisogno e ti fa diventare autosufficiente, un vero uomo che non si tira mai indietro dinanzi ai problemi ... ti fa amare la natura, ti rende attento ai cambiamenti, fino a sentire il bisogno intenso di "RISPETTARLA ..."

 

Roman Svyrydyka: "... mi piace lo spirito d’avventura, lo scout "dà un calcio all’impossibile", "butta il cuore oltre l’ostacolo" accetta anche l’insuccesso, non come sconfitta, ma come stimolo a ricominciare ... osserva la natura con stupore ed umiltà, ne segue i ritmi, così impara l’attesa, gode dei silenzi e si apre alla contemplazione ..."

 

Vanessa Giacometti: - "... stando in gruppo formi il carattere, impari a vivere con ottimismo, se non hai amici è l’occasione per farli, puoi cambiare stile di vita se stai sbagliando e ti stai lasciando trasportare nel giro delle problematiche giovanili ..."

 

Damiano Brilli: - "... mi piace il nome assegnato alle varie branche: Lupetti e Coccinelle, Esploratori e Guide, Rover e Scorte. Essere scout significa apprezzare lo scoiattolo che salta e il lupo che caccia ..."

 

Riccardo Conte: - "... apprezzo molto il lavoro dei Rover che insegnano a non sprecare le risorse naturali; sprecare è contro il motto scout. Mi piace l’audacia, sono sempre presenti nei luoghi delle catastrofi.Mi piace la loro semplicità, non vai in giro tutto agghindato, ma con un calzoncino corto, una camicia, ma soprattutto con il classico fazzolettone: complimenti, scout!"

 

Elisabetta Guidubaldi: - "... mi piace concludere citando le parole del messaggio di Baden Powell: "... prova a lasciare questo mondo un po’ migliore di come l’hai trovato e, quando arriverà il tuo momento, potrai morire felice, nel sentire che in ogni caso non hai perso il tuo tempo!!! ..."

 

A Gualdo Tadino c’è una strada, "Via Antonio di Bitonto", in memoria di un uomo che ha dedicato la sua vita all’educazione dei giovani; veniva chiamato da tutti "il Sor Antonio".

 

Il "piazzale Baden Powell," antistante il supermercato "Famila" è dedicato al fondatore del movimento scout.

 

Riflessioni dei ragazzi delle classi II B e II D (Lab. LETTURA DEL QUOTIDIANO) sulle problematiche giovanili

Pianeta scuola

 

 

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