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N. 9 - Settembre 2007

Accademia dei Romiti

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L'estate calda della ... politica gualdese


Quantunque le ferie ed il clima festaiolo, con relative libagioni ai banchi alimentari, montaggio e smontaggio di palchi su una nuova piazza oggetto di contestazioni e polemiche, abbiano messo la sordina contribuendo a non far apparire, o quanto meno a minimizzare, l’estate appena trascorsa a Gualdo Tadino è stata calda anche per la politica.

 

Sotto la cenere hanno covato fino ad esplodere temi di un dibattito infuocato: l’ospedale e la politica sanitaria in genere, la questione Rio Fergia-Idrea-Rocchetta, le offerte (minacce) di dimissioni se ..., qualche polemica sui lavori che si prolungano nel centro storico, l’annuncio di una possibile lista civica attraverso il blog "Allegra Combriccola", infine il Rio Vaccara in secca e la ventilata riapertura della cava Bologna.

 

Anche se la scomparsa dell’emittente televisiva locale, da cui solevano pontificare i politici, ha posto fine alla fiera delle vanità, il dibattito c’è stato e i temi hanno finito con l’accavallarsi con altri più banali e contingenti: cercheremo comunque di metterli in ordine.

 

L’ospedale e la politica sanitaria: sono stati temi cardine del dibattito. Quantunque, teoricamente, si lavori anche a Gualdo Tadino in vista del 14 ottobre, per la nascita del Partito Democratico, c’è battaglia all’interno dei DS, dopo le fratture emerse nell’ultimo congresso, e la minoranza interna con due documenti, ha sparato impietosamente sui ritardi, le carenze, le responsabilità, il mancato rispetto degli impegni nel campo della Sanità, fino a proporre un manifesto-appello con invito alle istituzioni a deliberare il ritorno alla ASL di Foligno.

 

La questione è approdata anche in Consiglio Comunale dove, il 3 agosto, anche con il voto della minoranza, è stato approvato un documento nel quale, in merito ad una serie di rivendicazioni contenute in un ormai storico e disatteso protocollo d’intesa, preso atto dei tanti risvolti negativi della vicenda sanità, si chiede che, alla ripresa dell’attività, la Regione produca un proprio atto formale ed ufficiale che impegni la dirigenza della ASL n. 1 al riconoscimento ed alla sua immediata attivazione, minacciando, in assenza di tale pronunciamento, che il Consiglio Comunale, inviterà i Consiglieri Comunali e quelli della Comunità Montana di nomina gualdese, a rimettere il proprio mandato per senso di responsabilità e di rispetto verso i cittadini rispetto ad un problema di vitale importanza per il futuro della città.

 

In altre parole dimissioni in blocco.(troppi emolumenti mensili rinunziati per essere vero!).

 

***

 

Idrea-Rocchetta-Rio Fergia: dopo una tregua concordata in Prefettura per la questione del Rio Fergia, mentre il documento di facciata di una ritrovata tranquillità sulla sanità faceva preludere ad un sereno ferragosto, le acque stagnanti si agitavano per la diffusione, in forma di pubblicità a pagamento su vari mezzi di informazione, di una lettera aperta del sindaco, a sostegno della concessione, nella quale lo stesso sindaco, facendosi garante dell’apertura immediata di un tavolo di trattativa con l’Idrea, concludeva impegnandosi a rimettere il mandato se ... (seconda volta in una settimana!).

 

Quanto è bastato per riaccendere le micce della polemica con una interpellanza consiliare sul "sindaco sponsor" che si rende garante, mentre il Comitato del Rio Fergia metteva a segno uno scoop di rilevanza nazionale, con la messa in onda di una puntata in diretta della trasmissione "Viva l’Italia" di Riccardo Jacona, che registrava la folta partecipazione di rappresentanti politici e delle Associazioni Consumatori delle Marche e dell’Umbria, scese in campo in difesa del territorio.

 

***

 

La lista civica: nella giornata di Ferragosto è arrivata poi l’iniziativa di Roberto Cambiotti, un giovane ex dipendente comunale che, attraverso il blog "Allegra Combriccola", ha proposto l’iniziativa di una lista civica, per aprire nella città una nuova stagione amministrativa che ponga fine ad una gestione della cosa pubblica, cui egli muove dettagliate, pesantissime accuse; temi ed argomenti sui quali, oltre ai numerosi intervenuti clickando nei giorni successivi, nei prossimi mesi potrebbe anche aprirsi un dibattito fra le forze politiche, con l’auspicio che non diventino oggetto di attenzioni da parte della magistratura.

 

***

 

Il Rio Vaccara: in secca dopo le ultime perforazioni in profondità, che lo hanno ridotto alla stregua di un rigagnolo maleodorante, innesca la rabbia della popolazione di Vaccara: qui non ci si agita per un "danno temuto" come a Boschetto, ma per un danno reale che è sotto gli occhi di tutti. Colpa di chi? E fa pensare che, nonostante questo disastro ambientale, si ipotizzi un ulteriore prelievo per alimentare le 220 utenze di Boschetto e Gaifana legate alla vicenda del Rio Fergia.

 

***

 

La cava Bologna: anche se la cosa non è ufficiale, trapela la notizia che l’amministrazione comunale ha in animo di autorizzare la riapertura della cava Bologna, un sito abbandonato da anni che insiste (ad una quota superiore di poche decine di metri) sul bacino idrico da cui sgorgano le sorgenti di Vaccara, che alimentano vari acquedotti comunali, e che stando alla prassi andrebbe protetto adeguatamente.

 

Questa volta non è in pericolo solo la sorgente di Boschetto, ma si mettono a rischio i rubinetti di migliaia di utenze civiche in tutto il Comune.

 

Mentre la Rocchetta dimostra di non gradire nemmeno la semplice circolazione di mezzi nella zona di rispetto delle sue sorgenti (Valle del Fonno, Fontanile, ecc.), per i nostri amministratori sarebbe cosa normalissima aprire un’area di cava sopra un bacino idrico e si farebbero garanti di un "disinteressato" progetto dell’Assocave, sponsorizzando l’asportazione di qualche milione di metri cubi di pietra, incuranti dei danni che possono derivarne. Dopo di noi il diluvio!

 

Riunioni, incontri, sopralluoghi, fino ad un incontro infuocato fra la popolazione e gli assessori di Rifondazione Comunista a Palazzo Mancinelli: allo stato attuale la proposta sembra non aver trovato l’unanimità all’interno della coalizione, per l’opposizione di R.C., ma la popolazione anche qui, come a Boschetto, non è disposta ad assistere passivamente all’iniziativa e sono stati presi gli opportuni contatti con Associazioni che possano supportare l’opposizione al progetto, tanto più che lo stesso non avrebbe le carte in regola con la vigente normativa in materia di cave e riambientamenti.

 

E facendo questo non si vuol fare politica:

 

GLI INTERESSI, di varia natura, che possono sollecitare milioni di metri cubi di pietra, o a miliardi di litri di acqua, possono aspettare a fronte dei nostri interessi civici.

 

E, per rendersi conto di come si attua una sana tutela ambientale sarebbe sufficiente guardare alle vicine Marche, da cui partono serie iniziative per una comune politica del territorio in tutta la dorsale appenninica da parte di tutti gli enti locali.

 

Al momento di andare in stampa apprendiamo che è in programma una verifica della maggioranza.

 

Valerio Anderlini

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