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N. 7 - Luglio 2007 |
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Altrimondi Rubrica di cultura e attualità a cura di Alessandra Artedia Un altro mondo è possibile: se c'è la musica è migliore, non solo diverso Se nella nostra città ci fosse la coscienza dellimportanza della musica per lintera collettività, forse la Scuola di musica "Raffaele Casimiri" sarebbe ancora aperta. Purtroppo, come sempre accade in questi casi, ci si accorge dellimportanza di una istituzione solo quando questa viene irrimediabilmente meno.
La necessità di avere una Scuola di musica in città ha potuto trovare la sua risposta grazie alliniziativa privata e alla riattivazione della stessa per mezzo dellAssociazione "Amici della Musica", che ha presentato un interessante progetto per riaprire e riqualificare la Scuola comunale di Musica "Raffaele Casimiri".
Punto focale del progetto è senza dubbio la funzione sociale e antropologica della musica stessa, presente in ogni momento importante della vita delluomo, nelle feste e poi nei momenti di lutto. Gioia e dolore che trovano il loro luogo migliore di espressione nel linguaggio universale della musica, poiché questa, attraverso il silenzio dellascolto, è lunica arte in grado di esprimere le sfumature e dellumore e di distendere le pieghe più recondite dellanimo umano, riconducendo luomo in una sorta di beatitudine primordiale. Simbolicamente parlando, il tema della musica, della melodia è una sorta di regressione verso le aspirazioni più recondite della psiche, un mezzo per esorcizzare e riabilitare attraverso una sorta di eufemizzazione della sostanza stessa del tempo.
Nel romanticismo tedesco, la musica, e, nello specifico, la sua soavità, ricopriva unimportanza fondamentale, poiché si riteneva che questa fosse un doppione dellesistenza stessa, assimilabile allesperienza del sogno.In particolare lesperienza musicale descritta da Ludwig Tieck (uno dei maggiori rappresentanti, -se non liniziatore- del romanticismo in Germania ndr) nellopera Fantasie sullarte è considerata come un miracolo in grado di toccare le nostre corde più segrete, mentre in Novalis si evidenzia la dimensione del ricordo attraverso la musica, molto affine al momento dellintuizione bergsoniana.
La musica è cura di se stessi, è imparare ad amare se stessi e quindi il mondo, è terapia per superare i disagi umani attraverso lapprendimento della percezione del sé, grazie allascolto e alla riproduzione dei suoni con la voce e / o con gli strumenti.
Tuttavia, nella nostra città e nel nostro Bel Paese è ancora troppo bassa la considerazione popolare nei confronti della musica e soprattutto delleducazione musicale. Troppo spesso studiare musica è considerato - molto a torto - "una mera perdita di tempo e denaro" e si preferisce piuttosto "parcheggiare" i ragazzi o di "autoparcheggiarsi" davanti ad un video gioco, ad un pc collegato ad internet o ancor peggio, davanti alla TV. Di certo non si ha intenzione in questa sede di demonizzare senza appello alcuno dei media appena citati ma si intende piuttosto sottolineare lesistenza di tipologie educative alternative, quali appunto una valida educazione musicale. In questo i Paesi del nord Europa sono davvero maestri e da loro si dovrebbe prendere esempio, copiando talvolta qualcosa di diverso dal pur gustoso hamburger.
In Germania e in Scandinavia ad esempio, i genitori tendono a riempire le giornate dei loro ragazzi con lo sport e soprattutto con la musica. In ogni città, anche piccola, è possibile riscontrare una scuola di musica e una banda musicale, poiché si è fermamente convinti che la musica sia tutto, tranne che una perdita di tempo.
Come si spendono soldi su soldi per estetisti e palestre per soddisfare il forse troppo diffuso edonismo estetico ed esteriorizzante della società contemporanea, si dovrebbe a maggior ragione, trovare il tempo da dedicare alla palestra dellanima: leducazione musicale, in grado di cambiare radicalmente le persone e soprattutto di cambiarle in meglio. Ed è questo lintento della neo rifondata Scuola di musica: diffondere la concezione dellimportanza delleducazione alla musica come una tappa fondamentale per la crescita umana e culturale dellindividuo.
Alessandra Artedia |
Costume e società
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