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N. 6 - Giugno 2007 |
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Il conservatore illuminato
di Gianni Pasquarelli Mi chiedo perché in Italia nessuno si sognerebbe di battezzare un partito, un movimento o un circolo ricreativo con laggettivo "conservatore". Che è il contrario di ciò che avviene nei paesi di tradizione anglosassone: Stati Uniti, Gran Bretagna, Australia, Canada, Nuova Zelanda. Perché? Ma perché da noi la sinistra, specie quella antagonista, è riuscita durante i decenni della predicazione marxista a ficcare in testa alla gente che "conservatore" sia sinonimo di un Tizio che non voglia cambiare nulla, che difenda privilegi e alimenti ingiustizia sociale, che non senta il pungolo del rinnovare e del progredire. Quella predicazione tuttora continua a galvanizzare una fetta dellelettorato di sinistra, nonostante che il marxismo sia oggi un dignitoso reperto di biblioteca.
A rendersene conto non ci vuol molto. E difficile pensare che il passato di un paese, di una politica, di una religione o di una filosofia sia tutto da gettare nel cestino della carta straccia. Che un sistema omogeneo di valori qual è (poniamo) "Dio, Patria, Famiglia", riposto nel dimenticatoio per alcuni decenni e oggi riesumato da coloro che ve lo avevano collocato, sia patrimonio da buttar via. Che se a quel sistema si aggiungessero Onestà, Fratellanza, Umanità e Solidarietà, sia unaggiunta dannosa. E, infine, che un partito o un club o un movimento il quale si definisca "conservatore" perché quel patrimonio di valori non caduchi voglia conservare, vi sia da ridire o criticare o demonizzare.
Conservare del passato ciò che merita di esserlo, non significa rinunciare a svecchiare, innovare, riformare. Fu un aristocratico conservatore tedesco, Bismarck, a inventare le pensioni di anzianità nel penultimo decennio dellOttocento; fu il figlio di un duca inglese, Winston Churchill, a concepire nel 1911 lassistenza pubblica contro la disoccupazione; fu un presidente americano di origine patrizia, Franklin Roosevelt, a ideare lintervento pubblico in economia con il New Deal. Non è un caso che nel mondo anglosassone il "conservatore" sia un Tizio che apprezza e difende quanto del passato meriti di essere apprezzato e difeso, ma che sia pure disponibile a riformare quanto del passato vada riformato. La politica della conservatrice signora Thatcher in Gran Bretagna fra 1979 e 1990, fu assai più riformatrice di quanto fosse stata quella dei suoi predecessori laburisti.
Per altro verso, non si può affermare che il progresso tecnologico sia sempre progresso vero, che linnovazione rispetto al passato sia sempre pagante, che unideologia spacciata per avveniristica sia sempre una medicina efficace. E' vero che lintroduzione delle macchine nel processo di produzione ha consentito di accrescere il reddito con minore fatica del lavoratore, ma essa ha pure robotizzato la sua prestazione, una prestazione per lo più anonima e spersonalizzante, sganciata dalla conoscenza del prodotto finale, declassata a merce come il prezzo della materia prima. Viviamo lincremento vertiginoso del Pil (Prodotto interno lordo) come un traguardo da raggiungere costi quel che costi, come cartina al tornasole per giudicare la bontà dellazione di un governo, lutilità di una legge, la bravura di un ministro. Eppoi ci ritroviamo alle prese con un pianeta che si sta ammalando, e che per curarlo occorrerebbe crescita più lenta e impiego di energia pulita, rinnovabile, non inquinante. Leconomia a "crescita zero" è la proposta di "pensatori" autorevoli e simpaticamente utopistici che alimenta la disputa sulla sopravvivenza del globo che ci ospita da milioni di anni. Per non parlare di ideologie bugiarde. Avreste pronosticato alla fine degli anni Trenta del secolo scorso che il comunismo sovietico e il nazismo hitleriano sarebbero andati a parare, rispettivamente, nei "gulag" e nei "lager"? O che gli ex-comunisti italiani in buona fede cavalchino oggi la liberalizzazione che è lesatto contrario della nazionalizzazione da loro tanto sbandierata soltanto pochi lustri addietro?
Ultima riflessione su altro versante. Oggi la durata media dei matrimoni in Italia supera di poco i 4 anni, la convivenza fra due persone non sposate è in costante aumento, il consumo di cocaina è svettante, il sesso facile e mercificato è pratica quotidiana e contagiante. Preoccupa non soltanto che questi fenomeni feriscano valori autentici, impallidiscano tradizioni, sfilaccino il tessuto connettivo della società e ne sbriciolino il cemento solidaristico, insomma stravolgano nel profondo lidentità del Paese.
Preoccupa, ancora di più, che la collettività o limmaginario collettivo interpretino tutto questo non come una moda passeggera ma come un comportamento irreversibile del modo di vivere contemporaneo; e che condannino con spocchia ultimativa il "conservatore illuminato" che sappia innovare ciò che va svecchiato e difendere del passato ciò che vale e ancora serve.
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