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N. 8 - Agosto 2007

Accademia dei Romiti

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La nuova parrocchia copta

Grandi emozioni per la cerimonia ecumenica per la festa di Santa Marina


10copti_01_0708a.jpg (10504 byte)E’ stata davvero memorabile la giornata vissuta a Gualdo Tadino, domenica 8 luglio, per la consacrazione della prima parrocchia copto-ortodossa dell’Umbria e delle Marche: quella di Santa Marina in Gualdo Tadino. Ne diamo notizia solo ad agosto inoltrato perché saremmo stati costretti, per ragioni di spazio, a comprimerla in un breve articolo, mentre ora ci è consentito di parlarne in maniera più diffusa.

 

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Tutti insieme attorno all’altare

 

Inizio cerimonia, ore 9,30 quando, puntualissima, la comunità copto-ortodossa di Gualdo Tadino, intonando i canti tradizionali della sua liturgia, entra nella cattedrale di Gualdo Tadino, guidata da mons. Barnaba El Soryany, vescovo copto di Torino e vicario del Patriarca di Alessandria per la chiesa copta d’Italia e il nuovo parroco di Santa Marina, fra Bakomius El Soryany. Ad attenderla, oltre al vescovo diocesano, mons. Domenico Sorrentino, c’è anche il sindaco Angelo Scassellati, mons. Giancarlo Anderlini, mons. Gianni Brunetti, padre Igor, della chiesa ortodossa ucraina, molti fedeli, fra cui suore, religiosi e laici provenienti da Assisi apposta per assistere alla cerimonia ed almeno duecento gualdesi. Una cerimonia ecumenica a tutti gli effetti, organizzata per la consegna ufficiale della sacra reliquia di santa Marina – monaca siro-egiziana dell’VIII secolo, molto venerata fra i copti – a sua volta donata alla comunità copta gualdese dal Patriarca di Venezia, mons. Angelo Scola.

 

10copti_02_0708a.jpg (12107 byte)Il dovere di essere solidali

 

Una reliquia che darà il suggello definitivo alla prima parrocchia copto-ortodossa dell’Umbria e delle Marche, la quattordicesima in Italia, nelle due diocesi in cui sono organizzati gli oltre 15.000 copti residenti nel nostro paese, quasi tutti di origine egiziana o provenienti dall’Egitto, dove gli oltre 9 milioni di cristiani (per la quasi totalità copti cattolici e copti ortodossi) subiscono angherie, soprusi e persecuzioni da parte dei fondamentalisti islamici, senza che il governo faccia nulla.

 

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"Vanno ammirati perché sono cristiani convinti, osservanti e rispettosi della loro secolare tradizione di fede e di liturgia. Sono davvero un esempio di fede per noi cristiani italiani!" ci ha raccontato don Gianni Brunetti, parroco coadiutore di San Benedetto a Gualdo Tadino. "E noi, io credo, vista anche la persecuzione continua che subiscono nei loro paesi d’origine, abbiamo il dovere morale di esser loro vicini, di assisterli e di collaborare con loro." Una collaborazione cui la comunità copta crede molto, come dimostra la foto del Patriarca copto di Alessandria assieme a papa Govanni Paolo II, che è stata affissa alla porta della chiesa di santa Margherita che – altro segno di grande rispetto – continuerà ad essere intitolata a santa Margherita, pur essendo sede della parrocchia di Santa Marina. Sono gli stessi copti, del resto, a sentirsi italiani e gualdesi persino più che egiziani, come ci ha confessato un giorno Milad Stella Youssif, che della comunità copta di Gualdo Tadino è stato il fondatore ed oggi ne è il più convinto animatore.

 

"Tanti sentieri, un’unica meta"

 

10copti_03_0708a.jpg (9598 byte)Insomma, le premesse per una cerimonia indimenticabile e per una fattiva collaborazione futura fra cattolici e copto-ortodossi ci sono tutte. E la cerimonia e quello che ne segue ne sono la dimostrazione.

