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N. 5 - Maggio 2007 |
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Meteo & Co. Rubrica di meteoclimatologia a cura di Pierluigi Gioia L'aprile più arido a memoria d'uomo La tendenza dell'ultimo semestre è confermata: clima caldo e arido. Serve assolutamente una primavera piovosa per ristabilire l'equilibrio. Il mese di aprile, come tutti si sono accorti, non ha smentito quella che è da oltre un semestre la tendenza tipica di questa fase climatica: laridità e il caldo. Probabilmente di questo fatto non ci siamo accorti più di tanto o, se anche ci è parso un po strano, non ce ne siamo dispiaciuti troppo. Del resto, un mese primaverile completamente assolato, con temperature da maggio (e oltre!), con solamente un giorno vero e proprio di pioggia, non può che far piacere. Erano anni che non si vedeva una Pasqua così radiosa; erano anni che la processione del Venerdì santo non veniva o avversata dalle condizioni atmosferiche o bersagliata da un vento freddo di tramontana, che mal si accoppia con le tuniche leggere dei figuranti. Erano anche anni che non si poteva tuffarsi in Adriatico già a metà aprile e senza troppi brividi, con una temperatura delle acqua già prossima, se non superiore, ai 20°C. Tutto questo, insomma, ci è piaciuto: inutile negarlo.
Un conto è lideale ...
Eppure aprile non dovrebbe essere così. Aprile è il mese primaverile per eccellenza: come dice il proverbio, Marzo abbozza e aprile squaderna. E il mese della variabilità del tempo, dei temporali pomeridiani, dellinstabilità; delle belle mattinate radiose che finiscono in pomeriggi turbolenti. E il terzo mese più piovoso dellanno, dopo novembre e dicembre, tanto a confermare che il nostro clima ha proprio nelle stagioni intermedie quelle più ricche di precipitazioni. In questo mese, a Gualdo Tadino, normalmente cadono 110 mm di pioggia, un decimo di quella che cade in un anno. Una pioggia, tra laltro, preziosissima perché coincide con il momento di più rapido sviluppo della vegetazione, che richiede una costante umidità ma anche una frequente presenza del sole, con temperature non troppo elevate per evitare la rapida disidratazione dei germogli appena nati. Aprile è, dunque, il mese ideale in questo senso, tantè che la saggezza popolare insegna che ad Aprile, ogni goccia un barile, sia indicando che ogni pioggia è uno scroscio dacqua sia suggerendo che ogni goccia è preziosa come se fosse un barile.
... un altro il reale!
Ebbene, di tutto questo ad aprile non è successo praticamente nulla. Solo 19,5 mm di pioggia ad aprile sono unautentica miseria e non fanno altro che aggravare il deficit idrico degli ultimi sette mesi, ormai arrivato a valori attorno al 40%. Si tratta, visti i valori storici a nostra disposizione (che sono parziali per le nostre zone), dellaprile più arido da almeno un secolo. A memoria duomo non se ne ricordano altri così. E noi stiamo bene in confronto ad altre zone dItalia! Al nord, ad esempio, la situazione è quasi ai livelli di guardia, anche se non è solo la mancanza di piogge primaverili a mettere a rischio i fiumi, perché a ridurre progressivamente la loro portata dacqua è anche e soprattutto il ridotto apporto dacqua di fusione dai ghiacciai alpini, molti dei quali sono ormai ridotti ad un terzo di quelli che erano appena quarantanni fa e quindi lacqua di fusione primaverile-estiva è, proporzionalmente minore. Nelle nostre zone, mancando i ghiacciai, non esistono più neppure i nevai che solitamente alimentavano sin verso maggio le falde idriche sotterranee. Fino ad ora le sorgenti non sembrano soffrire più di tanto questa situazione, visto che i nostri sistemi idrici sotterranei sono molto efficienti; tuttavia, la situazione, perdurando la siccità, peggiorerà rapidamente.
Aggiungiamo il caldo
Anche perché alla siccità va aggiunto il caldo. Le temperature (come si vede dalla tabella) sono risultate mediamente 2°C superiori alla norma ma, mentre le minime non se ne discostano un granché, le massime diurne sono, fatte le medie, quasi 4°C più alte del normale. In certi giorni la temperatura ha sfiorato i 26°C nulla in confronto ai 31°C raggiunti nella Valle Umbra, ma sempre un valore atipico per questo periodo, dove si devono avere 16-17°C di media e 20°C al massimo. Temperature più alte significano maggiore perdita di acqua dal terreno, per evaporazione, e dalle foglie delle piante, per traspirazione; alla fine il tutto si traduce in una maggiore dispersione di acqua in atmosfera a danno dei nostri... rubinetti. E in una minore crescita della vegetazione con evidenti e comprensibili danni allagricoltura. Ci potremmo consolare col fatto che si tratta di unanomalia passeggera, che non troveremo più nei prossimi anni. Auguriamoci, però, che già dal mese di maggio le cose cambino.
Pierluigi Gioia
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