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N. 7 - Luglio 2007

Accademia dei Romiti

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Questione ICI

"Il momento giusto per mettere a posto le proprietà"

L'assessore all'urbanistica e vicesindaco spiega le ragioni che hanno indotto l'amministrazione comunale ad inviare 3 mila comunicazioni ai cittadini

 

Riccardo Serroni


05lcappelletti0707.jpg (15371 byte)Gente che si è allarmata, si è arrabbiata, si è sorpresa. Tante discussioni nei bar, nei luoghi di lavoro, nelle piazze. Articoli sui giornali e, finalmente, una conferenza stampa chiarificatrice. Con l’ICI sui terreni edificabili abbiamo rivissuto pari pari la vicenda della comunicazione del comune sull’agibilità delle abitazioni. Tutti che si precipitano, si allarmano fino a che si inquadra bene il problema ed ognuno sceglie la propria strada.

 

In questa intervista l’assessore all’urbanistica spiega le ragioni della scelta dell’amministrazione comunale e chiarisce alcuni aspetti del problema della edificabilità dei terreni e del relativo pagamento dell’ICI.

 

Perché avete percorso questa strada?

 

"Noi abbiamo inviato comunicazioni, non ingiunzioni di pagamento. Con l’approvazione del Piano Regolatore Generale entrato in vigore il 24 gennaio, sono cambiate le destinazioni d’uso dei terreni diventati edificabili. Era, quindi, nostro obbligo comunicare ai cittadini che era avvenuto questo cambiamento in modo che potessero mettersi in regola ai fini del pagamento dell’ICI. I valori sono stati valutati partendo dal listino prezzi regionali e confrontandoli con quelli dei comuni vicini. Questi valori sono stati portati in consiglio comunale e approvati in sede di deliberazione del bilancio".

 

"I valori deliberati in consiglio comunale"

 

Secondo alcuni avete attribuito un valore eccessivo ai terreni:

 

"Non sono prezzi alti. Abbiamo stabilito il 7 per mille perhé la nostra scelta è stata quella di applicare un’aliquota che venisse incontro alle persone in difficoltà. Abbiamo elevato lo sgravio per la prima casa da 104 a 130 euro, abbiamo applicato una tassazione più bassa sulla prima casa, abbiamo applicato una tassazione più bassa per gli ultrasessantacinquenni e per chi aveva disabilità in casa. Il terreno edificabile è un patrimonio. Chi paga più di 300-400 euro, considerato che l’aliquota è il 7 per mille, vuol dire che ha un valore patrimoniale elevato"

 

Risultano, però, dei casi in cui l’ICI sembra davvero eccessiva. Mi è stato riferito il caso di un terreno edificabile di 1300 mq circa su cui il proprietario deve pagare circa 900 euro; dovrebbe vendere quel terreno a 120 mila euro circa. Una valutazione che sembra fuori mercato:

 

"Nell’individuazione dei valori dei terreni edificabili abbiamo stabilito delle fasce perché ci sono situazioni in cui i terreni valgono di più e vengono venduti a prezzi più alti: per l’esposizione, per la collocazione, per la vicinanza dei servizi, per la facilità di accesso alla strada ... Un terreno sopra la Flaminia, nella zona delle Stradelle, non ha lo stesso valore di un appezzamento in una zona di espansione dove è prevista l’edilizia popolare. Tanto è vero che i prezzi di mercato sono questi, non ce li siamo inventati. Ci siamo avvalsi dei listini prezzi esistenti. Abbiamo anche consultato l’Agenzia delle entrate e abbiamo avuto la conferma della validità del sistema adottato".

 

In conferenza stampa, però, avete detto che può esistere qualche caso da verificare:

 

"Ci possono essere errori sulla individuazione dei terreni perché c’è stato uno scollamento tra cartina catastale e Piano Regolatore. Per esempio alcune parti di terreno che di fatto sono pertinenze di abitazioni non erano state dichiarate tali. Un terreno non può non essere niente: o è agricolo, o è pertinenza di un’abitazione, o è edificabile. I valori attribuiti ai terreni edificabili sono quelli stabiliti e possono esistere casi in cui un terreno è stato reso edificabile in un comparto ed alla verifica dei fatti risulta impossibile edificarci. Ma sono situazioni limitate. Non esiste che qualcuno paga regolarmente e qualcun altro che viene a contrattare ha il prezzo ridotto. Le valutazioni sono state approvate dal consiglio comunale, non ce le siamo inventate noi . Quando esistono dei casi particolari il proprietario mi deve dimostrare che quel terreno, pur essendo stato individuato come edificabile, ha delle difficoltà oggettive ad essere utilizzato come tale".