 

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Davanti all’altare i rappresentanti di ben tre confessioni religiose cristiane (cattolici, copti e ortodossi), con accanto la massima autorità civile della nostra città. Nei loro interventi, tutti, fra cui anche il sindaco, sottolineano l’importanza del momento, auspicando piena collaborazione fra le due comunità sia come segno di integrazione ed esempio di convivenza civile, sia come auspicio – dal punto di vista religioso – di una futura unità fra tutte le confessioni cristiane.

 

"Lassù, verso le cime dell’Appennino" ha osservato mons. Sorrentino nel suo intervento"salgono tanti sentieri; ebbene, sono tanti sentieri che portano ad unico traguardo; tanti sentieri che percorrono itinerari diversi e che si possono ascendere anche in modi diversi. Così è la vita della Chiesa: anche nella unità, non c’è mai la perfetta uniformità: ci sono sempre tradizioni differenti che devono imparare a convivere e noi, nonostante ciò, abbiamo il dovere di aprirci gli uni agli altri. Così devono fare anche la chiesa cattolica e quella ortodossa, al di là della loro lunga tradizione. Dobbiamo incamminarci insieme e percorrere quei sentieri, apparentemente diversi e lontani, che però ci conducono verso quelle vette verdi dell’Appennino".

 

"Come voi ci avete aperto le vostre Chiese" ha affermato poco dopo mons. Barnaba "da oggi, anche la nostra sarà spalancata a tutti quelli che vogliono costruire il messaggio di Cristo, a prescindere dalla propria storia particolare. Ed allora, fratelli, cerchiamo di riflettere da dove partire per riunificare le nostre Chiese, divise da troppo tempo e lavoriamo affinché Gualdo Tadino sia un ponte dove Oriente ed Occidente iniziano a colloquiare e, perché no?, a costruire insieme un percorso che ci porterà alla vera unità."

 

Si prega insieme

 

E così, dopo il momento della consegna dell’ostensorio che raccoglie la sacra reliquia di santa Marina a mons. Barnaba, la cerimonia culmina – ed è forse il momento più bello – con la recita comune del Padre Nostro fra i rappresentanti delle tre confessioni cristiane, a sottolineare che, al di là delle differenze, la fede è una soltanto. E poi la processione "ecumenica" da piazza Martiri a Santa Margherita, guidata dai tamburini dell’Ente Giochi ad evidenziare che la festa della comunità copta è la festa di tutta la comunità cattolica e di tutta la città al tempo stesso e dal coro della nuova parrocchia di Santa Marina; nel corteo, con la sacra reliquia condotta da mons. Barnaba El Soryani, anche il vescovo mons. Sorrentino, mons. Anderlini e gli altri sacerdoti gualdesi e una ventina di membri della Confraternita della Trinità, oltre ad un nutrito gruppo di gualdesi e di giornalisti (Anche RAI 3 ha mandato una sua troupe). La processione che si scioglie solo al momento di entrare nella chiesa di Santa Margherita, dove, dopo i saluti delle autorità cattoliche, ha inizio la messa in rito copto: una lunghissima, elaboratissima liturgia, solenne, ricca di simboli, di incenso, di canti – su melodie ed armonie antichissime, risalenti ai primi secoli del cristianesimo. Una liturgia che si differenzia non troppo da quello che era il rito cattolico preconciliare – ad esempio nell’usanza di restare digiuni dalla mezzanotte prima di fare la comunione – e che mostra chiaramente quanto antica sia la tradizione della chiesa copto-ortodossa d’Egitto. Al termine, a mezzogiorno e mezza, la liturgia ha termine con la distribuzione del pane benedetto a tutti, anche ai cattolici presenti al rito. Un segno che sottolinea ancora la fondamentale unità di tutti i cristiani attorno ad alcuni valori fondamentali. Buona premessa per una futura riunificazione? Gualdo ne è testimone.

 

Pierluigi Gioia

Gualdo Tadino

 

 

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