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N. 8 - Agosto 2007 |
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I tanti toponimi della montagna Cacciatori e fungaroli, per localizzare una porzione di territorio, hanno "battezzato" i nostri monti
di Paolo Stella Qui viene immaginata la passeggiata di un fungarolo, una passeggiata per funghi immaginaria, ma i luoghi ed i nomi dei luoghi sono veri.
Era venerdì, mi ero preparato a passare una giornata in montagna. Guardavo con insistenza Monte Maggio e Serrasanta incerto sulla meta, alla fine ho optato per il Serrasanta.
Sono partito dalla Madonnuccia alle 7 e, percorrendo il sentiero del Razzipante, ho incrociato quello della Spina, dopo gli Sportelli, mi sono fermato sulla Balza di Mezzogiorno. Ho guardato il Salto del Prete e il Sasso della Limita, poi mi sono diretto lungo la Strada dei Cavallari. Attraverso i Piaggiatoli, senza andare per Caccia Grande ed il Rimessino, guardando dallalto Campetella e Terra Rossa, mi sono fermato a fare funghi tra il Prato di Centenni e quello di Stanislao.
Sulla Fonte dei Brozzi ho fatto colazione. Cercate le carline sugli Abbruciaticci, invece di continuare per la Val Del Pero ed il Fosso dei Radiconi, ho preferito fare lo Stradello delle Caciole e sbucare sul Pian delle Vescole. Da lì ho ammirato la Valle del Fonno con Poggio Campanella, i Nacchi, le Farfenaie ed il Passo della Sportola. Poi mi sono diretto verso la Cava delle Macine e, salendo piano piano, sono arrivato al Fosso delle Rose. Le carline raccolte erano poche, sufficienti appena a farne un barattolo sottolio.Ho quindi continuato per i Purelli e lOmo de Sasso, ammirando il panorama verso Est: il Monte San Vicino, il Monte Primo, il Monte Velo e più vicino il Monte Gioco del Pallone, in territorio fabrianese.
Intanto continuavo a raccogliere funghi. Ho trovato qualche Scuro (tricoloma goniospernum) molto raro ma ottimo.
Attraversata la Costa dei Quarti e girando sulla Macchia de Rotino, ho preso, attraverso la Strada della Pianta, la via per Valsorda. Mentre guardavo in lontananza il Pian dellOrzola e la Costa de Cacciano, si sono alzate in volo due poiane, tra la Val de Lupi bassa e il Sassuio, dirette verso il Passo Cattio per la Rocchetta (altra località diversa da quella nota a tutti) e Frenguellea.
Ripreso il cammino ho scelto di fare la Saccoccia del Guerrieri e non Ranchipizzo, perché la località è sempre generosa di Bastardoni. Alle 13 stavo davanti al Ristorante Clelia a bere una birra, contento per il generoso raccolto che la montagna mi aveva offerto, stanco ma soddisfatto per come avevo occupato il mio tempo libero. |
Ambiente
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