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N. 8 - Agosto 2007 |
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Caro direttore,
non è molto elegante e consueto utilizzare il giornale con cui si collabora, ma non è consueto neanche subire un processo per oltre sette (dicasi: sette!) anni per fatti avvenuti nove (dicasi: nove) anni fa ed uscirne con una assoluzione "perché il fatto non sussiste". Per questo ti chiedo ospitalità "per fatto personale" che, credo, dopo tutto questo periodo di silenzio da parte mia valga la pena essere raccontato e conosciuto.
Dunque da sette anni un signore che si dice imprenditore mi accusava di averlo concusso in concorso con (udite bene!) suor Maria Antonietta dellIstituto Bambin Gesù e con un assessore comunale dellepoca. In pratica avremmo concorso per far pagare una somma illecita a questo imprenditore che doveva avere dei terreni dal Comune di Gualdo Tadino.
Dopo una prima fase in cui si cercava dove fossero finiti certi soldi afferenti ad alcuni contratti preliminari di compravendita ci si rese conto che tutto era avvenuto con documenti firmati in presenza di terzi, conservati gelosamente per non perdere diritti, erano altresì presenti assegni bancari regolarmente trattati e facilmente rintracciabili.
Sono stato intercettato, setacciato nelle mie posizioni bancarie; è stato per me ipotizzato larresto in carcere e richiesti gli arresti domiciliari (puntualmente negati dal GIP).
Su un processo che riguardava inizialmente oltre quaranta (dicesi: quaranta) cittadini gualdesi sono stato il solo a chiedere di essere ascoltato dal pubblico ministero come sono stato il solo a chiedere il rito abbreviato convinto di dover uscire presto da un incubo e di avere carte da vendere. E' proprio per questo motivo che oggi sono anche lunico ad essere stato assolto in questa fase del processo mentre sono state, ovviamente, prosciolte le persone con me coinvolte in questa parte della complessa vicenda.
Per quello che mi è dato sapere ci sono stati poi una serie di rinvii a giudizio (di cui ha parlato la stampa), una serie di proscioglimenti per intervenuta prescrizione ed alcuni altri proscioglimenti su altre parti del procedimento.
In verità il giudice che ha giudicato mi avrebbe dato piena soddisfazione rinviando gli atti alla Procura della Repubblica perché sia perseguito il mio accusatore diventato nel frattempo un "calunniatore" (se io sono innocente laccusa è falsa e quindi laccusatore è un ipotetico calunniatore). Per dirla tutta però il reato di calunnia sarebbe avvenuto circa sette anni fa ed è già prescritto e pertanto il procedimento non potrà che essere archiviato. Mi resterebbe, dunque, soltanto da avviare una azione civile per il risarcimento del danno morale e materiale (sapessi quanto costano gli avvocati ...!) ma si dà il caso che il sedicente imprenditore sia nel frattempo fallito, per cui sarebbe per me praticamente impossibile recuperare alcunché.
Ecco così, caro direttore, che, beffato nella sostanza, mi devo consolare con lonore riaffermato (visto che qualcuno tentava di infangarlo) e che, per fortuna, un giudice a Perugia mi ha ridato intonso.
Scusami per questo uso "proprio" del giornale quanto mai improprio ma avevo il bisogno di togliermi qualche sassolino dalle scarpe.
Tuo,
Carlo Catanossi
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