logoserrasanta.jpg (9762 byte)

N. 5 - Maggio 2007

Accademia dei Romiti

Prima pagina

Edizioni

Sommario


Requiem per un centro storico


Mi dispiace dover prendere atto di ciò che fino ad ora si é visto e constatato. Terremoto: settembre 1997, ora siamo a maggio 2007: quasi 10 anni, Gualdo soffre ancora moltissimo per le stesse disgrazie e non si vede a breve termine una soluzione vantaggiosa per questa povera città deturpata da gravi ferite che hanno segnato soprattutto la vivibilità del già non felice e desolato centro storico.

 

Il centro storico di una città é il suo cuore e la sua vita: qua da anni l'inagibilità di vari edifici pubblici e privati ha portato i gualdesi a disertare il centro andando verso i centri commerciali portando ad annullare l'ultima velleità di vita sociale e cittadina che naturalmente e per tradizione si dovrebbe svolgere nell' "agorà" dove in ogni paese grande o piccolo si é sempre svolta la vita commerciale e pubblica. La vita ritorna con l'uomo, il commercio riprende quando la gente circola e il turismo è attirato dalla vita che vi trova e non dai meccanismi che la limitano.

 

A dieci anni di distanza non c'é ombra di inizio di tutto ciò che si auspica e quel che è peggio non ci sono neppure progetti concreti: il centro storico è un fantasma, i gualdesi e Gualdo soffrono e si impoveriscono per questo. Non si vede un futuro prossimo positivo, tutto va eccessivamente per le lunghe e finora non si vede apertura per una via d'uscita. In questi ultimi tempi tanto per riportare linfa vitale ci sono state le cosiddette "fiere" per le vie cittadine: iniezioni ricostituenti per il morale della città. Quest'anno a causa di lavori pubblici la "fiera" é stata trasferita al centro commerciale dando un ulteriore colpo di grazia al centro storico: si poteva non organizzarla visto che il centro commerciale non ha bisogno di un incremento di visibilità e di economia. Andando avanti così i danni saranno irreversibi1i e Gualdo segnerà il passo definitivamente, come del resto sta già facendo.

 

Carissima città, che ormai sei diventata anche la mia, ti auguro ogni bene: ti auguro di uscire da questo periodo di oscurantismo in cui ti hanno cacciata a viva forza! Coraggio se potremo farlo e, se ce ne daranno la possibilità - chiedendo anche il parere dei cittadini - noi ti aiuteremo, perché sei anche la nostra vita.

 

Quel che é paradossale è che non avrei mai pensato cho io - che da sempre condivido idee di sinistra - mi sia potuta venir a trovare un giorno nella condizione di difendere la "mia città" da iniziative amministrative proprio di sinistra. Mai dire mai, nella vita.

 

Annamaria Renzini

Cultura

 

 

Accademia dei Romiti Prima pagina Edizioni Sommario
montecamera5.jpg (12241 byte)

allegracombriccola_logo.gif (4713 byte)

   

 

 

Per inserzioni o scambi link si contatti la redazione