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N. 6 - Giugno 2007 |
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Le foto della memoria Quando apparve l'organizzazione dei Coltivatori Diretti Alla fine degli anni 50 del "900, per iniziativa del piemontese on. Paolo Bonomi, apparve sugli scenari nazionali la nuova organizzazione dei "Coltivatori Diretti", trasformando un popolo di agricoltori senza diritti sociali in forza politica organizzata e conseguì due traguardi che sembravano utopia: la Cassa Mutua nel 1957 e la pensione nel 1958.
La nuova associazione si diffuse rapidamente in tutta Italia ed anche a Gualdo Tadino se ne costituì nel 1956 una sezione che aveva sede in via F.Storelli n.2, nellandrone del palazzo Boccolini attualmente occupato dal negozio di generi alimentari "Giona", su iniziativa di Mario Giovagnoli, cui nel 1957 successe Valerio Anderlini.
Erano anni di grande partecipazione; la sezione nel 1958 superò i 500 iscritti e fu premiata lanno seguente come la migliore della provincia in un grande convegno presso il teatro dei Salesiani, gremito in ogni ordine di posti.
Nella foto un momento della manifestazione: da sinistra il Dr Bertinotti, dirigente del Consorzio Agrario, Guglielmo Mezzetti, direttore provinciale dellAssociazione, lon. Franco Maria Malfatti, Sante Santucci, segretario di zona di Foligno, e Valerio Anderlini; al microfono il presidente della Federazione provinciale Elio Pirami.
La forza organizzativa della sezione si reggeva su una rete di fiduciari nelle varie località del comune (Amilcare Brunetti (centro), Pietro Giovagnoli (Rigali), Primo Scapeccia (Corcia), Dino Marianelli (Croce Canale), Angelo Allegrucci (Rasina), Felice Ginocchietti (Casone-Roveto), Primo Rosi (Busche-San Lorenzo), Sante Sorbelli (Morano), Alfredo Matteucci (Grello), Gino Moriconi (Pieve di Compresseto), Luigi Biagoli (Poggio), Silvio Vinciotti (Piagge), Eligio Mariani (Cerqueto-Palazzo Coccoli), Primo Astolfi (San Pellegrino), Aurelio Passeri (Caparra), Giuseppe Manci (Crocicchio), Domenico Anderlini (Palazzo Mancinelli), Ruggero Crocetti (Vaccara), Francesco Bassetti (Casale), alla cui dedizione va un doveroso e grato ricordo. |
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