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N. 6 - Giugno 2007 |
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"Il mio vicolo è il Vicolo della Mattonata. E' subito sotto la piazza adiacente il comune. E' uno dei più belli della città: una serie di archi, uno diverso dallaltro, laccompagna nel suo percorso. E' popolato da ragazzi di diversa età: bevono, fumano, dicono parolacce, fanno lamore: si divertono un mondo. Mai un genitore, o un vigile urbano, a disturbarli. Ho visto anche degli stranieri litigare in modo violento. Il vicolo è sporco, topi, escrementi di piccioni, a volte bisogna saltellare tra chiazze di vomito e laghi di urina: una fogna a cielo aperto. Spesso la luce non funziona, ma questo è un bene perché facilita gli incontri. Il mio vicolo è lanima della mia città". "La libertà ha dei limiti che la garantiscono" Ruggero Luzi Anche se i lavori in corso nel vicolo hanno rimosso temporaneamente leloquente immagine offerta dallo scritto riportato, la stessa si ripropone tuttavia per tutte le altre viuzze e gli anditi reconditi del centro storico, con possibili fenomeni che lo scritto lascia solo immaginare: una immagine di degrado e spesso di abbandono tuttaltro che qualificanti. Un problema che, oltre che nei vicoli della città vecchia, si ripropone anche nella città nuova: per rendersene conto basta transitare per le scalinate e gli androni del complesso edilizio che circonda la Piazza Beato Angelo, nel quale sono state trasferite gran parte delle attività del centro. La gente subisce, tace, protesta a volte come può, e con gli strumenti di cui è capace: noi raccogliamo le proteste e le giriamo a chi di dovere, ma tale è lassuefazione a questa normalità che non alimentiamo illusioni sullesito. |
Zibaldone
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