 

Alcuni fanno questa osservazione: il comune ha affidato ad un privato questo lavoro e il privato, guadagnando a percentuale, ha l’interesse a stare dalla parte del committente piuttosto che dalla parte del cittadino:

 

"Prima di tutto bisogna far capire che il comune non è un’entità astratta, ma siamo tutti noi. Con i soldi che il comune incassa vengono realizzate le opere e vengono garantiti i servizi per i cittadini.

 

Il comune ha l’obbligo di riscuotere le tasse e, quindi, di fare le verifiche perché tutti vengano trattati equamente e vengano messi nelle condizioni di pagare quanto devono. Il comune non ha un atteggiamento vessatorio nei confronti dei cittadini, è sbagliato creare questa contrapposizione. Vogliamo soltanto che tutti paghino quanto dovuto. L’utilizzo di agenzie esterne è un sistema utilizzato da molti comuni. I nostri uffici non erano nelle condizioni di effettuare 3 mila comunicazioni nel giro di due mesi. Destinare l’ufficio urbanistica o l’ufficio tributi a svolgere questo lavoro avrebbe significato bloccare tutto il resto. Tanto è vero che queste agenzie esterne non si limitano a spedire le lettere ma stanno a disposizione dei cittadini in sala consiliare per due giorni alla settimana, spesso anche fino alle 9 di sera, per ascoltarli e verificare le loro situazioni".

 

Si è ricreata la stessa situazione di quando invitaste i cittadini a mettersi in regola sulle abitabilità:

 

"L’amministrazione ha dei doveri verso i cittadini. Allora l’amministrazione informò i cittadini sulla necessità di regolarizzare l’abitabilità delle case dicendo che sarebbe venuta loro incontro applicando il minimo delle sanzioni previste. Lo abbiamo fatto sapendo che un cittadino, non avendo l’agibilità, se deve vendere casa, se deve fare dei passaggi di proprietà, può trovarsi in grosse difficoltà. E siccome le leggi cambiano si può verificare il fatto che oggi puoi avere l’agibilità a certe condizioni; domani quelle condizioni potrebbero non essere più sufficienti per ottenerla perché è cambiata la legge sulla dispersione del calore, sui fumi e così via e, se non hai provveduto, potresti essere costretto a effettuare ulteriori interventi anche costosi. Quindi mettersi in regola non significa far contento il comune ma fare gli interessi propri, per non avere problemi dopo".

 

"Chi ha pagato e non doveva può riavere i soldi"

 

C’è chi ha un terreno edificabile talmente piccolo che non ci può edificare niente. Perché deve pagare?

 

"Può succedere che all’interno di un comparto edificatorio ci siano terreni di più proprietari che singolarmente, con 200-300 mq , non abbiano una superficie sufficiente per edificare. In tal caso il proprietario può venderlo ai confinanti o può acquistarne un’altra quantità per avere la superficie sufficiente per edificare. Comunque devono pagare anche per quei 200-300 mq".

 

Molte delle lamentele sono arrivate da cittadini per pochi metri, in gran parte di pertinenze. Qualcuno dice che se aveste eliminato dagli accertamenti i terreni al di sotto di una certa superficie (sotto i 10, 20 o 30 mq) ci sarebbero stati meno cittadini allarmati:

 

"Ritorno al concetto iniziale. Noi abbiamo inviato delle comunicazioni, non delle cartelle da pagare. E abbiamo anche detto che c’è un anno intero per sistemare tutto. Quando si fa una cosa per la prima volta ci possono essere errori. Ma se ci sono problemi, si verificano e può darsi che una volta verificato si accerta che la persona interessata non ha nulla da pagare. E se qualcuno avesse pagato anche se non avrebbe dovuto, i soldi gli verrebbero restituiti. I cittadini dovrebbero vedere questa opportunità in positivo per sistemare le pendenze, gli accatastamenti, le pertinenze in modo che dall’anno prossimo si va in automatico. Questo anche per evitare che un cittradino che non si è messo in regola possa subire un accertamento fra tre o quattro anni e sia costretto a pagare un sacco di soldi per more ed interessi".

 

Un’ultima osservazione riguarda la comunicazione: non è mancato qualcosa sul piano dell’informazione ai cittadini?

 

"L’informazione non è mai eccessiva anche se devo riconoscere che non è facile. Noi ne abbiamo parlato quando è stato approvato il piano regolatore, ci sono state varie assemblee in tutto il comune, c’è un sito internet, l’abbiamo scritto sul giornalino "In comune". Però ci sono persone che non leggono i giornali, che non ascoltano la televisione locale, che non navigano su internet, che non vengono alle assemblee e sono difficili da raggiungere. Ma se qualcuno, comunque, non era informato vuol dire che ci dovremo porre il problema di come raggiungere tutti i cittadini".

Urbanistica

 

L'ICI, al centro delle contestazioni

 

 

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