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N. 8 - Agosto 2007 |
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Analisi congiunturale del settore
di Claudio Carini *)
Le note criticità del settore, ribadite nella relazione dello scorso anno, evidenziavano per larea distrettuale locale, negli ultimi 5 anni, la perdita di 9 imprese, a fronte di 2 nuove iscrizioni, con un saldo negativo di sette attività.
Sul fronte degli addetti, nello stesso periodo, si registrava un calo di circa 250 lavoratori, dei quali, per circa l80 % dei casi, si trattava di pensionamento oppure di reinserimento lavorativo in altri settori.
Una flessione consistente ma, tutto sommato limitata, se si pensa alle sorti di altri centri nazionali di produzione ceramica che hanno subito perdite ancora più pesanti.
Nellultimo anno il tessuto produttivo ceramico gualdese ha vissuto un periodo di sostanziale stabilità, nonostante la situazione di recessione del settore a livello nazionale e regionale, mantenendo ancora in attività 56 imprese con circa 750 addetti.
Infatti, pur permanendo le molteplici difficoltà legate al comparto, lunico segnale negativo, rispetto allanno scorso, riguarda la cessazione di due laboratori artigiani del settore artistico-tradizionale.
Anche se da un punto di vista meramente economico ed occupazionale la perdita può risultare modesta, è tuttavia un elemento significativo che va colto per il valore sociale e culturale di questo specifico settore.
La realtà negativa ha un duplice aspetto in quanto, per ogni micro impresa cessata corrisponde almeno una famiglia che perde la propria capacità di reddito ed aumenta anche il rischio di disperdere velocemente, lidentità culturale del prodotto tradizionale di Gualdo Tadino.
In senso più generale si può rilevare che, in questo ultimo anno, la ceramica gualdese ha vissuto unalternanza di situazioni.
Dopo un secondo semestre 2006 che dovrebbe aver segnato il punto più basso raggiunto dal settore, in questa prima metà del 2007, si sono visti i primi timidi segnali di ripresa.
In questo senso ritengo utile effettuare una lettura corretta del contesto produttivo locale, tentando di coglierne le peculiari specificità.
Intanto va messa in evidenza una caratteristica rilevante, tipica del nostro distretto e cioè la diversificazione delle produzioni in almeno quattro macro settori. Una considerazione a parte, va fatta per lunica importante industria di piastrelle da rivestimento che, per dimensione e tipologia di prodotto, si colloca su una fascia di mercato completamente diversa dalle altre imprese.
* Un primo gruppo di aziende (artistico/commerciali) comprende le attività più strutturate, in grado di acquisire partite di lavoro significative, spesso da evadere in tempi molto rapidi. Queste hanno visto momenti di forte stasi dei mercati, alternati a picchi di domanda molto elevati. Si può affermare che le imprese nelle fasi congiunturali positive hanno saputo reagire sinergicamente attivando un sistema di "filiera". Tale sistema di collaborazione a rete, se pur non supportato da alcuna regolamentazione, ha funzionato permettendo di acquisire lotti di lavoro consistenti. Va sottolineato come, proprio la capacità di risposta immediata alle richieste di mercato, sia uno dei pochi elementi di competitività del tessuto produttivo locale, unitamente alla qualità dei prodotti
Ovviamente anche lo sforzo profuso dalle imprese, sia in termini dinnovazione continua di prodotto, (forme, colori, decori e materiali), sia per i robusti investimenti realizzati sul piano strutturale e tecnologico, hanno giocato un ruolo fondamentale nella sfida della competizione globale.
* Per quanto riguarda il secondo raggruppamento si tratta di imprese che occupano fino a 15 addetti e che realizzano produzioni (artigianali/artistiche) di qualità.
Queste sono orientate a soddisfare, una rete distributiva più diffusa, attraverso lacquisizione di partite di lavoro anche piccole.
Sono strutture più flessibili delle prime che offrono un prodotto di alta gamma ed un servizio estremamente efficiente.
Anche in questo caso è lelevata qualità delle produzioni ad essere vincente, garantita da una ricerca artistica continua nel design unita, in alcuni casi, ad una puntuale innovazione dei materiali.
* In merito al settore artistico tradizionale, per il quale negli ultimi anni avevamo assistito ad una vera e propria rinascita, in questo momento si registra una netta inversione di tendenza, passando dalle 20 imprese artigiane alle attuali 15. In effetti il mercato di riferimento è quasi esclusivamente locale, mentre è più difficile fare apprezzare il valore delle pregiate maioliche artistiche in altri mercati.
In ogni caso tendono a consolidarsi i laboratori con produzioni di altissima qualità e quelli che fanno innovazione di prodotto.
Con lobiettivo di ampliare le dinamiche di mercato, proprio di queste produzioni tradizionali, il Centro Ceramica ha tentato di realizzare un progetto di promozione e commercializzazione, utilizzando le più moderne tecnologie informatiche e telematiche.
