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N. 8 - Agosto 2007 |
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A proposito ... della pavimentazione in piazza Martiri Resiste o non resiste? E' bella o no?
di Riccardo Serroni Cè chi si è portato a casa un pezzo di pietra per metterlo nel congelatore e verificarne la friabilità al contatto con il gelo. E chi vi ha versato una tazzina di caffè per verificare se si macchia. Cose un po "estemporanee", che testimoniano il clima di caccia alle streghe che si respira nella città di questi tempi. Anche i partiti di opposizione si sono fatti sentire. Il tipo di pavimentazione prescelto per piazza Martiri (con la pietra forte doriente) è stato criticato da Walter Biagiotti e Sandra Monacelli per lUDC, Roberto Morroni per Forza Italia e Marco Rogo per AN in una conferenza stampa sulle scalette della cattedrale di San Benedetto. Motivo della critica: è una pietra che non resisterebbe al gelo e si sfalderebbe con il tempo e inoltre, essendo di un grigio chiaro, si macchierebbe facilmente. Eppoi non è bella esteticamente.
Siamo, quindi, su un doppio binario: un giudizio tecnico ed un giudizio estetico. Sul primo si può discutere sulla base delle notizie che abbiamo e soltanto il tempo dirà chi ha ragione e chi ha torto; sul secondo un po meno, perché il piacere o il non piacere è un fatto soggettivo. Poiché i lavori sono seguiti da un pool di progettisti (architetti ed ingegneri) cui è dovuta la scelta del materiale ad essi abbiamo chiesto lumi. Ecco ciò che abbiamo appurato.
Quali le caratteristiche tecniche della pietra?
(Leggiamo da internet) "La pietra forte doriente è una quarzoarenite, formata per oltre il 90% da granuli di quarzo in granulometria finissima, fortemente coesi. A questa particolare costituzione deve le caratteristiche doti di elevatissima resistenza e di lavorabilità, che consentono di ottenere lastre con tutti i gradi di finitura di superficie: spacco di cava, spacco liscio o fiammato naturale, bocciardato, fiammato, sabbiato, levigato, lucidato, ecc ... Grazie alle sue caratteristiche cromatiche, di resistenza e di lavorabilità, la pietra forte doriente è adatta a tutte le applicazioni: pavimenti e rivestimenti interni ed esterni, facciate ventilate, pavimentazioni stradali e arredo urbano, con possibilità di ottenere effetti estetici coordinando fra loro sia i colori sia le diverse finiture."
Per questa sua particolare resistenza è anche certificata. E' stata anche ampiamente sperimentata in molte città dove avrebbe confermato queste sue caratteristiche (tra queste Senigallia, Civitanova Marche, Milano, Rimini, La Spezia ...).
Perché è stata scelta questa pietra?
Perché è quella più vicina alla pietra arenaria autoctona utilizzata in passato. La nostra pietra arenaria, però, pur essendo probabilmente anche più bella esteticamente, non ha quelle caratteristiche di resistenza meccanica ed al gelo come la pietra forte doriente. Lo testimoniano alcune piazze del folignate già danneggiate dalle gelate in poco tempo. Inoltre ha un ottimo rapporto qualità-prezzo.
E troppo chiara?
Quanto al colore può essere bianco riviera, grigio perla, rosso e giallo paglierino. E stato scelto il grigio perla perché è quello che si avvicina di più allarenaria. Al momento ad alcuni fa storcere la bocca. Per altri, al contrario, il colore è una scelta condivisibile perché dà più luminosità alla piazza. Comunque, con il tempo, perderà parte della sua lucentezza.
La superficie screpolata
Non piace ad alcuni quella sua superficie? Quelle screpolatare la fanno sembrare già vecchia di anni? Beh, quella, a livello tecnico, è considerata una qualità, non un limite. Leffetto è dovuto al taglio a spacco che segue le linee di faglia, quindi aumenta la resistenza agli agenti atmosferici. Poi sullestetica, sul bello o non bello, si può discutere allinfinito, il giudizio è sempre soggettivo.
Si macchia facilmente?
Qualsiasi tipo di pietra, non è una mattonella smaltata che non assorbe e su cui lo sporco scivola via. Qualsiasi tipo di pietra, essendo porosa, assorbe un po i liquidi. Tanto è vero che i pavimenti interni in pietra vengono trattati con prodotti idrorepellenti. E' evidente che su una pietra più chiara leventuale macchia si nota di più. Bisognerà starci un po attenti, ma sarebbe pia illusione mantenerne la superficie immacolata. Secondo una certa teoria non sarebbe nemmeno un male perché gli darebbe un aspetto da piazza "vissuta" che si inserirebbe nel contesto di un centro storico di origini medioevali.
E stata messa a regola darte?
Entriamo in un campo minato. Forse con delle fughe più larghe, fino a 10-12 mm, leffetto poteva essere migliore. Chissà! Su un particolare si può essere tutti concordi: le pietre utilizzate per le cornici e quelle per linterno dei riquadri sono molto simili perché la diversa lavorazione in superficie non le distingue in maniera evidente, quindi si notano poco gli effetti riquadri. E questo è un limite. Forse marcando di più le fughe leffetto riquadro avrebbe maggiore risalto.
Perché non è stata utilizzata la stessa pietra di via Nucci, stupenda e per alcuni, più bella di piazza Martiri?
La pietra di via Nucci è una pietra della Basilicata non adatta per grandi pezzature. Piazza Martiri, invece, per una scelta ben precisa, andava pavimentata con una pietra di grande pezzatura, per richiamare la memoria delle pietre esistenti fino agli anni '50, quelle che fece rimuovere il commissario prefettizio e di cui se ne possono vedere una bella campionatura sulla pavimentazione della Rocchetta.
Perché non è stata pavimentata piazza Marconi?
Perché la Regione ha finanziato soltanto le piazze che anticamente erano pavimentate e pavimentare piazzaMarconi (ex piazza dellErba) non avrebbe avuto senso perché destinata comunque a parcheggio. Certo, pavimentarla avrebbe avuto un effetto estetico molto più bello (come lo avrebbe avuto il piazzale antistante la taverna di San Benedetto). Ma ci sono anche esigenze di bilancio. Nulla toglie che, in un prossimo futuro, si possa togliere lasfalto e proseguire la pavimentazione (anche in via Calai).
Piazza Dante pavimentata
Pur non essendo finanziata dalla Regione verrà, invece, forse, pavimentata piazza Dante. Essendo molto vicina alla Rocca Flea sarebbe giusto fare uno sforzo straordinario.
Conclusione
Il progetto venne pubblicizzato, con campionatura delle pietre, in una conferenza stampa in comune (relatore principale larchitetto Francesco Picchi, direttore dei lavori di piazza Martiri). A tutti sembrò una scelta positiva, nessuno avanzò riserve, né allora né nei giorni successivi. Se ci fossero stati dubbi sulla resistenza bisognava esplicitarli subito, al massimo nei giorni successivi. Sul piano estetico leffetto, a seguito della messa in opera, ha, probabilmente deluso le attese, anche se leffetto finale, a lavori ultimati, potrebbe essere migliore. Eppoi, come in ogni novità, bisognerà farci un po locchio ed abituarcisi. |
Urbanistica
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