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N. 9 - Settembre 2007

Accademia dei Romiti

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MUSEO DELL'EMIGRAZIONE

Un prestigioso riconoscimento


"Struttura culturale di eccellenza nel panorama italiano", è stato definito il Museo dell’Emigrazione di Gualdo Tadino, dal vice ministro degli Affari Esteri senatore Franco Danieli, raccogliendo intorno a se le massime autorità nazionali che si occupano di studi sull’emigrazione italiana per costituire una Fondazione Nazionale promossa dal Ministero, allo scopo di coordinare la rete dei centri di ricerca e dei musei che operano in Italia, dando loro maggiore visibilità e creando una preziosa filiera di contatti culturali e commerciali con gli italiani all’estero.

 

"Il Museo dell’Emigrazione", ci ricorda il direttore Catia Monacelli, "è nato quattro anni fa, dalla passione per il tema del sindaco Rolando Pinacoli ed evoca il patrimonio storico, culturale ed umano legato al grande esodo migratorio che coinvolse l’Italia dalla fine dell’Ottocento, riguardando più di 27 milioni di persone. In questo contesto l’incidenza della popolazione umbra, dapprima trascurabile, diviene rilevante a partire dai primi anni del Novecento, fino a raggiungere il settimo posto nel periodo 1911-1913 nella graduatoria delle regioni a più alta emigrazione. Gualdo Tadino, insieme ai comuni della fascia dorsale appenninica dell’Umbria, è stata protagonista di questa importante vicenda storica ed umana".

 

Centinaia di documenti, immagini e racconti provenienti da tutte le regioni d’Italia sono custoditi nella sede museale, tutti insieme a raccontare un’unica grande storia: gli addii, l’incontro e lo scontro con il paese straniero, la nostalgia, le gioie e i dolori quotidiani, l’integrazione nella nuova realtà, le sconfitte e le vittorie, il confronto e la riflessione con l’immigrazione di oggi. Un viaggio corale che ha per protagonista l’emigrante, realizzato con la tecnica delle proiezioni video; il Museo ospitato nel Palazzo del Podestà e Torre civica, possiede l’esclusivo materiale documentario di Rai Teche e della Radio Televisione della Svizzera Italiana sull’emigrazione all’estero, costituito da filmati, servizi giornalistici, film e documentari e coinvolge il visitatore in un emozionante percorso a ritroso: l’arrivo degli emigranti all’estero, l’aggregazione, la vita comunitaria, il cibo, la religione, l’occupazione, con particolare riguardo alla ricostruzione della vita lavorativa nelle miniere.

 

Al secondo piano l’avventura del viaggio, rare e commoventi immagini di traversate transoceaniche, vecchie valige di cartone e antichi bauli, campane del suono testimonianze di viaggi ardui e perigliosi a bordo di lenti e stracolmi bastimenti. Ed, infine, il terzo piano dedicato alla partenza, ai motivi che spinsero milioni di italiani a tentare la via dell’emigrazione verso terre straniere, in paesi ospitanti ma non sempre ospitali, le difficoltà dell’integrazione, la produzione dei tanti documenti per non essere respinti alla frontiera: carte d’identità con impronte digitali, passaporti, certificati di sana e robusta costituzione.

 

Il Museo dell’Emigrazione è un Centro di Ricerca Permanente, pubblica ogni anno i volumi della collana "I Quaderni del Museo dell’Emigrazione", raccoglie in una biblioteca testi e ricerche sull’argomento, un Archivio fotografico e documentario, una Nastroteca ed una esclusiva Videoteca di riferimento nazionale; è un Museo "vivo" e "polifunzionale", non solo contenitore e custode della memoria, ma anche luogo deputato allo svolgimento del Laboratorio didattico per le scuole.. Agli studenti, oltre alla classica visita guidata, viene data opportunità di fruire delle attività laboratoriali di approfondimento nel modulo di una mattina, o di aderire al piano formativo annuale che prevede lo svolgimento di una serie di ricerche durante l’arco dell’intero anno scolastico.

 

Tra le attività del Museo si segnala, il Concorso Video Nazionale "Memorie Migranti", per la produzione di cortometraggi sul tema, riservato alle scuole di tutta Italia, alle università e ai master-post laurea, nonché alle scuole di giornalismo, video e cinema. L’obiettivo è la raccolta di testimonianze orali, storie comunitarie e di famiglia, prima che vadano disperse.

 

Il Museo è aperto tutto l’anno e tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 18.30. Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo 075 9142445.

Gualdesità

 

 

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