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N. 5 - Maggio 2007

Accademia dei Romiti

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E' il momento dell'energia fotovoltaica

Per l'eolico si attende di liberare

la Val di Pero dai svincoli SIC

 

Riccardo Serroni


15fotovolt0705.jpg (16988 byte)Il comune di Gualdo decide di dare un’accelerata sulla strada dell’energia alternativa puntando sull’opzione fotovoltaica. Un importante progetto sta prendendo il via per dotare di impianti fotovoltaici alcuni edifici pubblici: "Sarà un progetto molto importante- sottolinea l’assessore allo sviluppo economico Gilberto Garofoli- perché al comune non costerà nulla e, per di più, avremo i benefici di una bolletta dimezzata e degli introiti per l’affitto dei tetti.

 

Dai tetti degli edifici pubblici una energia

fotovltaica con prospettiva di notevoli risparmi

 

I tetti ritenuti idonei allo scopo da un apposito studio tecnico sono quelli del mattatoio, palazzetto dello sport, stadio comunale, Scuole Medie, Liceo Casimiri, pista ciclabile, edifici scolastici di San Pellegrino, Rigali e Caselle. Il progetto prevede un investimento complessivo di 900 mila euro. Si partirà con un impianto pilota. In base alla legge 381 del ’91 (che prevede un affidamento diretto per importi fino a 211 mila euro) esso verrà riservato ad una cooperativa sociale collegata con il Consorzio ABN, un soggetto ESCO (Economy Service Company) accreditato per l’effettuazione dell’intervento con un sistema di finanziamento autonomo. Il resto del progetto verrà affidato successivamente tramite asta pubblica. Non sono ancora stati individuati gli edifici del primo intervento.La convenzione per l’impianto avrà una durata di 30 anni e, come detto, avrà una duplice importanza: servirà da volano per altre iniziative analoghe anche da parte dei privati incentivando la cultura ed il ricorso all’energia alternativa e, almeno secondo le previsioni, si prefigurerà come una fonte di reddito (affitto dei tetti) e di risparmio (costi minori dell’energia elettrica) per l’amministrazione comunale.

 

Segna il passo, invece, il progetto del parco eolico previsto, sin dal 2004, sulla Val del Pero, tra M. Nero e M. Penna. Purtroppo è un’area SIC (Siti di Importanza Comunitaria), cioè compresa tra le zone destinate ad essere zone speciali di conservazione, quindi non utilizzabile allo scopo. C’è, però, una scappatoia che, nelle speranze degli amministratori, è praticabile: "Nei piani di gestione previsti dalla Comunità Montana- spiega Garofoli- abbiamo individuato un’area SIC nella zona del castagneto che ha un interesse naturalistico anche maggiore. Quindi contiamo di liberare il corridoio della Val del Pero dai vincoli SIC compensandolo con l’area del castagneto". Una specie di permuta, quindi. Complessivamente l’area SIC non verrebbe sminuita perché conterebbe sugli stessi ettari di terreno, anche se parzialmente dislocati in una zona diversa.

 

Il parco eolico prevede 14 genetarori in grado di produrre 4 megawat di energia elettrica, una quantità sufficiente a soddisfare le esigenze di due città come Gualdo e Gubbio messe insieme.

 

Cosa sono le aree S.I.C.

 

L’Italia ha dato attuazione alla Direttiva Habitat 92/43/CEE con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357, modificato con D.P.R. n. 12 marzo 2003, n. 120.

 

I siti di interesse comunitario (S.I.C.) sono cosa diversa dalle aree protette, dai parchi e dalle riserve. Essi traggono origine dal concettuale rilevante valore scientifico, naturale "tipico o biotipico" che un habitat naturale possiede, che va tutelato perché di interesse sovranazionale.

 

Non ha, dunque, rilevanza la estensione di un’area o la sua abituale flora e/o fauna, quanto piuttosto la tipicità o la rarità o se si vuole la peculiarità di una determinata specie animale o vegetale e/o paesistica che è degna di tutela perché di interesse sovranazionale.

 

Si vuole, in altri termine, salvaguardare ambienti, specie o ecosistemi caratteristici di particolari aree europee.

 

Partendo da tale principio e ponendosi detta finalità, i siti di interesse comunitario (S.I.C.) possono coincidere o meno con le aree dei parchi, delle riserve e così di seguito, già oggetto di tutela, ma ben possono essere più estese e quindi ricomprenderle così come possono allocarsi in nuovi siti.

Ambiente

 

 

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