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N. 9 - Settembre 2007 |
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Editoriale
di Pierluigi Gioia *) Mi è capitato di sentir dire che Il Nuovo Serrasanta "è un giornale troppo politicizzato!". Subito ho replicato piuttosto bruscamente che non è assolutamente così e che, anzi, il nostro periodico a tal punto ha desiderato rimanere al di fuori degli interessi politici, da intraprendere un cammino del tutto nuovo da quello già sostenuto da LEco del Serrasanta che, pur essendo anchesso privo di connotazione politica precisa, era edito da unassociazione che riceveva contributi da parte del comune di Gualdo Tadino e, anche se questo non aveva generato alcuna "dipendenza" dal Comune, ne restava perlomeno il sospetto.
Ora, voltata pagina, leditore Accademia dei Romiti, che non riceve contributi da nessun ente pubblico e che, al contrario, vive solo delle quote annuali dei propri membri, non può essere sospettato di un qualsiasi legame con la politica o enti politici. In Italia, decine di quotidiani e periodici (di partito o sedicenti "indipendenti") ricevono fior di sovvenzioni da parte dello Stato. LAccademia dei Romiti e Il Nuovo Serrasanta no: vivono di volontariato e delle inserzioni pubblicitarie sulla loro testata. Nessuno ci guadagna nulla, dal rettore al direttore, dal tesoriere ai consiglieri, dai redattori ai collaboratori. Tutta passione, impegno - a mio giudizio - civico. E basta.
Ecco perché ho reagito quando ho sentito definire la testata "politicizzata". Ed aggiungo unaltra considerazione: non solo Il Nuovo Serrasanta è libero e indipendente, poiché (alla lettera) non dipende da nessuno e non deve nulla a nessuno, ma nemmeno impone alcunché ai suoi redattori e collaboratori, che svolgono il loro lavoro gratuitamente e contribuendo ciascuno ad informare i lettori dal proprio punto di vista.
Nessuno è neutrale, perché ciascuno trasmette la propria visione esistenziale e politica attraverso i propri scritti. Il fatto è che, fra i redattori e i collaboratori de Il Nuovo Serrasanta - abituali e occasionali - non esiste assolutamente omogeneità ideologica. Ce ne sono di area cattolica, ma altri fermamente laici. Ci sono giornalisti, dal punto di vista politico, di estrazione politica di sinistra "moderata"; ci sono poi cattolici democratici, cattolici di tendenza liberal-democratica e, infine, alcuni di centro-destra e di estrema destra. Cè, insomma, una bella "rosa" di visioni politiche. Questo, di per sé, non assicura neutralità, perché non è affatto vero che limparzialità nasca da una somma algebrica di parzialità; assicura, però, libertà e pluralismo.
Quanto alla "revisione critica" del direttore non modifica assolutamente il contenuto degli articoli, ma si limita a vigilare sulla veridicità dei fatti contenuti e sulle parole con cui certe idee sono espresse, come di recente accaduto: né leditore né il direttore possono pubblicare falsità, espressioni offensive contro qualcuno, o articoli e lettere astiose e con riferimenti a questioni personali o di scarso interesse collettivo.
Sotto questo punto di vista - e solo sotto questo punto di vista - Il Nuovo Serrasanta può, quindi, essere in qualche modo definito "politico": perché è un esercizio di "Politica" (con la "p" maiuscola), cioè di "una palestra di idee a confronto", uno strumento libero e indipendente di informazione e, proprio per questo, di formazione civica. E, se qualcuno vorrebbe di più si faccia avanti: nelle nostre pagine cè spazio per tutti.
Di questo, permettete la scarsa modestia, noi redattori siamo tutti coscienti ed orgogliosi.
*) Rettore dellAccademia dei Romiti
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