Purtroppo, pur in un contesto di approvazione generale sulla validità e sulla condivisione del progetto, è risultato ancora difficile aggregare numeri consistenti di imprese che si muovono in una logica di sistema. Infatti, il progetto era partito con ladesione entusiastica e convinta di 15 imprese che, nella fase di attuazione, si sono ridimensionate, fino ad arrivare alle attuali 6.
Una ulteriore occasione di valorizzazione e di rilancio di queste produzioni artistiche si può intravedere nello sviluppo del progetto di filiera turismo-ambiente-cultura, solo però se, si riuscirà a veicolare, nel nostro territorio, flussi importanti di turisti.
* Un ultimo raggruppamento di imprese riguarda i produttori di semilavorati ceramici. Nello specifico ci sono due segmenti di mercato che vanno consolidandosi da qualche anno a questa parte: uno è quello delle terrecotte da giardino e laltro è quello dei semilavorati di qualità per il mercato degli hobbysti (aree principali ITALIA, USA e UE).
Apparentemente questi potrebbero sembrare elementi marginali nel contesto produttivo locale, in realtà sono segnali forti di vivacità imprenditoriale.
Sono soprattutto giovani imprenditori ai quali va dato il merito di una capacità nella diversificazione delle produzioni ed una buona dinamicità nel ricercare nuovi spazi di mercato.
In particolare la lavorazione delle terrecotte ha permesso di rivalutare la figura del torniante.
Questo è un po il quadro dinsieme delle produzioni ceramiche territoriali, la cui capacità di tenuta, va ricordato, si deve anche alla professionalità delle maestranze del comparto.
Non va dimenticato inoltre il forte impegno del Comune di Gualdo Tadino che, negli ultimi anni, ha investito risorse fondamentali, sostenendo i processi di qualificazione, promozione, marketing ed internazionalizzazione delle imprese.
Riprendendo le riflessioni sulla congiuntura di settore non si può fare a meno di rilevare alcune delle principali criticità che continuano a frenare lo sviluppo delle imprese.
Il primo aspetto critico è quello legato al costo e alle difficoltà di accesso al credito. Il continuo rialzo dei tassi dinteresse comporta un innalzamento dei costi sugli investimenti effettuati negli anni scorsi. Questo porta a difficoltà finanziarie notevoli senza contare i problemi che potremo incontrare con lintroduzione dei nuovi sistemi di accesso al credito, relativi a "Basilea 2", in vigore dal primo gennaio 2008.
Già oggi il nostro settore, per le banche, è considerato fra quelli a rischio e anche se le imprese sono sane cè molta resistenza ad ottenere il necessario sostegno finanziario.
Altri elementi negativi, fortemente avvertiti da tutte le imprese, soprattutto da quelle più piccole, sono il peso e il costo, sempre più opprimenti, della burocrazia (sicurezza, ambiente, privacy, ecc.) e del fisco con linasprimento degli studi di settore.
Inoltre, al di la di vane promesse, nulla è stato fatto, a livello comunitario, per tutelare le specificità della rete diffusa delle piccole imprese italiane, ad esempio con interventi legislativi "su misura".
Così come non si intravedono politiche mirate ad una seria tutela del made in Italy, né interventi finalizzati allabbattimento dei costi energetici, (gas metano ed energia elettrica) fra i più alti a livello comunitario.
Tuttavia, anche in questo contesto difficile, reso ancora più complicato da fattori congiunturali quali leuro forte e la concorrenza sleale dei paesi dellest e dei paesi asiatici, qualche speranza di continuare a tenere le posizioni esiste.
Infatti, dopo gli sconvolgimenti avvenuti negli ultimi anni, i mercati internazionali hanno trovato una certa stabilità. Ora è necessario consolidare gli spazi acquisiti e ricercare nuove nicchie di mercato dove la qualità delle produzioni gualdesi è apprezzata. Inoltre occorre rafforzare il sistema di filiera che può rappresentare il vero valore aggiunto.
Su questi temi le aziende non possono essere lasciate sole ma occorre agire in collaborazione tra istituzioni locali, forze sociali, imprenditoria e finanza, per interagire rispetto alle prospettive future del settore, alimentando così le migliori potenzialità del mondo produttivo.
Per quanto attiene la questione viabilità va sollecitata, ai vari livelli istituzionali, il completamento dei due assi fondamentali per il territorio rappresentati dalla nuova Flaminia e dalla Perugia-Ancona.
Unultima nota riguarda la battaglia sulla restituzione della busta pesante per ottenere lo stesso trattamento dei cittadini della Sicilia e del Piemonte. E una questione di uniformità di trattamento, fermo restando che, gli effetti negativi della restituzione, potrebbero rivelarsi devastanti per il tessuto economico locale, visti i segnali di preoccupazione legati non solo alla ceramica ma anche ad altre industrie e ad altri settori del territorio.
In definitiva occorre creare, partendo anche dal territorio, un ambiente legislativo, economico, infrastrutturale e culturale, adatto alla piccola impresa, nel quale le aziende, possano continuare a svolgere quel ruolo sociale insostituibile, in quanto generatrici di ricchezza ed occupazione.
*) Presidente del Centro Ceramica Umbra |
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