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N. 9 - Settembre 2007

Accademia dei Romiti

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Le celebrazioni per il XIV centenario di San Facondino

Un evento religioso eccezionale


10sanfac010709.jpg (23981 byte)Ho trascorso due serate belle ed emozionanti. L’ingresso solenne dell’urna di San Facondino in cattedrale la sera del 16 agosto e la partenza del Santo dalla Basilica per rientrare nella parrocchia a lui dedicata, la sera del 19. Non nascondo che l’avvenimento mi ha commosso. Ho vissuto momenti particolari che mi hanno toccato, momenti da ricordare.

 

Nelle foto di Mario Franceschini due momenti del trasporto dell'Urna

 

Lo scenario era suggestivo: fiammelle poste lungo il percorso della processione, il suono possente delle campane, l’arrivo dell’urna con il corpo del Santo su di un carro trainato da un cavallo che sembrava anch’esso consapevole dell’avvenimento. Mi ha colpito ancora la porta centrale della cattedrale spalancata in piena notte, con mons. Anderlini in attesa, la Basilica illuminata a festa, e poi, verso le 23, l’arrivo della processione in piazza Martiri, accompagnata dalla banda musicale, e l’entrata del santo in chiesa portato a spalla da robusti parrocchiani. Non è mancata la partecipazione sensibile del popolo gualdese. Tutti aspetti commoventi che toccano i nostri sentimenti e portano anche ad un risveglio di noi stessi, ad una 10sanfac020709.jpg (14798 byte)consapevolezza della nostra identità. E’ stato certamente un avvenimento storico per la città. C’è da compiacersi per la felice idea del parroco di S. Facondino che ha voluto rendere un meritato omaggio al santo cui è dedicata la sua parrocchia, a tutto il clero di Gualdo e dintorni, ai cittadini della porta San Facondino che hanno condiviso, collaborato, perché tale avvenimento avesse una simile riuscita. A parte la solennità del fatto nuovo, per mio conto penso che questi momenti siano necessari in mezzo a tanto frastuono della vita moderna, dinnanzi a tante notizie aberranti che ogni giorno la televisione ci propone.

 

Uomini della levatura di San Facondino meritano così grande onore in quella che fu la sua diocesi; così pure la decisione di riportarlo in Cattedrale ogni 100 anni (in verità a me sembra un lasso di tempo troppo lungo). Sono avvenimenti questi che non debbono né possono lasciarci indifferenti; sono pause che ci invitano a riflettere in questo nostro mondo dove l’uomo sembra aver perso la propria identità; sono momenti di raccoglimento che ci invitano a riscoprire noi stessi, a chiederci ciò che siamo, come viviamo, dove vogliamo andare. L’avvenimento è stato quindi un risveglio di fede. A ben ragione mons. Anderlini, nella sua omelia, ha ricordato "senza fede non c’è speranza, non c’è gioia di vivere, non ha senso, non trova significato la vita."

 

San Facondino meritava questo omaggio!

 

E’ stato vescovo, persona di notevoli carismi. Con il suo discernimento, la sua parola, le sue azioni, la sua fede, il suo esempio, la sua bontà, il suo entusiasmo, ha segnato il tempo dell’antica Tadino lasciando impronte nella convivenza civile dei gualdesi di allora cui non è sfuggita la sua grandezza e la sua santità; è stato una vera personalità nella storia di Gualdo, una luce nella Chiesa, tanto da essere proclamato Santo. Caratteri tutti da evidenziare, come del resto è stato fatto, e da ricordare all’uomo di oggi ed alle generazioni future.

 

Gigliola Baldelli

Gualdo Tadino

 

Le celebrazioni per il XIV centenario di San Facondino

 

Cronaca dell'evento

 

 

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