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N. 7 - Luglio 2007

Accademia dei Romiti

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L'ICI, al centro delle contestazioni


La stampa del nostro ultimo numero è coincisa con l’arrivo ai contribuenti di una pioggia (si parla di oltre tremila) di lettere di notifica inviate dal Comune, primo atto di esecuzione del Piano Regolatore di recente adozione; l’arrivo di tali lettere alla scadenza dei termini per il pagamento dell’acconto ICI ha messo in subbuglio l’intero comune tanto che a centinaia i cittadini si sono riversati all’Ufficio Tributi per chiedere informazioni e manifestare più o meno urbanamente il proprio dissenso per gli effetti di un PRG che, per come si è tentato di applicarlo, più che uno strumento di politica urbanistica assume i connotati di uno strumento di politica fiscale, allo scopo di risanare le finanze del comune a scapito dei cittadini in un momento già segnato da sufficienti motivi di restrizioni economiche, seguendo il richiamo ancestrale che "la proprietà è un furto", cosa sulla quale ovviamente non concordano i "tanti" lavoratori, diventati "proprietari" come frutto di una vita di sacrifici e privazioni.

 

Accanto agli errori eclatanti di notifica a soggetti da anni non più proprietari di determinate aree, a quelli relativi ad aree ormai edificate da almeno un trentennio, o ad altri per i quali è stato indicato un valore pressoché doppio rispetto a quello accertato dagli organi tributari dello Stato, sono stati classificati "area fabbricabile" i numerosi microappezzamenti all’interno di aree urbanizzate nell’ultimo cinquantennio di espansione edilizia in carenza di strumenti urbanistici, diventati strade a tutti gli effetti; un altro motivo di discussione è poi l’attribuzione dei valori sulla scorta di una "zonizzazione" operata con atto del Consiglio Comunale, che si è arrogato il diritto di stabilire i valori delle aree, mentre "parte autorevole della dottrina sostiene la nullità di tali atti ... sulla scorta della considerazione che il D.Lgs n.504/92 - istitutivo dell’ICI - che come criterio per la determinazione della base imponibile delle aree edificabili impone unicamente di considerare il valore venale in comune commercio; ... quindi ciascun’area sarà sempre soggetta ad ICI sulla base di un proprio ed individuale valore ..."; eloquente al riguardo appare il parere di un esperto, ripreso da Internet "Forum ICI": "cospicuo numero di ricorsi in tema di valore delle aree edificabili persi dai Comuni che fondavano la pretesa tributaria sulla base di deliberazioni di fissazione del valore per zone omogenee anziché su caratteristiche proprie dell’area oggetto di accertamento"; per non dire, poi, di terreni valutati 2-3 Euro ai fini di esproprio e che, ai fini dell’imponibile ICI, sono classificati di valore sette volte superiore; infine si sono aggiunte, come ultimo motivo di confusione, le istruzioni della SORIT inviate a tutti i contribuenti, in cui si indicano come soggetti ad imposta anche i terreni agricoli, senza tener conto che tale norma non opera nei comuni classificati montani come Gualdo Tadino.

 

Insomma tanti sono stati i motivi di confusione.

 

Dopo un tentativo di difesa iniziale gli stessi addetti, in certi casi, hanno lasciato trapelare che "forse non c’era stata sufficiente chiarezza nell’applicazione della normativa", invitando "a non tener conto del contenuto della lettera" perché sarebbero seguiti delucidazioni e accertamenti ulteriori.

 

E su quest’ultima linea si è attestato anche il sindaco in un’apposita conferenza stampa che ha organizzato sull’argomento ..., ma ormai era troppo tardi e la questione è destinata a provocare ulteriori strascichi.

 

(v.a.)

Cronaca

 

Questine ICI: "Il momento giusto per mettere a posto le proprietà"

 

 

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