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N. 7 - Luglio 2007 |
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LETTERA APERTA AL SINDACO Se questo è "rispetto" Mi chiedo se il nostro primo cittadino e lassessore ai Lavori Pubblici abbiano trovato il tempo di recarsi ultimamente ad ammirare lultima creazione, nata dalla mente perversa di non so quale pseudo-architetto, che si erge maestosa nel cimitero della città. Certo, mi rendo conto che nellordine di priorità a cui deve far fronte la nostra amministrazione comunale, le "esigenze dei defunti" non siano al primo posto: del resto, nessuno di loro si è mai fatto avanti per far valere i propri diritti e chi non chiede, si sa, poco o nulla ottiene. Se fosse aperto un cimitero per rendere onore alle gesta eroiche degli amati somari, che cavalcano con impeto e forza le deliziose stradine del centro storico in occasione dei "Giochi de le Porte", forse anche lei, amato sindaco, troverebbe il tempo e loccasione per vedere con i suoi occhi lorrore della suddetta costruzione. Se mai, incuriosito dalle mie accese parole, decidesse di verificare personalmente la situazione, è mia premura darle unanticipazione di ciò che si accingerà a constatare. La sensazione che si ha nel varcare la soglia di questorrenda costruzione dove riposano, o meglio tentano di riposare, gli amati defunti della nostra comunità mi è sembrata agghiacciante come quella che si ha di fronte allingresso di Auschwitz: grate alle finestre, illuminazione quasi assente in particolare nel piano inferiore, pavimento e pareti imbrattati da schizzi di cemento, umidità, escrementi di piccioni ovunque che producono un fetore impressionante, solo per citare alcuni degli elementi che saltano allocchio e al naso.
Se è vero, cari sindaco e assessore, che il grado di civiltà di una società si vede anche dal rispetto per i defunti, per tutti coloro che, indipendentemente dallestrazione sociale, hanno contribuito con la loro vita allo sviluppo della città, beh, credo che ci sia ancora molto da lavorare prima di poter parlare di concreta emancipazione.
Sarebbe opportuno che lamministrazione comunale provvedesse seriamente a risolvere, per quanto possibile, il problema, dimostrando serietà, responsabilità e rispetto per quanti si trovano a piangere i loro cari in un luogo così tetro.
E vero, non siamo ancora in campagna elettorale: per questo che avete modo e tempo di rimediare.
Monica Pica
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Gualdesità
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