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N. 5 - Maggio 2007

Accademia dei Romiti

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I nobili gualdesi


Più che di nobili veri e propri, Gualdo poté contare sui cosiddetti "nobili riflessi" cioè insigni personaggi gualdesi che avevano contratto matrimoni con donne della nobiltà umbra e marchigiana.

 

Un’eccezione però fu rappresentata dall’evento storico dell’elevazione di Gualdo al rango di città con la nuova denominazione di Gualdo Tadino al posto di Gualdo di Nocera.

 

Il documento in mio possesso, a firma del cardinale Antonio Gamberini, segretario per gli Affari di Stato Interni del Vaticano, è indirizzato al gonfaloniere di Gualdo Tadino Filippo Felice Paoletti e porta la data del 5 settembre 1833: "Mi riesce cosa consolatissima di annunciare a V. S. che la Santità di Nostro Signore Gregorio Papa XVI felicemente regnante, si è degnata nell’alta sua Clemenza di accogliere nel dì 2 settembre 1833 la supplica fatta a nome di codesta città, per cui si domandava, che essa non più di dicesse Gualdo di Nocera, ma bensì si denominasse Gualdo Tadino, in memoria dell’antichissima Tadinum che costì un tempo sorgeva. E nella certezza che V. S. saprà far aggradire a codesta Cittadinanza nel suo più largo aspetto questo nuovo tratto di Sovrana amorevolezza, mi dico con sincera stima di V. S.".

 

Quattro anni dopo, proprio in relazione a questo storico cambiamento, la comunità gualdese inoltrava domanda alla Deputazione Araldica affinché vengano assegnati i titoli nobiliari ad alcune famiglie locali.

 

La Segreteria per gli Affari di Stato Interni comunicò il 2 gennaio 1837 l’elenco dei soggetti che potevano fregiarsi del titolo nobiliare: Don Giuseppe (Paolo) Ginocchietti, abate generale dei Silvestrini; avv. Ferdinando Montani, governatore di Gualdo Tadino; Filippo Felice Paoletti, gonfaloniere; Deodato Angeletti; Francesco Calai Marioni; avvocato Antonio Cajani e fratelli; Clemente Colini; Felice Coppari; Orazio Coppari; conte Giuseppe Fabbri Stelluti Scala; Emiliano Giorenghi; Luigi Granella; Luigi Mattioli Benvenuti, giudice del tribunale di Appello di Macerata; Andrea, Giuseppe Maria, Pompeo e Orazio Mattioli; Niccola Maggi; Giovanni Battista Ovidi; Nicola Panunzi; Luigi Pignani; avvocato Damaso Premoli; Giovanni Battista e Antonio Premoli; Vincenzo Ribacchi e fratelli; Francesco Salvatori Ceccarelli; Girolamo Santarelli; Pietro e Luigi Sensi; Alessandro Sinibaldi; Giovanni Battista Tini; conte Benedetto Valenti; Luigi e Giuseppe Vagni; Girolamo Zuccari Durante.

 

Daniele Amoni

 

La storia

 

 

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