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N. 5 - Maggio 2007 |
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I vari interrogativi
- Quando sono venuta io quellultimo piano ospitava lalloggio delle suore, Dottore.
Il fatterello non è di poco conto; è lindice dellincertezza in cui si dibatte il "braccio armato" della Regione alla ricerca di una soluzione utile a racimolare denaro fresco per lattivazione del nuovo ospedale di Branca; vendere, ma si può vendere? Questo è il problema.
Dal 1919 ad oggi è passata molta acqua sotto i ponti e di molto è cambiata la società ed i suoi ordinamenti, ma i diritti precostituiti quali il diritto di proprietà sono restati integri, come sancito dalla Costituzione.
Dallattenta lettura dellatto di donazione emerge una serie di vincoli che furono apposti dal donatore ed una clausola risolutiva finale "in caso di inosservanza di dette condizioni ... la concessione non avrà più alcun valore ed il fabbricato nonché la farmacia dovranno ritornare alla famiglia Calai".
Il tacito assenso a tutte le variazioni intervenute dal 1980 ad oggi (per effetto della riforma sanitaria), da parte degli aventi causa per linviolato rispetto della volontà del donatore, può aver determinato lestinzione di una situazione di diritto?
Per esigenze di interesse pubblico le istituzioni normalmente procedono attraverso espropri ed indennizzi corrispondenti; ma, nel caso specifico, non cè stato alcun atto di esproprio o di indennizzo per cui che titolo ha la Regione per vendere al Comune o ad altro acquirente loggetto della donazione?
E fino a che punto è corretto che il Comune dovrebbe "ricomperare" dalla Regione beni che sono già di proprietà della popolazione gualdese per effetto della donazione?
Sono una serie di interrogativi che sottoponiamo ai lettori senza arrogarci titolo a fornire le relative risposte. |
Affare Calai
Easp ed Ospedale: un centro salute nel Calai
L'atto di donazione dell'Ospedale Calai
I vari interrogativi
Una considerazione sulla donazione
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