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N. 7 - Luglio 2007

Accademia dei Romiti

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A proposito di Boschetto ... e di un certo clima

Siamo alla gogna?

 

Riccardo Serroni


Me l’ha riferito più di una persona, quindi non c’è stata una cattiva interpretazione. Nell’assemblea di Boschetto di domenica 24 giugno Simona Vitali, sul banco degli organizzatori (quindi, desumo, parte integrante del Comitato per la difesa del Rio Fergia), ha preso ad un certo punto la parola ed ha sparato a zero contro alcune persone (anche contro alcuni giornalisti) chiamandole per nome. Colpevoli di che? Di non essere lì ad ascoltare lei ed i suoi amici: "Dov’è questo, dov’è quest’altro ... dov’è Serroni, perché non è venuto? Dove sono i Gualdesi? Perché non sono venuti?" ha sbraitato più o meno con un livore degno d’altri tempi.

 

Insomma, siamo alla gogna. Ci manca soltanto che ci attacchino un cartello addosso con su scritto "Questi non sono con noi del Rio Fergia!". Perché siamo a questo punto: chi non è apertamente schierato con loro e con le loro posizioni è un appestato o servo del potere.

 

Potrei chiudere qui perché certe posizioni si commentano da sole, ma credo che valga la pena allargare un po’ il discorso.

 

Io sono un libero cittadino e la domenica la passo dove mi pare e come mi pare senza dovere renderne conto a Simona Vitali o chi per lei.

 

Io sono un libero cittadino ed ho il diritto di schierarmi o non schierarmi apertamente su certe questioni senza dover renderne conto al Comitato per la difesa del Rio Fergia.

 

C’è un’aria, in questa città, che sta diventando irrespirabile. Ognuno prende il proprio bazuka e spara a zero senza tanti riguardi. Non è esente, purtroppo, dalle responsabilità verso la situazione che si è creata il mondo della politica. La guerra fratricida dentro i Ds alimenta tutto un sottofondo di risentimenti, anche personali. Vecchie ruggini tra i vari protagonisti (del mondo della politica e dell’informazione) anziché essere smussate vengono alimentate da ambo le parti con un livore che rasenta il limite dell’odio personale.

 

Io sono, per natura, un moderato, convinto che in ogni situazione il dialogo e la ricerca del punto di equilibrio sia possibile. Non mi ci ritrovo in un clima di guerra fratricida e non voglio viverci in mezzo. Se dovesse perdurare mi tirerei elegantemente indietro dal campo di battaglia.

 

Evidentemente quello che farò io, però, non interesserà, giustamente, nessuno. Ma da qui alle elezioni amministrative in questo comune mancano ancora diversi mesi. Se non cambieranno certi atteggiamenti (dall’una e dall’altra parte) il livello della colonnina di mercurio della conflittualità interna a questa città salirà a livelli vertiginosi e pericolosi, negativi soprattutto per la nostra comunità.

 

Questa è una città che ha molti problemi da risolvere. E, pur nel rispetto delle rispettive specificità, i "no" a prescindere ed i "sì" a prescindere serviranno soltanto ad aumentare i veleni ed a rendere più difficile la soluzione degli stessi. C’è una frase che nella relazione di Veltroni mi è piaciuta particolarmente: "La politica non è una passeggiata solitaria, è un viaggio collettivo, in allegria. Ma senza la politica ci sono le scorrerie e le corporazioni". E’ un messagggio che tutti dovremmo incorniciare e mettere in bella vista sulla nostra scrivania: i politici e chi, con la politica, si deve confrontare.

Costume e società

 

 

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