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N. 6 - Giugno 2007

Accademia dei Romiti

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In futuro si donerà il sangue a Branca


E’ una domanda che in molti si sono posti. Con l’apertura del nuovo ospedale di Branca, i donatori di Gualdo Tadino continueranno a donare il sangue a Gualdo o dovranno recarsi a Branca? E’ già tutto predisposto: i donatori dovranno recarsi a Branca dove ci sarà una "Unità di raccolta" unica per le sezioni dell’eugubino gualdese. Perché questa scelta?

 

"E’ una scelta obbligata e logica - ci spiega il presidente della sezionedi Gualdo Bruno Comodi - La donazione del sangue implica la necessità di un’analisi preventiva e di minime condizioni di sicurezza che soltanto la presenza di una struttura ospedaliera può garantire. Noi siamo già stati coinvolti nell’organizzazione dell’Unità di raccolta a Branca. Avrà tre lettini, tre infermieri e tre medici (di cui uno responsabile del servizio) che si alterneranno nell’arco della giornata, una sala ristoro, una sala visite. Abbiamo fatto diversi incontri e diversi sopralluoghi e devo dire che le nostre proposte sono state ascoltate. Su nostri suggerimenti sono state apportate delle modifiche".

 

Tutti i donatori dell’eugubino gualdese, quindi, confluiranno a Branca?

 

"Sì, complessivamente l’Unità di raccolta a Branca può assicurare 12 donazioni al giorno".

 

Il dubbio che, a questo punto, sorge spontaneo è questo: non c’è il rischio che, dovendo andare a Branca a donare al sangue, i donatori gualdesi non accettino serenamente questa nuova realtà ed il numero di donatori possa diminuire? Bruno Comodi allarga le braccia e fa gli scongiuri: "Credo di no. Abbiamo già spiegato ai nostri donatori questa nuova realtà che ci troveremo di fronte. Mi auguro che non ci siano contraccolpi negativi. Se ci dovessero essere affronteremo il problema e valuteremo l’opportunità o meno di operare scelte diverse".

 

Ci sarà soltanto il disagio di prendere la macchina e recarsi a Branca. Altre valutazioni, chi dona il sangue, non le farà di sicuro perché la donazione è un atto di solidarietà universale. Una delle condizioni indispensabili nel donare il sangue è l’anonimato. Chiunque ne benefici sarà una vita umana ad essere salvata. Discorsi campanilistici con l’Avis e nell’Avis non hanno asilo. Per questo siamo convinti che contraccolpi negativi non ci saranno.

Cronaca

 

L'Avis cresce ma non è ancora sufficiente

 

 

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