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La nuova parrocchia copta
Grandi emozioni per la cerimonia ecumenica per la festa di Santa Marina
E
stata davvero memorabile la giornata vissuta a Gualdo Tadino, domenica 8 luglio, per la
consacrazione della prima parrocchia copto-ortodossa dellUmbria e delle Marche:
quella di Santa Marina in Gualdo Tadino. Ne diamo notizia solo ad agosto inoltrato perché
saremmo stati costretti, per ragioni di spazio, a comprimerla in un breve articolo, mentre
ora ci è consentito di parlarne in maniera più diffusa.
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Tutti
insieme attorno allaltare
Inizio
cerimonia, ore 9,30 quando, puntualissima, la comunità copto-ortodossa di Gualdo Tadino,
intonando i canti tradizionali della sua liturgia, entra nella cattedrale di Gualdo
Tadino, guidata da mons. Barnaba El Soryany, vescovo copto di Torino e vicario del
Patriarca di Alessandria per la chiesa copta dItalia e il nuovo parroco di Santa
Marina, fra Bakomius El Soryany. Ad attenderla, oltre al vescovo diocesano, mons. Domenico
Sorrentino, cè anche il sindaco Angelo Scassellati, mons. Giancarlo Anderlini,
mons. Gianni Brunetti, padre Igor, della chiesa ortodossa ucraina, molti fedeli, fra cui
suore, religiosi e laici provenienti da Assisi apposta per assistere alla cerimonia ed
almeno duecento gualdesi. Una cerimonia ecumenica a tutti gli effetti, organizzata per la
consegna ufficiale della sacra reliquia di santa Marina monaca siro-egiziana
dellVIII secolo, molto venerata fra i copti a sua volta donata alla comunità
copta gualdese dal Patriarca di Venezia, mons. Angelo Scola.
Il
dovere di essere solidali
Una reliquia
che darà il suggello definitivo alla prima parrocchia copto-ortodossa dellUmbria e
delle Marche, la quattordicesima in Italia, nelle due diocesi in cui sono organizzati gli
oltre 15.000 copti residenti nel nostro paese, quasi tutti di origine egiziana o
provenienti dallEgitto, dove gli oltre 9 milioni di cristiani (per la quasi
totalità copti cattolici e copti ortodossi) subiscono angherie, soprusi e persecuzioni da
parte dei fondamentalisti islamici, senza che il governo faccia nulla.
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"Vanno
ammirati perché sono cristiani convinti, osservanti e rispettosi della loro secolare
tradizione di fede e di liturgia. Sono davvero un esempio di fede per noi cristiani
italiani!" ci ha raccontato don Gianni Brunetti, parroco coadiutore di San Benedetto
a Gualdo Tadino. "E noi, io credo, vista anche la persecuzione continua che subiscono
nei loro paesi dorigine, abbiamo il dovere morale di esser loro vicini, di
assisterli e di collaborare con loro." Una collaborazione cui la comunità copta
crede molto, come dimostra la foto del Patriarca copto di Alessandria assieme a papa
Govanni Paolo II, che è stata affissa alla porta della chiesa di santa Margherita che
altro segno di grande rispetto continuerà ad essere intitolata a santa
Margherita, pur essendo sede della parrocchia di Santa Marina. Sono gli stessi copti, del
resto, a sentirsi italiani e gualdesi persino più che egiziani, come ci ha confessato un
giorno Milad Stella Youssif, che della comunità copta di Gualdo Tadino è stato il
fondatore ed oggi ne è il più convinto animatore.
"Tanti
sentieri, ununica meta"
Insomma,
le premesse per una cerimonia indimenticabile e per una fattiva collaborazione futura fra
cattolici e copto-ortodossi ci sono tutte. E la cerimonia e quello che ne segue ne sono la
dimostrazione.
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Davanti
allaltare i rappresentanti di ben tre confessioni religiose cristiane (cattolici,
copti e ortodossi), con accanto la massima autorità civile della nostra città. Nei loro
interventi, tutti, fra cui anche il sindaco, sottolineano limportanza del momento,
auspicando piena collaborazione fra le due comunità sia come segno di integrazione ed
esempio di convivenza civile, sia come auspicio dal punto di vista religioso
di una futura unità fra tutte le confessioni cristiane.
"Lassù,
verso le cime dellAppennino" ha osservato mons. Sorrentino nel suo
intervento"salgono tanti sentieri; ebbene, sono tanti sentieri che portano ad unico
traguardo; tanti sentieri che percorrono itinerari diversi e che si possono ascendere
anche in modi diversi. Così è la vita della Chiesa: anche nella unità, non cè
mai la perfetta uniformità: ci sono sempre tradizioni differenti che devono imparare a
convivere e noi, nonostante ciò, abbiamo il dovere di aprirci gli uni agli altri. Così
devono fare anche la chiesa cattolica e quella ortodossa, al di là della loro lunga
tradizione. Dobbiamo incamminarci insieme e percorrere quei sentieri, apparentemente
diversi e lontani, che però ci conducono verso quelle vette verdi
dellAppennino".
"Come
voi ci avete aperto le vostre Chiese" ha affermato poco dopo mons. Barnaba "da
oggi, anche la nostra sarà spalancata a tutti quelli che vogliono costruire il messaggio
di Cristo, a prescindere dalla propria storia particolare. Ed allora, fratelli, cerchiamo
di riflettere da dove partire per riunificare le nostre Chiese, divise da troppo tempo e
lavoriamo affinché Gualdo Tadino sia un ponte dove Oriente ed Occidente iniziano a
colloquiare e, perché no?, a costruire insieme un percorso che ci porterà alla vera
unità."
Si
prega insieme
E così, dopo
il momento della consegna dellostensorio che raccoglie la sacra reliquia di santa
Marina a mons. Barnaba, la cerimonia culmina ed è forse il momento più bello
con la recita comune del Padre Nostro fra i rappresentanti delle tre
confessioni cristiane, a sottolineare che, al di là delle differenze, la fede è una
soltanto. E poi la processione "ecumenica" da piazza Martiri a Santa Margherita,
guidata dai tamburini dellEnte Giochi ad evidenziare che la festa della comunità
copta è la festa di tutta la comunità cattolica e di tutta la città al tempo stesso e
dal coro della nuova parrocchia di Santa Marina; nel corteo, con la sacra reliquia
condotta da mons. Barnaba El Soryani, anche il vescovo mons. Sorrentino, mons. Anderlini e
gli altri sacerdoti gualdesi e una ventina di membri della Confraternita della Trinità,
oltre ad un nutrito gruppo di gualdesi e di giornalisti (Anche RAI 3 ha mandato una sua
troupe). La processione che si scioglie solo al momento di entrare nella chiesa di Santa
Margherita, dove, dopo i saluti delle autorità cattoliche, ha inizio la messa in rito
copto: una lunghissima, elaboratissima liturgia, solenne, ricca di simboli, di incenso, di
canti su melodie ed armonie antichissime, risalenti ai primi secoli del
cristianesimo. Una liturgia che si differenzia non troppo da quello che era il rito
cattolico preconciliare ad esempio nellusanza di restare digiuni dalla
mezzanotte prima di fare la comunione e che mostra chiaramente quanto antica sia la
tradizione della chiesa copto-ortodossa dEgitto. Al termine, a mezzogiorno e mezza,
la liturgia ha termine con la distribuzione del pane benedetto a tutti, anche ai cattolici
presenti al rito. Un segno che sottolinea ancora la fondamentale unità di tutti i
cristiani attorno ad alcuni valori fondamentali. Buona premessa per una futura
riunificazione? Gualdo ne è testimone.
Pierluigi Gioia |
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Gualdo Tadino
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